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Dalla Sicilia con furore: i 4 cocktail più cool del Morgana Lounge Bar di Taormina

by martedì, giugno 27, 2017

Christian Sciglio è un solitario, ma anche un sognatore ambizioso e, probabilmente, un estimatore dei lati più misteriosi delle donne.

Se non fosse così, perché dedicare a Morgana, la potente fata arthuriana tra le più acerrime antagoniste di Re Artù, Ginevra e soprattutto di Merlino, il nome del proprio locale? Si chiama infatti Morgana Lounge Bar, la luxury lounge situata nel centro storico di Taormina, che il bartender Sciglio, classe 1977, taorminese d’origine, ha fondato insieme a Guido Spinello, e in poco tempo è diventato il salotto buono dei dopocena della città.

Nel laboratorio del Morgana, Christian crea gli infusi a freddo e a caldo per i suoi cocktail e : miscela pregiati liquori e ingredienti freschi del territorio che poi si trasformano nei “Signature Morgana”, in cui primeggiano i sapori prettamente siciliani, come l’agave, la pala di fico d’india o gli agrumi.

Ogni stagione, c’è qualche novità, quelle per l’estate 2017 sono 4 cocktail che vi racconto qui di seguito, se mai vi venisse voglia di provarli a fare tra le mura di casa, in attesa del primo volo disponibile per fare un salto ad assaggiarli direttamente al bel bancone circondato di maioliche bianche e blu del Morgana.


1. Von Gloeden
Questo cocktail trae ispirazione dalla storia di Wilhelm von Gloeden, detto il barone Gugliemo, fotografo tedesco ma taorminese d’adozione, vissuto a cavallo tra il 1800 e i primi anni del 1900. Von Gloeden, durante la sua carriera fotografica, realizzò diversi tipi d’immagini: dal paesaggio taorminese e siciliano, alle foto di monumenti artistici, a quelle di personaggi (contadini, pastori e pescatori in costume folkloristico), al reportage storico, documentando gli effetti del catastrofico terremoto di Messina nel 1908.
Le fotografie per cui è indubbiamente più famoso sono quelle di nudo, soprattutto maschile, in cui sono ritratti giovani ragazzi siciliani in un ambiente pastorale e con costumi e dettagli ispirati all’antica Grecia.

Descrizione del cocktail
Shaken Agave syrup with Hendrick’s gin and squeezed lime, topped up with ginger beer and garnished with fresh cucumber slices.

Ingredienti:
• Hendrick’s Gin
• sciroppo d’agave
• succo di lime
• cetriolo
• ginger beer


2. Sicilian Spicy Negroni

Descrizione del cocktail
Muddled Sicilian orange peel, fresh ginger, fresh juniper berries, pimiento agave syrup with throwing Tanqueray gin, bitter Campari, Del Professore Red Vermouth and Solerno Blood orange liqueur, garnished with red chili and Sicilian orange peel

Ingredienti:
• Gin Tanqueray
• Bitter Campari
• Red Vermouth Del Professore
• Liquore all’arancia Solerno
• peperoncino
• zenzero
• sciroppo d’agave
• bacche di ginepro


3. Sicilian Margarita

Descrizione del cocktail
Shaken wild fennel with homemade syrup and Don Julio Silver Tequila with Solerno Blood orange liqueur, The Bitter Truth lemon and squeezed lime, garnished with rim of Menfi’s salt and fennel tuft.

Ingredienti:
• Tequila Don Julio
• Liquore all’arancia Solerno
• Bitter
• Sciroppo di finocchio
• Sale di Menfi
• Finocchietto


4. Dirty Sweet

Descrizione del cocktail
Homemade Sicilian caper fruit brine syrup with shaken Tanqueray gin, Martini vermouth special reserve ambrato and fresh squeezed Sicilian lemon, garnished with caper fruit and Sicilian lemon peel.

Ingredienti:

• Gin Tanqueray
• Vermouth special reserve ambrato Martini
• Sciroppo di capperi
• Succo di limone siciliano
• Capperi freschi
• Buccia di limoni siciliani

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The Spirit, nuovo rifugio “segreto” per ragazzi (e ragazze) di spirit(o) e stile

by martedì, giugno 27, 2017

In attesa di provarlo e di raccontarvi qual è stata la mia esperienza, voglio segnalarvi questo nuovo locale in zona Porta Romana.

Nel cuore di Milano, al 15 di Via Piacenza, c’è una larga lamiera scura, nera, ricoperta di borchie; una vecchia lampada da mercantile è accesa, ad indicare che la “locanda” è aperta. Tre oblò, finemente bordati da un sottile filo di ottone, lasciano intravedere un bancone di legno, lo scintillio di bicchieri e bottiglie rare e sconosciute. C’è una porta, invisibile a prima vista, basta aprirla per entrare in un mondo accogliente, raffinato, pregno di una opalescente luce soffusa: siamo al The Spirit.

Una piccolissima waiting room mitiga il passaggio tra il mondo esterno e l’interno, tra la luce e i rumori della strada e il chiaro oscuro elegantemente dosato del locale. Si aspetta in piedi, appoggiati una mensola ricurva che segue il morbido andamento di una boiserie di lucido legno nero. Pochi istanti, giusto il tempo di gustare il cambiamento d’atmosfera, di perdersi nel gioco di specchi e di luci; poi si entra.
Due sale, il giorno e la notte, un’atmosfera elegante, raffinata e rilassante, arricchita da arredi artigianali confezionati con materiali pregiati e giochi di luci che sorprendono gradevolmente l’ospite. Circa 40 sedute, tra divani e poltroncine vittoriane, in cui sprofondare e sognare gustando cocktails e distillati. Un bancone in prezioso legno di mogano massello con intarsio in onice retroilluminata, circondato da sgabelli in pelle color senape su cui sollevarsi quando viene voglia di far festa, tavolini differenziati tra loro dal basamento in marmo a creare delle zone con sedute dedicate a coppie o piccoli gruppi.

Il design degli interni è a cura di Juan Carlos Viso*, designer venezuelano che vanta collaborazioni con lo studio di architettura Dordoni e brand di fama internazionale come Artemide, Minotti e Molteni. Juan utilizza lo stile dell’architettura eclettica italiana del primo Novecento, con accenni Deco’ e Liberty a sostegno di un concept fortemente ispirato ai viaggi nel tempo e nello spazio, costellazioni, note astrali, segni zodiacali, tarocchi, carte da gioco, illusione e specialmente magia…

The Spirit è un concept che nasce dall’esperienza internazionale di cinque professionisti italiani che vivono tra Milano, New York, Shanghai e Hong Kong, accomunati dal fascino suscitato dai migliori cocktail bar del mondo e dal sogno di creare qualcosa di unico nel panorama Milanese.
Bar manager del locale è Fabio Bacchi, uno dei più noti volti della bar industry italiana, ambasciatore di uno stile di bartending che coniuga ricercatezza del prodotto e servizio, totalizzante nel perseguire un concetto di esclusività che si esprime in un’artigianalità del bere sofisticato. Già in Italia come Bar Manager del Principe di Savoia di Milano e del Quisisana di Capri, fondatore ed editore del magazine BarTales, la sua carriera si è sempre sviluppata nell’ambito degli hotel di lusso di tutto il mondo. A lui si affianca Carlo Simbula, giovane head bartender, già conosciuto a Milano in alcuni dei cocktail bar più cool della città.

A The Spirit si trovano distillati esclusivi e di fama internazionale come il Ron Gran Reserva de la Familia Serrallés della distilleria Don Q di Porto Rico, citato dalla rivista Forbes come il più esclusivo al mondo. Un Ron di stile latino invecchiato 20 anni prima di essere imbottigliato in sole 1865 bottiglie per celebrare l’anno di fondazione dell’iconica distilleria portoricana. C’è una bottiglia di Pisco “Ñusta”, che in lingua quechua significa “Principessa Inca” per sottolineare l’eccellenza e l’esclusività di questo Pisco creato in soli cento esemplari dalla distilleria peruviana Macchu Pisco. Tra i Whisk(e)y citiamo il “Rare Cask” di Macallan, Single Malt creato dalla miscela di 16 whisky, l’1% al vertice della qualità della distilleria e molti altri provenienti dalle famose regioni scozzesi, quali Highlands, Speyside ed Islay, dall’Irlanda e dal Giappone, rappresentato dai Whisky di Nikka, premiata distilleria di Tokio, tra cui spicca Nikka Gold & Gold, blend di pregiati Whisky giapponesi, la cui bottiglia è completa di armatura ed elmo da samurai, uno degli unici esemplari reperibili in Italia.
Riguardo Bourbon e American Whiskey, ben esposta in uno degli oblò, troviamo una bottiglia di Michter’s 20 Year Old Single Barrel Bourbon: prodotto in poche centinaia di esemplari è un Kentucky Straight Bourbon da singola botte, invecchiato per 20 anni da Michter’s, distilleria storica degli Stati Uniti d’America fondata a Louisville nel 1753, che segue ricette di distillazione che risalgono a prima della guerra di Rivoluzione Americana (1775-1783). Non solo Whisky ma distillati caratterizzanti di altre zone “calde” del mondo come il Messico, con i Mezcal artigianali dell’azienda Del Maguey, fondata nel 1995 dall’artista newyorkese Ron Cooper, tra i quali spicca il Pechuga, un rarissimo Mezcal distillato una terza volta con frutti locali in infusione e un petto di pollo (pechuga) sospeso nell’alambicco.
In omaggio alla tradizione italiana, un ampio spazio è dedicato agli amari, che entrano nelle ricette di alcuni cocktails: circa 50 etichette, con la presenza di aziende storiche della spirit industry italiana come Luxardo, Varnelli, Casoni, Pallini e Quaglia.
Non solo spirits, ma anche e soprattutto miscelazione. Tutti i drink presenti nel menù sono “signature cocktail” creati dal team di barman di the Spirit per rispecchiare il mood del locale. La lista dei drink, 15 circa, cambia ogni 3 mesi seguendo il corso delle stagioni. La ricerca sugli ingredienti e sulle ricette racchiudere una storia in ogni cocktail che i bartender sono pronti a raccontare durante il servizio. I drink classici saranno sempre a disposizione su richiesta ma non presenti in menù.
Oltre agli spirits di alta qualità, la sommelier del locale Valentina Rizzi ricerca, gusta e seleziona bottiglie di vino di altissimo livello, tra produttori poco conosciuti e zone non scontate, con una proposta che si aggiornerà frequentemente. Lo Champagne maison scelto è Henri Giraud, piccolo vigneron dal 1628 giunto oggi alla tredicesima generazione.

Milano, Spirit © Cristian Castelnuovo

Ad accompagnare i drink vengono serviti snack e finger food selezionati e di qualità che cambieranno in abbinamento alla Drink list seguendo l’andamento delle stagioni. Un esempio, durante l’aperitivo, tre esperienze sensoriali diverse, dry, crunchy e crusted: mela disidratata e gelatina di lime per il dry, una mini tartare di manzo piemontese su crostino di pane integrale per il crunchy e un assaggio di formaggio con crosta bruciata per il crusted. Oppure, l’alternativa vegetariana, un piattino con rosa di pasta sfoglia, spiedino di feta, zucchina e menta come altro esempio di ciò che si potrà’ gustare al The Spirit.

The Spirit ha la sua propria colonna sonora: una selezione esclusiva di brani inediti, creati e mixati da Slow Motion. Il sound cambia durante la serata, in ogni momento crea il ritmo giusto per accompagnare i drink e per lasciar scorrere le emozioni. Musiche calorose e stimolanti di generi diversi principalmente ambient, psychedelic, downtempo, world ed electronic. La musica del club è disponibile in cloud, quindi accessibile anche a casa o in movimento per vivere il mood The Spirit fuori dalle sue mura. The Spirit condividerà sulle sue pagine social la musica che sta suonando nel club in quel momento, creando un legame tra ciò che si ascolta all’interno del locale ed il mondo esterno di chi ama e segue The Spirit e Slow Motion. Per ascoltare le playlist mixate ed entrare nel mood di The Spirit basta collegarsi all’indirizzo http://soundcloud.com/TheSpirit_club
Non solo musica ma anche due serie di cortometraggi creati dal fotografo e regista Stefano Pesce. Una campagna di teasing che unisce storytelling a riprese mirate ed accuratamente montate, vero perno della campagna sui social network Facebook ed Instagram per narrare la nascita di The Spirit, dai lavori di cantiere, passando per la presentazione delle bottiglie più rare fino ad arrivare all’apertura della porta d’ingresso.

For HappyFew: la Membership. Ai clienti più affezionati, accuratamente selezionati dal team The Spirit, è riservata la possibilità di godere appieno dell’esperienza The Spirit associandosi con una Private o Corporate Membership*. Il Socio di The Spirit vive il locale come un’estensione lussuosa di casa propria: possiede il suo canale di comunicazione diretto col team The Spirit per prenotazioni e richieste, viene accolto in modo particolare e personalizzato, usufruisce di sconti fissi sulle consumazioni e ha la possibilità di custodire le proprie bottiglie in cassetti dedicati e numerati. Il Member può partecipare, in anteprima, alle degustazioni di cambio menù stagionali, così come ad alcuni eventi speciali organizzati da The Spirit, usufruendo, in queste occasioni, dell’ingresso privato di Via Passeroni. Infine, per suggellare l’accordo, il Socio riceve un raro mazzo di carte da gioco del famoso brand americano Theory 11, leader nel settore a livello mondiale e partner di The Spirit.
Con la membership card si entra in una comunità con la quale ci si lega al club e al suo team di bartender d’élite, si esplora e si diventa conoscitori dei distillati più rari e della miscelazione più ricercata.

The Spirit
Via Piacenza 15, 20135 Milano
Aperto dalle 18.00 alle 2.00, chiuso il lunedì.
www.thespirit.it
Facebook https://www.facebook.com/The-Spirit-Milano-1278270428934853/
Instagram https://www.instagram.com/the_spirit_milano/

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Il Culatello Supremo 2017? Eccolo

by lunedì, giugno 26, 2017

A Soragna ogni anno da oltre 7 lustri, accade una tenzone a cui in molti vorrebbero partecipare: si tratta dell’Eccellente Arcidosalizio per la ricerca del Culatello Supremo.

Accade tra le mura della Rocca Meli Lupi, dove si riunisce l’assemblea dell’Eccellente Arcisodalizio del Culatello Supremo, dche ha il compito di eleggere ogni anno – avvalendosi di due preparate e autorevoli giurie – il Culatello Supremo e il Gran Culatello. Quella di quest’anno è stata la 36ma edizione di questo appuntamento, al motto di “quaesivi et nondum inveni”, ovvero cercai ma non ancora trovai, ed è stata presieduta dal Gran Maestro dell’Arcisodalizio il Principe Diofebo IV, sotto il priorato di Petrucci Gianpiero e Romano Raineri. L’Arcisodalizio si riunisce con lo stesso fine dal 1987, quando la Confraternita degli amanti del Culatello dopo dieci anni si promuove e ufficializza le proprie vesti.

Come funziona? Dopo che i Culatelli sono stati consegnati all’oratorio di San Secondo Parmense (dodici i pretendenti al titolo di Culatello Supremo), sono stati numerati in base al loro proprietario e sono stati consegnati in forma anonima alla giuria dell’Arcisodalizio.
Fino al momento del verdetto solo il notaio ha conosciuto quindi la loro provenienza. I culatelli sono stati giudicati in base ad aspetto, delicatezza, fragranza e persistenza di sapore al palato. Da regolamento, per essere “supremi” i culatelli devono raggiungere un punteggio di 70/100. Una seconda giuria costituita da esperti del settore e raffinati palati invitati per l’occasione dai confratelli, ha proclamato il Gran Culatello.

Il Culatello Supremo 2017 è quello di Riccardo Riccardi, mentre il Gran Culatello è di Nicola Pezzani, che cede a Riccardi lo scettro come vincitore della scorsa edizione.

Prima della premiazione sono stati investiti tre nuovi confratelli dei Cavalieri dell’Ordine del Culatello Supremo, mentre il norcino Buttarelli è stato premiato quest’anno come miglior norcino nella Bassa, titolo che lo scorso hanno era stato attribuito a Oreste Montanari.

Nominati i vincitori della nuova edizione la Grande Galleria ha riaccolto gli invitati per la cena curata dallo chef Alessandro Zalaffi e realizzata anche grazie ai prodotti del Caseificio Gennario, Distilleria Faled, Cantina Zaccagnini, Bergamaschi Cantine, Azienda Agricola Il Mosnel Franciacorta e Torrefazione Massimo Bonini. Alla cerimonia erano presenti altre confraternite della zona ed anche alcune meno nostrane come l’Accademia della Nobil Pasta e l’Ordine dell’Orecchietta , confraternita franco-italiana fondata da Enrico Palmieri a Bourg-en-Bresse (Francia) con lo scopo di promuovere le tradizioni enogastronomiche pugliesi all’estero.

Si ringrazia Massimo Gelati (nella foto qui sotto), Cavaliere dell’Ordine del Culatello, per le foto e la notizia.

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Verdutorta

by venerdì, giugno 23, 2017

Il pastry chef Farmo- Maurizio De Pasquale ha ideato per Farmo un’insolita crostata alla macedonia di frutta e verdura senza glutine, ideale per quest’estate così.. hot!

Chi potrà mai resistere alla bontà di questa VERDUTORTA?

RICETTA
Per la base frolla:
– 500 g Fibrepan Farmo
– 2 uova intere
– 60 g olio di girasole

Procedimento:
Miscelare tutti gli ingredienti. Mettere l’impasto ottenuto in frigo per circa 3 ORE. Formare poi la base voluta.

Per la farcitura interna:
100 g di Prontocrem Farmo
150 g di acqua
100 g di succo di frutta a piacimento

Per la farcitura di frutta:
Frutta fresca di stagione, vegetali ed erbe aromatiche a piacimento.

Montaggio:
Spalmare un sottile strato di crema sulla base frolla, arricchire con frutta e vegetali freschi, terminare con qualche spuntone di crema.

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Al Four Seasons di Milano lo champagne balla lo Swing

by venerdì, giugno 23, 2017

Un perlage che danza nel bicchiere al ritmo di Swing. Lo champagne è così, soprattutto quello Veuve Clicquot, una delle più grandi Maison de Champagne, che insieme a Four Seasons Hotel Milano presenta Swing & Chill, il nuovo imperdibile appuntamento per l’aperitivo a Milano.

Oltre alle classiche proposte di cocktail e pregiati vini alla carta, da ieri è possibile degustare le migliori etichette Veuve Clicquot abbinati alle più ricercate espressioni gastronomiche italiane proposte dall’executive chef dell’hotel Vito Mollica, in un’atmosfera riconducibile agli anni d’oro dello Swing americano: tutti i giovedì, Four Seasons Hotel Milano infatti si vestirà ad hoc per entrare nel vivo dello spirito “dondolante”; le divise del personale saranno sostituite dagli eleganti completi tipici di quegli anni, una band Live Music suonerà vibranti note in giardino sotto le stelle, e sarà presente anche la scuola di ballo “Swingin’ Folks”, un gruppo di appassionati di cultura e musica dagli anni ’20 in poi.

Tre le etichette Veuve Clicquot a disposizione, Veuve Clicquot Vintage Rosé 2008, il primo Millesimato creato dallo Chef de Caves Dominique Demarville e La Grande Dame, il tributo a Madame Clicquot, nota anche come “La Grande Dame de la Champagne”; una Cuvée de Prestige dal colore dorato chiaro, è il perfetto connubio tra vinosità e freschezza, una vera e propria Grande Dame. Imperdibili anche i cocktail con Veuve Clicquot Rich, champagne creato esclusivamente per la mixologia.

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DOCG per i vini del Collio

by martedì, giugno 20, 2017

I vini del Collio, famosi in tutto il mondo e con una produzione che si attesta su 6,5 milioni di bottiglie vendute all’anno, avranno la massima tutela di qualità prevista in Italia.

Il Consorzio presieduto da Robert Princic ha infatti ufficialmente avviato con il Ministero per le politiche agricole, la procedura per il riconoscimento della Docg all’intero territorio costituito da 1.450 ettari coltivati a vite. La decisione è maturata con i produttori, con le istituzioni locali e regionali ed è stata illustrata a giornalisti italiani e stranieri in occasione del nuovo evento speciale “Enjoy Collio Experience”. Cinque giornate dedicate alle persone, al vino e al territorio, caratterizzate da un ricco programma iniziato il 14 giugno e conclusosi domenica 18. Forti di un territorio meraviglioso, dove alla bellezza della natura si uniscono le opere che gli uomini hanno creato nei secoli, dalle chiesette ai castelli, dai “vignali” ai frutteti ed oliveti, dai prodotti della cucina locale alla varietà delle lingue che si sentono parlare dagli abitanti di queste colline. Un unicum che ha spinto a candidarsi a diventare Patrimonio Unesco un territorio delimitato da due corsi d’acqua dolce – l’Isonzo e lo Judrio – e che emerge per i suoi vini. Da queste premesse guardano alla DOCG, la denominazione di origine controllata e garantita, che con uno specifico disciplinare di produzione in fase di definizione e di approvazione, formalizzerà ciò che nei fatti ha già da anni le caratteristiche di una Docg, esaltandone la qualità percepita e conferendole maggior valore.

«Il riconoscimento a cui puntiamo ci rende ovviamente molto orgogliosi – afferma Robert Princic, presidente del Consorzio di Tutela – e credo di parlare a nome di tutto il Collio quando affermo che questo prossimo traguardo sarà una vittoria per tutto il territorio, la possibilità di legare a doppio filo la terra e i vini a cui dà vita».

La denominazione di origine controllata e garantita è la massima qualificazione attribuibile a un vino ed è un marchio di origine italiano che garantisce al consumatore l’area geografica di produzione. Oltre a rispettare tutti i parametri stabiliti dal disciplinare per i DOC, i vini DOCG sono soggetti a maggiori controlli a garanzia della massima qualità, visivamente riconoscibili con la fascetta (il contrassegno di Stato) sul collo delle bottiglie.

Motore di ogni attività del Consorzio di Tutela è senza dubbio lo stretto legame con le sue genti che lavorano la terra e tutelano giorno dopo giorno il territorio, la consapevolezza di arricchire, attraverso la cura delle vigne, il patrimonio ambientale e sostenere la tutela del paesaggio.

L’introduzione del disciplinare di produzione DOCG si inserisce così nella strategia di crescita dell’immagine e della peculiarità del prodotto contribuendo alla valorizzazione di tutto il patrimonio naturale del luogo. Di fatto la produzione Collio Doc ha da anni le caratteristiche della Docg, infatti già adesso le rese per ettaro sono basse, garantendo la massima qualità. Le varietà, oggi riconosciute dal disciplinare in vigore, saranno le stesse, ma due sono le novità da non trascurare. La prima riguarda un “Collio Gran Selezione”, uvaggio 100% autoctono al vertice della piramide qualitativa delle future etichette, che sarà a base di Friulano (Tocai), con in percentuale minore la Malvasia e/o la Ribolla gialla, e che avrà un periodo di invecchiamento di almeno 24 mesi. In altre parole un Collio bianco top. L’altra new entry sarà il Pinot grigio “Superiore”, soggetto ad una regolamentazione più restrittiva che prevederà una resa per ettaro inferiore e un periodo di vinificazione più lungo. Non dimentichiamo che a Gorizia già 170 anni fa si produceva Pinot grigio e se ne analizzò il mosto il giorno 3 ottobre 1847, col pesa-mosto Wagner da poco brevettato!

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Vino italiano: il valore dell’export non cresce nel primo trimestre 2017

by lunedì, giugno 19, 2017

 I dati Istat elaborati da Ismea, partner dell’Osservatorio, relativamente all’export del vino italiano nel primo trimestre 2017, riportano una crescita in volume del 7,6% per circa 5 milioni di ettolitri, e in valore del 8% per un corrispettivo di 1,3 miliardi di euro. Dati poco entusiasmanti soprattutto sul fronte del valore, perché evidenziano una generale situazione di stasi relativamente al valore medio della bottiglia. Questo non aiuta a ridurre il gap con la Francia. Peraltro, il Paese transalpino nel primo trimestre 2017 ha messo a segno un +15% a valore a fronte di una crescita dei quantitativi pari al 6%. Ragionando in termini di valore medio si ha un netto miglioramento anche della Spagna che, nonostante un lieve calo dei volumi esportati (-1%), ha fatto registrare incassi in crescita del 9%.

Nei Paesi terzi è stato esportato il 9% in più rispetto al primo trimestre del 2016 con introiti in crescita del 10%. In termini di quote, con i dati del primo trimestre, i Paesi terzi rappresentano il 34% delle esportazioni a volume ed il 51% a valore.

È opportuno prendere questi dati con le dovute cautele. Per chiudere il 2017 con risultati incoraggianti è indispensabile che i fondi OCM promozione Paesi Terzi siano resi disponibili alle imprese da parte del Mipaaf, consentendo così investimenti per oltre 200 milioni di euro che aiuterebbero il sistema vino italiano a valorizzare i propri prodotti nei Paesi extra comunitari. Al momento, infatti, manca ancora il decreto che ne disciplina l’impiego e le tempistiche sono molto strette.

In tema di Dop e di codici della nomenclatura combinata ci sono alcune novità: le Dop siciliane ferme e il Prosecco, sono state incluse tra le produzioni che potranno essere monitorate. Un risultato importante reso possibile anche grazie al lavoro politico di Unione Italiana Vini con l’Agenzia delle Dogane e la Commissione Europea. Nel primo trimestre 2017, le Dop siciliane ferme hanno esportato 2,8 milioni di bottiglie. Sopra la media del settore le performance degli spumanti, soprattutto quelli a Denominazione che fanno registrare un +12% a volume (580mila ettolitri) e un +16% a valore (229milioni di euro). Il Prosecco da solo rappresenta il 65% delle esportazioni complessive degli spumanti Dop, con 383mila ettolitri che valgono circa 150 milioni di euro.

Da segnalare un’altra novità in merito ai codici della nomenclatura combinata, che da quest’anno permettono di distinguere il vino commercializzato in “recipienti compresi tra i 2 e i 10 litri” quindi i bag in box ed i vini “sfusi” in senso classico (cioè quelli in recipienti superiori ai 10 litri che potremmo anche definire genericamente “cisterne”). Questi due segmenti hanno realizzato complessivamente il 17% in più a volume, per un totale di circa 1,5 milioni di ettolitri, ed il 10% in più negli introiti superando i 100 milioni di euro. In termini di volume il bag in box pesa per il 6% in quantità e il 13% a valore. Le destinazioni principali dei vini italiani in tale formato sono Germania e Paesi Scandinavi. Dopo la frenata del 2016, i primi mesi del 2017 sembrano aver portato buone notizie anche per i vini in bottiglia fermi (+3%).

Qui tutto il Rapporto ISMEA Primo Trimestre 2017: VINO_Commercio_estero__primo_trim_2017

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Apre La Foresteria Palermo di Planeta

by lunedì, giugno 19, 2017

Un palazzo storico, costruito nei primi anni del ‘900 in via Principe di Belmonte, alle spalle di quello che domina piazza Florio e ospita la residenza di famiglia, accoglie sette eleganti e confortevoli appartamenti che racchiudono l’essenza dell’accoglienza di casa Planeta, come già avviene nel wine resort La Foresteria Menfi e nelle cantine dell’azienda, in cinque diversi territori della Sicilia.

Ha appena aperto la Foresteria Palermo della famosa maison vinicola siciliana, dove la famiglia Planeta è pronta a guidare i viaggiatori attraverso esclusivi percorsi culturali, gastronomici, sportivi, che intersecano solo in parte i circuiti ufficiali, per raccontare le tante anime della città di Palermo con gli occhi di chi ne ha toccato la storia per generazioni. Circondati da un’ospitalità familiare e informale, gli ospiti avranno a portata di mano tutte le imperdibili esperienze che il capoluogo offre: da via Principe di Belmonte, ancor oggi l’unica isola interamente pedonale di Palermo, attraverso i luoghi monumentali dell’itinerario arabo-normanno patrimonio dell’Unesco, allo shopping di lusso, nell’elegante salotto di via Libertà e via Ruggero Settimo, tra gli storici caffè e le soste gourmet, fino alla città più verace, quella dei rioni e dei mercati.

Un’idea di viaggio, per l’estate 2017, che ben si combina con la destinazione Menfi, dove il wine resort La Foresteria e il suo ristorante, che da quest’anno è anche tra le tappe gastronomiche de Le Soste di Ulisse, hanno in serbo numerose novità per gli ospiti della nuova stagione. Dal pranzo a bordo piscina o in veranda, al menu della cena che si arricchisce di due percorsi degustazione in abbinamento ai vini Planeta, i piatti del menu estivo – dalla Minestra di tenerumi agli Gnocchi ceci e seppia, dalle Mezze maniche 2 gamberi all’Insalata che diventa un sasso di mare con alghe e salsa di vongole – interpretano l’estate siciliana con un occhio ancor più attento a coniugare freschezza, leggerezza e intensità: accanto alle erbe aromatiche del giardino de La Foresteria, si fanno ancor più protagonisti l’orto e la frutta, con riguardo alla salute e al benessere oltre che alla qualità e al gusto. E tra i dolci arriva “Terra di Etna”, un gelato ai fiori dell’Etna leggermente affumicato con tartare di fragole e sesamo nero, che fa parte della “Collezione terre” ispirata ai territori di Planeta e alle loro zolle così diverse, con la loro struttura e i loro colori, generatrici di ingredienti diversi, così come di diverse varietà.

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