L’amore e il vino ai tempi del lockdown

A volte ritornano. Soprattutto durante il lockdown. Non lo sentivate da mesi, era sparito da settimane, ma appena l’ombra scura della “reclusione forzata” ha iniziato a paventarsi, ecco che riappare anche lui con un candido “Ciao, come stai?”, affidato a Whatsapp, Telegram, Instagram o Facebook.

Come vuoi che stia? Fosse stato per te, sarei potuta morire col cellulare in mano in attesa di quella telefonata che non hai mai fatto. Ma sto bene, oramai mi stupisco solo di quelli che restano, non di quelli che scappano. Dopo qualche uscita pseudo romantica, le frasi a effetto del tipo “sei fantastica, non ho mai conosciuto una come te” e finalmente l’ambito “premio”, ossia un bel po’ di sesso (magari anche buono) per tre o quattro sere, il cliché è sempre lo stesso: sono stressato dal lavoro, ho dei casini che devo risolvere, ho avuto una giornata difficile, stanotte ha sognato la mia ex, sono molto stanco… Gli appuntamenti si rimandano giorno dopo giorno finché, improvvisamente, si crea il vuoto. Non importa se per una settimana si è fermato a dormire da voi e magari è anche andato a comprarvi quella lampadina che si era fulminata e l’ha pure cambiata mentre voi gli preparavate un risotto da manuale, in punta di tacchi a spillo e minigonna dopo una giornata infernale, di quelle che vi sareste buttate a letto e buonanotte. Lui non sta vivendo un buon momento (anche se ha appena conosciuto voi…), dovete capirlo, non fate le solite pretenziose.

Attenzione, poi, se alle otto di sera disdice la cena programmata a casa vostra (e per la quale avete spadellato tra una skype call e l’altra, che nemmeno Cracco sarebbe stato capace di fare tanto) perché la madre lo ha stressato tutto il giorno e non se la sente, guai a lamentarvi: sareste le solite aggressive e denotereste poca comprensione. Dio solo sa quale dio dell’Olimpo della pazienza o quale forza dell’universo zen vi abbia trattenute dal mandarlo sonoramente a quel paese, ma nonostante questo, lui alla fine è sparito ugualmente.

Poi arriva il lockdown, e ricompare. Il perché è avvolto da quel mistero che probabilmente trapela – senza essere spiegato nemmeno stavolta – dalle pagine del più famoso libro sui rapporti di coppia (che ho studiato durante il mio master di marketing), scritto da John Gray,  dal titolo Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere. Fatto sta che è così: la reclusione casalinga, la limitazione della libertà, ma soprattutto l’incertezza del momento lo fa guardare nuovamente al suo porto sicuro, cioè voi.

È un po’ come il vino. Il consumo di bollicine, durante la prima serrata di primavera, è crollato di oltre l’80%: psicologicamente, una situazione del genere ci ha portati a non cercare un vino legato – consciamente e inconsciamente – alla spensieratezza, alla “bella vita”, alla festa. Molto meglio i rossi fermi, avvolgenti, rassicuranti, caldi, intensi.

Se rispondere a quel “ciao, come stai?”, dipende da voi, ma sapete bene che saranno più lacrime che sorrisi. Ne vale davvero la pena?

Quello che di certo vale la pena è assaggiare questi vini rossi, da sole, sul divano, nel vostro letto od ovunque vogliate. Anche in compagnia, sia chiaro, ma solo di chi se lo merita veramente.

Vigna Costera Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Doc 2016 Azienda agricola Maggi Francesco

Mai sentito parlare di Buttafuoco? Probabilmente no, perché è una delle denominazioni meno conosciute d’Italia, eppure qui troverete gioielli straordinari. È il caso di questo Vigna Costera di Marco Maggi, presidente del Club de Buttafuoco storico, il circolo che si occupa di difendere e valorizzare questo vino. Vigna Costera è un vino incredibile, magnetico, capace di farti sentire in ogni sorso il fuoco della passione (e di risvegliarlo). Croatina (55%), Barbera (25%), Uva rara (15%) e Ughetta (5%), il vino matura in botti di legno per almeno 12 mesi e affina per altri 6 in bottiglia: al naso sa di confettura di prugne, vaniglia, tabacco, in bocca è avvolgente, burroso, di grandissimo carattere. Altamente seduttivo.

Merita un ultima nota il nome, che pare derivare dal dialettale “al buta me al feugh”, che significa: “scalda – risveglia come il fuoco”, in relazione al fatto che si tratta di un vino di carattere e corpo. Un’altra spiegazione, più fantasiosa, è connessa anche all’effigie adottata dal Club del Buttafuoco storico: un ovale, rievocazione della botte tipica dell’Oltrepò Pavese, sostenuto dalla scritta Buttafuoco e dal quale si dipartono due nastri rossi rappresentativi dei due torrenti, il Versa e lo Scuropasso, che delimitano la zona storica di produzione; all’interno la sagoma di un veliero sospinto da vele infuocate a ricordare che nella seconda metà del 1800, la Marina Imperiale austro-ungarica varò una nave dal nome “Buttafuoco”.
La leggenda vuole che il nome sia il ricordo di una battaglia perduta da una compagnia di marinai imperiali, comandati a operazioni di traghettamento sul fiume Po nei pressi di Stradella e successivamente impiegati su queste nostre colline nella guerra contro i franco-piemontesi. Un vino del luogo chiamato Buttafuoco ebbe più successo del fuoco della battaglia nell’attirare a sé i baldi marinai, i quali, dentro una grande cantina, fecero strage di botti e bottiglie.

Costa circa 40 euro

Montiano Lazio Igp 2015 Falesco Cotarella

Questo è uno dei grandi e rivoluzionari vini rossi italiani, restando un vero e proprio punto fermo. Nato una ventina d’anni fa dall’idea dalla famiglia Cotarella di sovrainnestare i vitigni di uva bianca della tenuta di Montefiascone con cloni francesi di Merlot, con l’intenzione di creare un vino dalle caratteristiche del famoso Pomerol bordolese, il Montiano è un vino dalla grande struttura, ampio e profondo ma sempre morbido ed elegante, con tannini vellutati. Profuma di ribes, marasca, china e rabarbaro, cacao, erbe aromatiche e note balsamiche, in bocca è fruttato, raffinato, con un lungo finale speziato.

Costa circa 50 euro

Amarone della Valpolicella Doc 2010 Terre di Leone

Uvaggio 40% Corvina, 30% Corvinone, 20% Rondinella, 10% Oseleta, matura per 30 mesi in botti di rovere. sentori in confettura di mora e ciliegia intercalati da note di rosa e viola appassite, declina sulle spezie di cannella, pepe, ginepro, con un elegante sottofondo di tabacco, china ed etereo. Dal sorso avvolgente, si distingue per struttura ed equilibrio con tannini setosi, richiami di ciliegia durona e mora mature, tabacco e spezie con un tocco di cacao. Appagante.

Costa circa 55 euro

7 pergole Teroldego Doc 2016 Villa Corniole

Un vino caleidoscopico, pieno di sfumature, che matura in barriques per circa 24 mesi e poi affina in acciaio e successivamente in bottiglia. Al naso è intenso e complesso, con note fruttate di ribes e di ciliegia, floreali e speziate impreziosite da un bel sottofondo balsamico. In bocca è secco, deciso, equilibrato e coinvolgente, sapido e con un bellissimo finale, come ogni favola che si rispetti.

Costa circa 32 euro

Camelot Sicilia Doc 2014 Firriato

Nasce da uve Cabernet Sauvignon e Merlot affinate per 9 mesi in barrique questo rosso siciliano dal bouquet epico e fiabesco che spazia da note di lamponi, ciliegie e mirtilli sino a sfumature di cannella, eucalipto, cacao e menta. Il sorso è corposo e intenso, vibrante e dinamico, di grande ricchezza.

Costa circa 24 euro

Hide Syrah Toscana Igt 2016 Bulichella

Preliminari. Questo non è un vino frettoloso, dovrete aprirlo per tempo, almeno un paio di ore prima di quando lo vorrete gustare. Un Syrah dai chiari profumi di ciliegia e arancia, mora e gelsomino. Al sorso è succulento, corposo, vellutato ma a tratti anche un po’ ruvido, disegnando così dei contrasti intriganti che sfumano in note speziate chiare e scure, accattivanti e persistenti.

Costa circa 35 euro

Collepiano Sagrantino di Montefalco Docg 2016 Arnaldo Caprai

Questo Sagrantino di Arnaldo Caprai sa stupire per dettaglio, per finezza e per il suo grande equilibrio, figlio di una maturazione in barrique di circa 22 mesi che nel bicchiere svela tutta la profondità della tipologia. Al naso esprime sentori di confettura di mora, pepe, chiodo di garofano e vaniglia, una nota balsamica e un tocco di cipria. Al palato è potente e al tempo stesso elegante, caratterizzato da una trama tannica di incredibile precisione e fattura, chiude lunghissimo, su note di mora di rovo.

Costa circa 30 euro

Rosso Dei Notri Toscana Igt 2019 Tua Rita

Il Rosso dei Notri è un vino che fa della giovinezza il proprio punto di forza, dove un interessante ventaglio di profumi apre a un sorso in cui è il tannino a evidenziarsi con vigore. Si tratta di un IGT Toscana dove il vitigno autoctono Sangiovese interagisce con maestria con uve internazionali, dando vita a un’etichetta altamente artigianale, che ci introduce ai grandi rossi realizzati dalla cantina Tua Rita, ma a un prezzo decisamente concorrenziale. Rosso dei Notri è un blend dove, accanto a un 50% di Sangiovese, troviamo tre vitigni internazionali, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, ed è un vino che inscrivo tra quelli capaci di sedurre. Al naso richiamano note di frutti di bosco, impreziosite da sfumature di spezie e aromi boisé. Al palato è di buon corpo, con un sorso complesso dove sono i tannini a evidenziarsi maggiormente, senza risultare però mai invasivi.

Costa circa 15 euro

 

 

 

 

 

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