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Moët & Chandon omaggia Roger Federer: 20 bottiglie vintage 1998 per la sua Fondazione

by sabato, maggio 26, 2018

Solo 20 Limited Edition Magnum numerate in tutto il mondo. Una raffinata sleeve in nastro di introvabile pelle nera e creata a mano da artigiani francesi, che abbraccia ogni bottiglia come le grip abbracciano le racchette dei campioni di tennis.

Sul prezioso nastro in pelle sono delicatamente incise a mano la firma di Roger Federer e il nome della bottiglia: Greatness since 1998.

Creato per esaltare la maestosità di Moët & Chandon Greatness since 1998, il nastro in pelle svela l’autografo di Roger Federer sull’etichetta. Stampato in oro a caldo all’interno dell’iconica cravatta, il messaggio di Roger Federer “I sogni si avverano!”, le stesse parole che il campione ha usato per esprimere la sua gioia lo scorso Febbraio quando, ancora una volta, è diventato il giocatore N° 1 nel mondo.
“Moët & Chandon è onorata di celebrare Roger Federer e il suo straordinario traguardo donando il 100% dei ricavi della vendita di Moët & Chandon Greatness since 1998 alla Roger Federer Foundation” afferma Stéphane Baschiera, Presidente e CEO Moët & Chandon.

Moët & Chandon è orgogliosa di supportare la Roger Federer Foundation, l’organizzazione charity fondata nel 2003 dal giocatore di tennis svizzero, che vede come missione filantropica quella di migliorare la vita dei giovani svantaggiati attraverso l’istruzione in sei paesi dell’Africa meridionale e della Svizzera.
“Quest’anno, noi della Roger Federer Foundation aspiriamo a rendere migliore la vita di un milione di bambini attraverso l’istruzione. Sono grato a Moët & Chandon per questa generosa donazione, che è un aiuto importante per raggiungere questo ambizioso obiettivo”, afferma Roger Federer.

Ogni bottiglia esclusiva di Moët & Chandon Greatness since 1998 sarà disponibile per ordini speciali dal 1 luglio al prezo di 19.998 €, esclusivamente presso la Boutique Moët Hennessy (via email rogerfederer20@moet.com) e su www.clos19.com.

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Hamburger Day, dall’Antico Egitto a Ray Kroc

by venerdì, maggio 25, 2018

Il 28 maggio è l’Hamburger Day.

Non tutti sanno però che il panino più famoso al mondo, simbolo della gastronomia made in USA, ha radici molto più lontane. Se le prime tracce risalgono all’Antico Egitto, quando veniva consumato sotto forma di polpetta, è a cavallo del XVIII e XIX secolo che si fa strada con il nome di “hamburg steak” in onore di Amburgo, la città in cui la bistecca di carne tritata e pressata ha avuto per la prima volta un nome. Ai tempi, Amburgo, era il porto più importante d’Europa e i marinai che si spostavano lungo le vie del mare si scambiavano ricette e sapori: si deve quindi ai marinai e agli emigrati tedeschi l’arrivo negli Stati Uniti dell’antenato dell’hamburger che è diventato sempre più famoso fino a trasformarsi, grazie all’avvento dei fast food, in una vera e propria icona moderna.

Simbolo di informalità – si mangia rigorosamente con le mani -, gusto e convivialità, l’hamburger è protagonista di scene indimenticabili di film cult come Pulp Fiction e American Beauty, e ha ricevuto dichiarazioni d’amore da personaggi come Andy Warhol, Heidi Klum e Joe Bastianich.

E quando si parla di hamburger non si può non legarne il successo al nome di Ray Kroc, che ha trasformato ristorante di San Bernardino di proprietà dei due fratelli McDonald nella catena di ristorazione più grande al mondo, utilizzando l’hamburger come bandiera. Con l’apertura nel 1955 del primo ristorante McDonald’s a Des Plaines, nell’Illinois, viene venduto il primo hamburger al prezzo di 15 centesimi.La ricetta originaria, rimasta invariata nel tempo, è diventata ormai famosa in tutto il mondo: hamburger di carne bovina, ketchup, senape, cipolla, cetriolo e pane.

Uno dei fatti più curiosi? Sicuramente riguarda il cetriolino: uno degli ingredienti più discussi, nel 1958fu tolto dall’hamburger ma un anno dopo, nell’agosto del 1959, fu reintrodotto e mai più cancellato dalla ricetta.

In Italia, l’hamburger, diventa un cult negli anni ‘80 quando McDonald’s approda nel Bel Paese. È il 1986 quando viene inaugurato il primo ristorante McDonald’s Italia, a Roma, in Piazza di Spagna, e poi a Milano.

Da allora il panino ha continuato a riscuotere sempre più successo. Basti pensare che ogni anno in Italia, vengono venduti 34 milioni di hamburger McDonald’s con Campania, Puglia e Abruzzo in cima alla classifica delle Regioni più ‘hamburger addicted’.

In occasione dell’Hamburger Day McDonald’s Italia consentirà a tutti gli hamburger lover di condividere la propria passione per il panino più famoso della storia. A fronte dell’acquisto di un hamburger, infatti, il secondo verrà omaggiato. Basta scaricare l’app McDonald’s.

Maggiori informazioni disponibili qui http://www.mcdonalds.it/hamburger-day.

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3 fresche ricette con l’olio extravergine di oliva

by venerdì, maggio 25, 2018

Tre ricette semplici ma gustose per i primi week end di caldo arrivano da casa Monini: la freschezza dell’antipasto gusci d’avocado, il gusto di un primo piatto come l’insalata fredda di farro e carciofi o la praticità della tipica insalata estiva.

Il tutto da condire con un giro d’olio GranFruttato Monini, dal profumo intenso e dal sapore deciso che lo contraddistinguono, fatto con solo olive colte in leggero anticipo da cui si estrae una minore percentuale di olio, ricchissima di antiossidanti e polifenoli.

Qui di seguio, tre proposte facili e d’effetto, ne trovate tante altre su www.monini.com .

E se volete scoprire qualcosa di più di Monini insieme a me, guardate l’episodio di Wine Passport dedicato all’Umbria:

Gusci d’avocado

Ingredienti per 4 persone

Avocado 2

Valeriana 150 g

Code di gamberi 200 g

Pinoli 50 g

Cipolla rossa 1/2

Lime 1

Olio Extra Vergine di Oliva GranFruttato Monini q.b.

Sale q.b.

Preparazione

Per la preparazione dei gusci, tagliare a metà nel senso della lunghezza due piccoli avocado ed estrarre i noccioli, infilzandoli delicatamente con un coltello per non rovinare il guscio. Con l’aiuto di un cucchiaio prelevare la polpa degli avocado, tagliarla a dadini e metterla in una ciotola di media grandezza, conservando a parte i gusci intatti e svuotati.

Passare ai fornelli, dove si procede a tostare appena i pinoli (basterà qualche minuto a fuoco medio in una padella antiaderente) e a lessare i gamberi per qualche minuto in una pentola di acqua bollente salata. Una volta cotti i gamberi, farli raffreddare e sgusciali.

Lavare e asciugare l’insalata, tagliare la cipolla a fette molto sottili e raccogliere tutti gli ingredienti nella ciotola con la polpa degli avocado. Condire tutto con un’emulsione realizzata con il succo di mezzo lime, olio extravergine di oliva GranFruttato Monini e sale.

Riempire i gusci svuotati degli avocado con il composto e servine uno per ciascuno dei commensali.

Insalata fredda di farro e carciofi

Ingredienti per 2 persone

Lenticchie piccole 260 g

Farro 150 g

Olive verdi denocciolate Monini 1 vasetto

Carciofi 2

Cipolla rossa 1

Pecorino a scaglie 100 g

Olio Extra Vergine di Oliva GranFruttato Monini q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

Preparazione

Mettere a lessare le lenticchie e il farro in acqua salata. Scolare e lasciare che si raffreddino prima di raccogliere tutto in un piatto da portata capiente.

Aggiungere le olive verdi tagliate a rondelle, i carciofi tagliati a pezzetti, la cipolla tagliata a fette molto sottili e il pecorino a scaglie e abbondante olio extra vergine d’oliva GranFruttato Monini. Mescolare bene e assaggiare per capire come aggiustare di sale, pepe.

L’insalata di farro e carciofi si gusta meglio fredda, perciò va riposta in frigorifero prima di servirla.

Insalata estiva

Ingredienti per 2 persone

Insalata gentile 1 piccolo cespo

Pesche saturnine 2

Pere coscia 2

Ciliege q.b.

Cipollotto 1

Olio Extra Vergine di Oliva GranFruttato Monini q.b.

Glassa di aceto balsamico Monini q.b

Preparazione

Lavare tutta la frutta e la verdura occorrenti a questa ricetta, togliere il nocciolo dalle ciliegie.

Dopo averla lavata a fondo, asciugare e tagliare grossolanamente l’insalata, da mettere in una ciotola assieme alla frutta fatta a pezzetti e al cipollotto tagliato a rondelle.

Condire l’insalata con sale e pepe, mescolare e distribuire sui piatti da portata. Decorare con un bel giro di olio extra vergine d’oliva GranFruttato Monini e glassa di aceto balsamico Monini e portare in tavola.

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Il più grande mercato contadino di sempre per la festa della Repubblica

by venerdì, maggio 25, 2018

Cia-Agricoltori Italiani e FICO Eataly World e presentano “La Repubblica dei Contadini”.

Nel più grande mercato contadino mai realizzato, dal pomeriggio di venerdì primo giugno, sabato 2 e domenica 3 giugno per tutto il giorno, sono in arrivo quasi 250 aziende agricole da tutta Italia e migliaia dei loro prodotti tipici locali e presidi Slow Food: birre agricole, formaggi a latte crudo, salumi e carni da allevamenti, ortofrutta fresca e trasformata, pescato e prodotti da forno, pasta e riso, vino, olio e miele. L’iniziativa porterà da FICO a Bologna, nel più grande Parco agroalimentare del mondo, in collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani, uno spaccato unico della biodiversità agroalimentare, custodito dalle aziende agricole del Belpaese.
Il taglio del nastro si terrà in concomitanza della Festa della Repubblica, sabato 2 giugno alle ore 11. Alla giornata parteciperanno Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Tiziana Primori, amministratore delegato di FICO Eataly World e Massimo Montanari, storico dell’alimentazione. In numeri, saranno 244 le aziende agricole presenti, provenienti da 71 province italiane, che inizieranno l’allestimento già dal pomeriggio del primo giugno: 42 coltivatori con i primi pomodori, ciliegie e piccoli frutti; 27 vignaioli e i loro vitigni autoctoni; 31 casari con i formaggi dei propri allevamenti; 20 tipologie di prodotti da 20 regioni; 11 birrifici agricoli.
Come rileva l’Ufficio Studi di Cia-Agricoltori Italiani, sono più di 10 mila gli agricoltori che in tutta la Penisola vendono i propri prodotti in spacci aziendali o mercatini rionali, locali e cittadini, proponendo oltre 4.000 specialità tipiche, molte delle quali di solito acquistabili solo nei territori di origine e ora pronte ad essere scoperte, assaporate e acquistate a FICO in occasione de “La Repubblica dei Contadini”.
Sempre di più sono, infatti, le famiglie che scelgono i mercati contadini allestiti dagli agricoltori (+10% nell’ultimo anno). Cia stima che 1 italiano su 4, ogni anno, acquisti almeno una volta direttamente dal produttore, premiando qualità, tipicità e genuinità delle specialità agricole. Oltre a valorizzare i mercati stessi che preservano la biodiversità agroalimentare italiana, offrendo uno sbocco a prodotti realizzati localmente e in quantitativi limitati. Da analisi Cia-Agricoltori Italiani che è già presente sul territorio con il suo circuito di vendita diretta “La Spesa in Campagna” e appuntamenti fissi in molte città italiane; in Italia, il movimento alimentato dalla vendita agricola diretta, ammonta a circa 1 miliardo di euro l’anno.
A FICO (Fabbrica Italiana Contadina) Eataly World l’agricoltura italiana sarà rappresentata da oltre 200 produttori locali, che si aggiungeranno alle filiere del cibo presenti nel Parco. Su 10 ettari, FICO racchiude la meraviglia della biodiversità italiana, dal campo alla forchetta: per capire l’agricoltura italiana e conoscere la trasformazione alimentare, 2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2000 cultivar, oltre a 40 fabbriche contadine per vedere la produzione di carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra e tanti prodotti italiani e, per degustare il meglio della tavola e delle bevande italiane, una scelta di oltre 40 luoghi di ristoro diversi, dai chioschi di street food fino ai ristoranti stellati. Sei “giostre” educative dedicate al fuoco, alla terra, al mare, agli animali, al vino e al futuro per giocare e imparare; 30 eventi e 50 corsi al giorno tra aule, teatro e spazi didattici.

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A Rai, tra Diavoli, Raboso e un Manzoni Rosa salvato dall’oblio

by giovedì, maggio 24, 2018

A Rai, frazione di San Polo di Piave, nelle notti di luna piena c’è ancora qualcuno che non esce di casa.

Il Diavolo, racconta una leggenda, scende a Rai e si appoggia con un piede nella diruta torre d’avvistamento medievale e l’altro sull’antico campanile della chiesa del Quattrocento: «Scuro, come il vino scuro. Possente e rabbioso, di gigantesca tenebra oscura le terre e le vigne. Le osserva dall’alto con sguardo zolfare e amorevole poi le lascia e passa».

Le vigne ai piedi della torre, viste dall’alto, intessono un intreccio talmente magico che persino il Diavolo ne resta conquistato. E’ l’intreccio che nasce dalla Bellussera, forma di coltivazione della vite messa a punto alla fine dell’800 basato su un sistema a raggi, messo a punto dai fratelli Bellussi, per combattere la fillossera ae oggi in via di estinzione a causa dei suoi alti costi di mantenimento. La Bellussera prevede un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono collegati tra loro da fili di ferro disposti a raggi. Una sorta di pergola di grandissime dimensioni, dove dalla potatura alla vendemmia, tutto viene fatto a mano, sopra a un pianale rialzato. Passeggiare tra i filiari ha un sapore antico, di rara intensità, ma è dall’alto che l’alchimia diventa dirompente, perchè la Bellussera trasforma in un enorme ricamo la sua terra ed è, a tutti gli effetti, uno dei più alti esempi di architettura del paesaggio.

Il suo valore è molto chiaro a Ca’ di Rajo, l’azienda vinicola che custodisce ben 15 ettari di vigneti a Bellussera, decine di vigne centenarie a piede franco, vitigni rarissimi come il Manzoni Rosa (3 ettari circa in totale in Italia, incrocio tra Traminer e Trebbiano) e la Marzemina Bianca (10 ettari totali in Italia), da cui nascono due sorprendenti spumanti, capaci di attirare l’attenzione anche del più radicale champagnista.

Il fondatore di questa cantina distesa a due passi dalle colline di Conegliano, è Marino Cecchetto, 87 anni: la prossima, per lui, sarà la sua 80esima vendemmia, 80 volte il primo bacio, perchè ogni raccolto è così, sempre la stessa emozione, come se fosse la prima volta. Nel 2005 il nipote Simone, enologo oggi 33enne, ha creato il brand Ca’di Rajo e oggi la cantina è guidata da lui e dai fratelli (di 28 e 22 anni) Fabio e Alessio Cecchetto. Grazie alla loro passione e tenacia, la cantina non ha subito, come spesso accade, il passaggio generazione, bensì lo ha vissuto come un’occasione di crescita condita con caparbietà, il saper fare tipico veneto e un’educazione ben fatta, che ha portato l’azienda a quota 90nettari e 2 milioni di bottiglie prodotte ogni anno ed esportate in circa 50 Paesi.

Le referenze di Ca’ di Rajo sono tantissime, perchè, come spiega Simone, «abbiamo voluto proseguire la tradizione contadina di mantenere una grande varietà di vitigni, e fare in modo che anche i più rari non vengano perduti. Il “miracolo” del Prosecco ci consente di fare tutto questo: il suo business per noi è un viatico per poter avere le risorse per tutelare varietà minori e valorizzarle al meglio».

A partire dal Raboso, straordinario rosso dall’animo ruvido e inquieto. Compagno di viaggio di Marco Polo, “più nero della pece”, come lo descriveva Plinio il Vecchio,  il Raboso è il vino per eccellenza delle terre del Piave e sicuramente una delle perle enologiche più sconosciute d’Italia. Ca’ di Rajo ne fa due versioni: il Notti di luna piena e il Sangue di Diavolo, due etichette che raccontano la leggenda di Rai ma anche la forza e il mistero di questi due vini affascinanti. Notti di luna piena è una declinazione più integrale, Sangue di Diavolo forse più morbida.

Nel bicchiere, Angeli e Demoni danzano assieme, la luna si spoglia e finisce nelle braccia della notte.

PS. Il prossimo autunno Ca’ di Rajo lancerà una limited edition che porta con sé circa 100 anni di storia (le vedete qui sotto, in foto con me e Simone): si tratta di un vino Tai ottenuto da uve di un vigneto Tocai, coltivato a Bellussera, che risale ai primi anni del Novecento. #staytuned .

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Il caffè e gli italiani: tutti i dati Del Coffee Monitor di Nomisma

by mercoledì, maggio 23, 2018

COFFEE MONITOR – il primo focus dell’Osservatorio SOCIAL MONITORING di Nomisma sviluppato in collaborazione con DATALYTICS elegge il caffè espresso come la principale tipologia di caffè scelta dagli italiani che hanno consumato la bevanda negli ultimi 12 mesi.

Non stupisce quindi che il 58% di chi beve caffè espresso lo faccia per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata. Espresso non è tuttavia solo fonte di energia, chi lo beve lo fa anche per il gusto (51%) ed in parte per abitudine (30%). Il caffè espresso evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo un rito, una tradizione (37%).

Il consumo di caffè espresso non è relegabile in un solo luogo, prevale piuttosto una modalità di consumo “multi-luogo”. Il 92% di chi beve caffè espresso lo fa tra le mura domestiche, prediligendo il caffè in polvere (53%) e in cialde o capsule (37%), sulla base di scelte fatte in funzione di gusto e aroma (53%), della notorietà della marca (19%), mentre meno rilevante risulta la variabile prezzo, driver di scelta solo per il 15% di chi consuma caffè espresso a casa). Tra i luoghi di consumo più importanti figurano anche i bar, scelti dal 72% del target di riferimento, oltre al posto di lavoro (il 48% di chi ha consumato caffè negli ultimi 12 mesi l’ha fatto in ufficio), dove invece si predilige l’utilizzo di caffè in cialde o capsule (50%).

Attraverso la rilevazione di abitudini di consumo di un campione rappresentativo della popolazione il Coffee Monitor Nomisma Pro fornisce inoltre una stima della spesa annua in caffè che – tra i consumatori di caffè espresso – sfiora i 260 € annui pro-capite.

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Dining with the female stars: 6 donne chef al Castello di Spaltena. E in arrivo anche la pizza gourmet

by mercoledì, maggio 23, 2018

Con lo chef resident Vincenzo Guarino del Ristorante Il Pievano, 1 Stella Michelin, daranno vita a serate uniche, una full immersion nei sapori e nei profumi della cucina italiana e internazionale tra tradizione, creatività e stile.

Questo il calendario Dining with the female stars:

31 Maggio
Rosanna Marziale – Ristorante Le Colonne*, Caserta

18 Giugno
Caterina Ceraudo – Ristorante Dattilo*, Strongoli (KR)

18 Luglio
Valeria Piccini – Ristorante da Caino**, Montemerano (GR)

8 Agosto
Emma Bengtsson – Restaurant Aquavit**, New York (USA)

21 Settembre
Lisa Goodwin Allen – Restaurant Northcote*, Lancashire (UK)

16 Ottobre
Nadia Sammut – Restaurant Auberge La Fenière*, Cadenet (FRANCE)

La grande novità del 2018 è l’apertura de la Pizzeria Spaltenna “La pizza cucinata …”, uno spazio all’aperto con forno a legna, firmato dallo chef Vincenzo Guarino e dallo chef pizzaiolo Gennaro Nasti della pizzeria Bijou di Parigi.

Due grandi personalità del mondo gastronomico che si uniscono per realizzare il meglio in termini di abbinamenti sulla pizza. Abbinamenti che saranno a tratti irriverenti, estremi, ricercati, sostenendo sempre la filosofia della qualità elevata delle materie prime da utilizzare… Un percorso multisensoriale che vuole sdoganare il concetto di pizza attuale per proiettarlo nell’alta cucina.

E proprio Gennaro Nasti, il 6 giugno, aprirà il ciclo delle serate dedicate alla pizza. Questo il calendario completo:

6 Giugno
Gennaro Nasti – Pizzeria Bijou, Parigi

16 Luglio
Pierluigi Police – Pizzeria Lo Scugnizzo, Arezzo

22 Agosto
Giuseppe Pignalosa – Pizzeria La Parulè, Ercolano (NA)

27 Agosto

Giovanni Santarpia – Pizzeria Santarpia, Firenze

www.spaltenna.it

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A José Gomez di Joselito il Premio speciale della Real Academia de Gastronomia

by martedì, maggio 22, 2018

A José Gomez, proprietario di Joselito – “il miglior prosciutto del mondo”- è stato conferito il premio speciale della Real Academia de Gastronomia 2018, che gli verrà consegnato il prossimo 25 giugno a Madrid.

Un riconoscimento che si somma a quello già ricevuto nel 2006, sempre a opera della RAG.

L’istituzione, fondata nel 1980 e composta accademici e studiosi, si pone come obiettivo la promozione e la tutela della cucina e della cultura gastronomica spagnola. Il premio a José Gomez assume quindi un sapore ancora più speciale e arriva a suggello di un 2018 molto importante per l’azienda, che proprio quest’anno festeggia il suo 150mo anniversario.

I membri della giuria hanno premiato il grande lavoro svolto da Joselito nel promuovere la diffusione del prosciutto iberico nel mondo, esportando al contempo la qualità della cucina spagnola e una maggiore cultura su questo particolare tipo di suino.

Il premio al personaggio dell’anno dato a José Gomez è il più importante del settore in Spagna, unico nell’anno a essere consegnato.

Dal 1868 Joselito custodisce i segreti di una tradizione ereditata da oltre 6 generazioni, tutte accomunate dalla stessa ossessione: produrre il miglior prosciutto del mondo.

L’azienda, presente oggi in 56 paesi, a livello internazionale opera su due fronti: da un lato, la commercializzazione dei suoi prodotti al 100% naturali (senza additivi o conservanti chimici); dall’altro, un lavoro educational nei mercati in cui è presente, attraverso corsi sui tagli, la conservazione, la cucina e sulle possibilità di impiego del Jamón Iberico de Bellota, delle carni fredde e, più recentemente, della carne fresca Joselito.

Prova di ciò è il progetto di ricerca JoselitoLab, giunto alla sua quinta edizione e affidato anno dopo anno nelle mani dei migliori chef del mondo, che sviluppano ricette uniche con prodotti di maiale e locali tagli Joselito.

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