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Da non perdere a Vinitaly: le bottiglie gioiello di Angelo Marani per LINI910

by sabato, aprile 14, 2018

Qualcuno le potrà trovare un po’ troppo appariscenti (non io), e certo l’intento non è quello di passare inosservate: sono le bottiglie della special edition ddella Cantina LINI910, vestite Angelo Marani, brand di fama internazionale del Made in Italy sulle passerelle milanesi dal 2002.

Sono loro le star assolutamente da andare a vedere e assaggiare a Vinitaly, e dico assaggiare perchè i prodotti della Cantina LINI910, rinomata nella produzione di metodo classico, Lambrusco e aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, con oltre un secolo di storia, sono una garanzia di qualità.

A Verona, quindi, allo stand al Padigliore 3 Stand C6; troverete i soggetti iconici delle stampe che caratterizzano il marchio: il maculato, lo zebrato, il floreale, il dégradé e le dive del cinema realizzate con cristalli Swarovski.

Io le vorrei tutte… 😉

Da non perdere se siete a Vinitaly (e da aquisatre dopo Verona), perchè, come dico sempre

Wine Is The New Fashion

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Wine Excellence Award a Masi Agricola e Mail Boxes Etc

by sabato, aprile 14, 2018

Sono “Masi Agricola” e “Mail Boxes Etc”, le vincitrici della settima edizione del Wine Excellence Award promosso da American Chamber of Commerce in Italy, associazione che dal 1915 sviluppa e favorisce le relazioni economiche, culturali e politiche tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia e che rappresenta oggi in Italia oltre 500 soci tra i quali si annoverano le principali multinazionali americane e gruppi italiani con una significativa presenza negli USA.

Il premio, realizzato in collaborazione con Veronafiere, è destinato alle cantine e alle personalità che più hanno contribuito allo sviluppo del comparto vitivinicolo nazionale verso gli Stati Uniti, il più grande e competitivo mercato al mondo.

Il riconoscimento verrà assegnato oggi alle 18:00 presso la Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona, alla presenza del Sindaco di Verona, Federico Sboarina, del Consigliere Delegato di AmCham, Simone Crolla e del Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Di seguito le motivazioni delle aziende premiate:

Masi Agricola:
Sandro Boscaini, con “Masi Agricola”, di cui è presidente e CEO, è stato un pioniere nel far conoscere nel mondo la sua Valpolicella e l’Amarone, valorizzando come pochi la tradizione dell’appassimento delle uve e la cultura veneta, meritando il titolo di “Mister Amarone” (titolo anche del libro che ora è in libreria per Mondadori).
A cinquant’anni dal debutto del suo vino-icona, il “Campofiorin”, e della costituzione della Denominazione Valpolicella DOC, la sua Cantina – oggi quotata in Borsa – continua a rappresentare il punto di riferimento per quanti riconoscono all’Amarone il primato dei vini veneti e uno dei rossi più originali e significativi italiani e del mondo. Degno di nota il successo raggiunto dal “Vaio Armaron Serego Alighieri 2008”, Amarone Classico di Masi, prima etichetta veneta ad entrare nella ‘Top 10’ della classifica Wine Spectator, la più attesa del vino mondiale. La celebre rivista di settore americana, nella speciale classifica dei migliori 100 vini al mondo, ha assegnato l’ottava posizione al prodotto emblematico dell’azienda della Valpolicella con 95/100.

Mail Boxes Etc:
Il servizio Mail Boxes Etc Wine si inserisce nell’ambito delle soluzioni a valore aggiunto che la rete Mail Boxes Etc fornisce ai clienti business e consumer, con l’obiettivo di offrire una soluzione end-to-end che consenta, a chiunque debba spedire vino, di concentrarsi sulla commercializzazione del prodotto o sulla sua degustazione, lasciando che sia il Centro Servizi MBE ad assicurarsi che il vino arrivi a destinazione nei tempi richiesti, senza doversi preoccupare dell’imballaggio, di eventuale documentazione a corredo o dell’eventuale copertura del valore del prodotto.
In particolare, MBE offre anche uno specifico servizio di spedizione che consente di poter spedire vino per uso personale negli Stati Uniti, che può comprendere la gestione completa delle tasse e dei dazi doganali su richiesta, e la notifica di importazione del vino come richiesto dalla Food and Drug Administration.

“Questo premio, giunto alla sua settima edizione, è la dimostrazione dell’attenzione che la nostra organizzazione dimostra verso questo importante comparto produttivo – afferma Simone Crolla, Consigliere Delegato di American Chamber of Commerce in Italy –, che vede negli Stati Uniti il primo mercato di destinazione assorbendo il 23,5% dell’export totale, per un valore che nel 2017 ha raggiunto circa 2 miliardi di dollari, con un incremento del 6% rispetto al 2016. Siamo lieti – continua Crolla – di premiare Masi Agricola e Mail Boxes Etc due realtà che, nei rispettivi settori di competenza, rappresentano quell’eccellenza italiana che è stata in grado di conquistare il mercato americano, dimostrando le caratteristiche necessarie per approcciare e sviluppare con successo il business negli Stati Uniti”.

Nelle precedenti edizioni il Wine Excellence Award è stato assegnato ad aziende quali Cantine Ferrari, Banfi, Severino Barzan, Anthony J. Terlato, Ruffino – Constellation Brands, Zonin 1821, Gruppo Italiano Vini, Santa Margherita Gruppo Vinicolo.

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Identikit dei wine lover italiani (secondo Tannico)

by venerdì, aprile 13, 2018

Il Barolo è ancoradi moda?

Il Prosecco è apprezzato solo dai low spender? Qual è la denominazione preferita dalle ragazze?

Le risposte a tutte queste domande sono nella ricerca realizzata attraverso Tannico Intelligence, il servizio di market analysis che l’enoteca online leader in Italia fornisce gratuitamente ai propri fornitori e ai consorzi.

L’attendibilità dei dati si basa su un panel composto da oltre 85.000 clienti che hanno acquistato vini su Tannico e osservando i risultati dei dati raccolti, non mancano le sorprese. Ecco qui la ricerca, da cui emerge (chiaramente sono dati solo relativi a Tannico) che i vini in crescita nel 2017 sono stati il Lambrusco (di cui nel 2013 scrivevo essere a mio avviso il vino del nuovo life style, leggi qui), il Lugana (che cito spesso, come qui) e l’Amarone (di cui sono Cavaliere SNODAR e di cui penso così: leggi qui), tre dei miei vini del cuore…

 

Tutti d’accordo?

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Tannico è l’enoteca di vini italiani più grande del mondo, con un’offerta di oltre 12.000 etichette provenienti da più di 2.000 cantine diverse. Nel 2017, a soli 5 anni dalla nascita, Tannico (il fondatore Marco Magnocavallo è nella foto di apertura) ha raggiunto un fatturato di 11 milioni di Euro, inviato oltre un milione e mezzo di bottiglie nel mondo, servito più di 85.000 clienti ed è l’azienda italiana del food-tech che ha raccolto maggiori investimenti (8 milioni di Euro in 5 anni). Ad oggi il 40% del suo business viene realizzato via mobile. Tannico è in grado di consegnare le proprie bottiglie in giornata nella città di Milano, in 24 ore in tutta Italia e in due settimane negli Stati Uniti.

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Ruffino: record storico nel 2017

by venerdì, aprile 13, 2018

Nell’anno del suo centoquarantesimo anniversario, l’azienda vinicola Ruffino, fondata a Pontassieve nel 1877, ha festeggiato risultati particolarmente significativi.

Infatti, Ruffino ha superato per la prima volta i 100 milioni di euro di fatturato, con una solida crescita complessiva dell’8% sull’anno precedente, al cui interno si registra un +11% per il mercato domestico (dove la crescita è stata superiore rispetto ad altri Paesi).
Anche l’EBIT, l’indicatore che misura gli utili e la redditività aziendale, conferma la performance positiva, attestandosi intorno al 21% del fatturato. Si tratta di risultati ancor più confortanti se comparati all’anno fiscale 2017, già caratterizzato da performance aziendali di alto livello.

La principale voce di crescita è rappresentata ancora una volta dall’export, che incide per il 93% sul totale del fatturato: tutte le aree geografiche in cui Ruffino viene distribuita presentano infatti segni positivi. Il principale mercato di Ruffino, gli Stati Uniti, prosegue la sua crescita (+2%): qui è rilevante sottolineare come soltanto in questo paese si superino abbondantemente il milione di casse da 12 bottiglie vendute. In continua ascesa anche il Canada (+15%), dove Ruffino è diventata il primo marchio italiano di vino in assoluto.

La crescita è stata determinata da due azioni parallele. Da un lato, in accordo con le strategie della casa madre Constellation Brands, Ruffino si è proposta con nuovi vini quali il Rosatello Cuvée Perlage, un rosato metodo Martinotti pensato per intercettare nuove tendenze di consumo nel mercato estero, in particolar modo negli Stati Uniti. Dall’altro, ha consolidato la sua leadership come azienda di vini radicata in Toscana, ponendo al cuore del suo sviluppo Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro Gran Selezione, due Chianti Classico che hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’enologia italiana. Inoltre, per festeggiare i 140 anni, Ruffino ha recentemente lanciato Chianti Riserva, un vino che si rifà alla storica eredità del Chianti Stravecchio di Ruffino.

Infine, è stato siglato un accordo per la gestione agronomica, enologica e commerciale per l’Italia e l’Europa della cantina maremmana La Corsa, grazie al quale Ruffino si presenta adesso sul mercato con due classici rossi toscani che mancavano storicamente nel suo portafoglio: il Bolgheri Classico e il Morellino di Scansano.

La crescita del fatturato e l’aumentato giro di affari ha determinato un incremento di organico: sono entrate recentemente in azienda nuove risorse qualificate in quasi tutti i dipartimenti. Un segno tangibile della volontà di Ruffino e Constellation di consolidare la crescita reinvestendo nel patrimonio più importante a disposizione dell’azienda, le persone.

Ruffino, fondata nel 1877 a Pontassieve, vicino Firenze, è sinonimo di storia del vino in Toscana. Grandi classici toscani, vini come Chianti Classico Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro, Chianti Ruffino e Brunello di Montalcino Greppone Mazzi, sono da sempre il cuore della produzione Ruffino. In parallelo, la voglia di confrontarsi sempre con nuove sfide ha portato Ruffino alla creazione di imponenti Supertuscan, fra cui il pluripremiato Modus, e altri vini prodotti con varietà alloctone. A fine 2011, Ruffino è stata acquisita da Constellation Brands, la più importante azienda vinicola americana, e una elettrizzante nuova pagina dell’affascinante storia di Ruffino è pronta per essere scritta. Ruffino oggi è una realtà profondamente radicata nel suo storico territorio, la Toscana, e al contempo aperta alle complesse sfide del mercato globale: presenti in quasi 90 paesi, i vini Ruffino costituiscono un segno forte di italianità e buon gusto.

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3 ricette di Simone Rugiati per Häagen-Dazs

by venerdì, aprile 13, 2018

Häagen-Dazs accompagna l’arrivo della primavera con i gusti Fragola, Vaniglia e Salted Caramel abbinando la qualità del gelato “buono dentro” a ingredienti originali grazie alla creatività ed esperienza di Simone Rugiati, che ha realizzato particolari combinazioni gastrononiche.

“Pic-nic Elbano”

 

Ingredienti per 4 persone

Un barattolo di Häagen-Dazs alla Vaniglia

2 pesche

200 ml di Aleatico

80 gr di meringhe

30 gr di pepe rosa

q.b. calendule gialle

Tempi di preparazione

10 minuti

1 ora di immersione per le pesche

Procedimento

Ricavate dalle pesche degli spicchi, metteteli in un contenitore, copriteli con il vino e lasciateli riposare in frigorifero mentre vi dedicate al resto.

Una volta che le pesche avranno assorbito la tintura del vino scolatele. Versate il vino in un pentolino e, aggiungendo un cucchiaio di zucchero, lasciate ridurre fino a far evaporare la parte alcolica e ad ottenere una salsa leggermente addensata.

Dal pepe dovrete ricavare la “buccia” rosa, scartando i grani. Vi servirà un setaccio dalle maglie abbastanza fini da trattenere i grani, ma abbastanza larghe da permettere alla buccia di passare.

Per far sì che le meringhe ottengano gusto di caramello potete bruciarle leggermente con un cannello da cucina.

Servite le meringhe sul fondo, aggiungete gli spicchi di pesche, qualche cucchiaio di riduzione di Aleatico e una porzione di gelato alla vaniglia Häagen-Dazs.

In ultimo, una spolverata di pepe e ancora qualche meringa sbriciolata.

Sfogliate qualche petalo di calendula gialla e aggiungeteli per finire il piatto.

“Strawbasil”

Ingredienti per 4 persone

Un barattolo di Häagen-Dazs Strawberries and Cream

30 gr basilico

q.b. basilico per guarnire

400 gr di yogurt greco

80 gr di zucchero

1 confezione pasta fillo

100 gr zucchero a velo

50 gr di burro

30 gr di polvere di pistacchi

250 gr di fragole

Tempi di preparazione

15 minuti 

Procedimento

Iniziate dalla cialda. Stendete un foglio di pasta fillo, spennellatelo con il burro sciolto e cospargetelo di una spolverata di zucchero a velo e di polvere di pistacchi. Sovrapponete un altro foglio di pasta fillo e ripetete lo stesso processo fino ad arrivare a 5 fogli. Assicuratevi che aderiscano bene tra loro, onde evitare la formazione di bolle d’aria che in cottura andrebbero a rompere la pasta.

Per ottenere delle spirali tagliate delle strisce di circa un centimetro di spessore e arrotolatele intorno a un cilindro da cannolo. In alternativa potrete semplicemente mettere in forno la cialda che avete preparato per poi spezzarla con le mani una volta cotta.

Infornate a 160° per una decina di minuti circa.

Sfogliate il basilico e mettetelo nel vaso di un frullatore insieme a qualche cucchiaio di yogurt e allo zucchero a velo. Continuate a frullare fino a che non risulterà un composto liscio, dopo aggiungete il restante yogurt.

Versate il composto in un sifone da cucina e inserite due cariche.

In alternativa potrete creare una spuma dimezzando le quantità di yogurt e incorporando 250 gr di panna montata.

Preparate la tartare di fragole tagliandole a cubetti molto piccoli e conditele con un cucchiaio di zucchero a velo.

Servite il vostro gelato alla vaniglia Häagen-Dazs, insieme alle fragole, qualche foglia di basilico fresco, la spuma di yogurt e la cialda croccante.

“SUD-ICE CREAM”

Ingredienti per 4 persone

Un barattolo di Häagen-Dazs Salted Caramel

30 gr di tapioca

50 gr di miele di castagno

2 banane

½ limone

1 cucchiaio di rum

100 gr di cioccolato fondente

q.b. cioccolato da grattugiare

1 pezzo di fava di Tonka

1 lt di latte intero

300 gr di zucchero Muscovado

1 baccello di vaniglia

½ cucchiaio di bicarbonato 

Tempi di preparazione

15 minuti

2 ore per il dulce de leche

4 ore di essiccatura della cialda di tapioca

Procedimento

Mettete sul fuoco 500 ml di acqua e aggiungete il miele di castagno. Non appena avrà preso bollore aggiungete la tapioca che cuocerà per 40 minuti.

Al termine della cottura avrete ottenuto un composto gelatinoso che dovrete stendere su una placca da forno a uno spessore di pochi millimetri e asciugare in forno a 90°.

Lasciate riposare la cialda, completamente asciutta, una notte. Scaldate sul fuoco dell’olio di semi alla temperatura di 215° e tuffateci delle scaglie di cialda. Queste si gonfieranno e si bolleranno. Non appena pronte, lasciate che scolino l’olio in eccesso sopra a della carta per fritti.

Per il dulce de leche mettete sul fuoco il latte con lo zucchero, il baccello di vaniglia inciso e il bicarbonato. Tenete sul fuoco a fiamma media e, continuando a girare, dovrete farlo ridurre a un terzo del suo volume ottenendo così una crema dal colore ambrato scuro. Lasciatelo raffreddare prima di servirlo.

Mettete le banane in forno e cuocetele a 200° per 10/15 minuti. Tagliatele grossolanamente nel vaso di un frullatore, aggiungete il rum, il succo di mezzo di limone e frullate fino a ottenere una consistenza liscia.

Per ultimo sciogliete 100 gr di cioccolato fondete a bagnomaria.

Servite il vostro gelato al caramello salato Häagen-Dazs con la cialda di tapioca al miele, il dulce de leche, la salsa di banane, il cioccolato ancora tiepido e una grattugiata di cioccolato fondente e di fava di Tonka.

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Quanto vale la contraffazione del vino?

by venerdì, aprile 13, 2018

Secondo uno studio dell’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale EUIPO, la contrattazione nell’ambito della produzione di vino vale in Italia 83 milioni di euro. In Europa, il valore sale a oltre 500 milioni con più di 2.000 posti di lavoro diretti persi.

«Parliamo di un settore che solamente nel nostro Paese vale 8 miliardi di euro e interessa più di 1.800 imprese e 17mila lavoratori. Un ambito decisamente importante e significativo che necessita di essere tutelato in ogni suo aspetto», spiega Daniele Petraz co-managing partner di GLP, studio che ha sedi a Udine, Milano, Bologna, Perugia, San Marino e Zurigo, più di 70 dipendenti, oltre 7mila clienti e più di 100mila casi trattati. «Il vino è considerato tra i settori ad alta densità di diritti di proprietà intellettuale. E come tale deve essere trattato per evitare che importanti quote di mercato possano essere sottratte ai nostri produttori».

Davanti ad un mercato che non ha più confini, è quindi fondamentale difendere la propria unicità. «La tutela del proprio marchio è una sensibilità sviluppata da chi ha già esperienze consolidate con l’export, ma viene del tutto ignorata da molti», osserva il co-managing partner di GLP. Andando a vedere solamente Lombardia, Piemonte e Veneto, tra le regioni più attive – infatti nel 2015 hanno raccolto il 40% dei marchi depositati in Italia (dati UIBM) – sono ben poche le aziende vitivinicole che hanno pensato di tutelare la loro etichetta. «In Italia molto spesso c’è una mancanza di conoscenza in questo ambito: da un lato si ignorano o sottovalutano i rischi di una mancata tutela, dall’altro non vengono compresi i vantaggi diretti ed indiretti che una politica di tutela comporterebbe. Nel settore vitivinicolo sono molteplici le possibilità di proteggere e quindi valorizzare la propria identità: non solo il nome e il logo sia del produttore che del vino, ma anche l’etichetta della bottiglia nella sua totalità, nonché il design o modello, che permette la tutela di tutto ciò che definisce il prodotto dal punto di vista estetico come le linee, i contorni, la forma, i colori».

I vantaggi sono chiari. L’EUIPO ha infatti stimato che circa il 39% dell’attività economica totale e il 26% di tutta l’occupazione nell’UE sono direttamente generati da settori ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale. Inoltre, un ulteriore 9% dei posti di lavoro nell’UE deriva da acquisti di prodotti e servizi ad opera dei settori ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale. Le imprese europee che possiedono diritti di proprietà intellettuale hanno entrate per dipendente in media superiori del 28% rispetto a quelle che non ne possiedono. Inoltre, sebbene solo il 9% delle PMI possieda diritti di proprietà intellettuale registrati, queste imprese ottengono quasi un 32% in più di entrate per dipendente rispetto alle altre.

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Bocuse d’Or Europe: ecco i 20 candidati che si sfideranno a Torino

by giovedì, aprile 12, 2018

L’11 e il 12 giugno 2018 i riflettori di tutta Europa saranno puntati in Italia: la selezione europea del Bocuse d’Or, la più importante competizione delle arti gastronomiche a livello mondiale, si svolgerà infatti a Torino.

Il Bocuse d’Or Europe è l’ultima sfida per gli chef europei prima della finale mondiale delle “Olimpiadi della gastronomia” che si terranno nel 2019 durante il salone Sirha di Lione (Francia). La tanto attesa selezione europea del concorso, che per la prima volta si disputa nel Sud Europa, proporrà un altissimo livello tecnico e creativo dato che i partecipanti dovranno ricorrere a tutte le loro abilità per aggiudicarsi l’ambito riconoscimento. Per mettere alla prova la loro creatività, i 20 candidati selezionati dovranno competere utilizzando prodotti obbligatori e decisamente inaspettati.

Venti candidati, i migliori chef europei, e solo dieci posti per accedere alla finale di Lione. Adesso che ogni paese ha terminato le selezioni nazionali, ecco i nomi dei 20 partecipanti che si affronteranno durante due emozionanti giorni di competizione:

11 giugno (1° giorno)
1 Polonia Dawid Szkudlarek Ristorante Folwark Folińscy
2 Belgio Lode De Roover Ristorante Fleur de Lin
3 Islanda Bjarni Siguróli Jakobsson Reykjavík Gastronomy
4 Ungheria Adam Pohner Ristorante Kistücsök
5 Germania Marvin Böhm Ristorante Aqua nel Ritz Carlton
6 Paesi Bassi Lars Drost Ristorante Ciel Bleu, Amsterdam
7 Spagna Juan Maniel Salgado Ristorante Caelis
8 Francia Matthieu Otto Auberge St Walfrid
9 Svizzera Mario Garcia Food creator, Horw LU
10 Regno Unito Tom Phillips Ristorante Story

12 giugno (2° giorno)
1 Russia Andrey Matuha Ristorante The Pech
2 Svezia Sebastian Gibrand Freelance – Gibrand Gastronomi
3 Croazia Zlatko Novak Ristorante Bedem, Varaždin
4 Finlandia Ismo Sipeläinen Sipeläinen
5 Norvegia Christian André Pettersen Ristorante Mondo
6 Danimarca Kenneth Toft-Hansen Svinkløv Badehotel
7 Italia Martino Ruggieri Alleno Paris, Pavillon Ledoyen
8 Bulgaria Nikola Nikolov Evian Resort, Francia
9 Estonia Pavel Gurjanov Ristorante Bordoo
10 Turchia Mutlu Şevket Yilmaz Seasons Restaurant

Per dimostrare le loro abilità, i 20 chef, assistiti dai propri commis e sotto lo sguardo attento del loro coach, dovranno sostenere due prove della durata complessiva di 5 ore e 35 minuti. Per aumentare il livello della sfida ed equilibrarla, i concorrenti dovranno utilizzare alcuni ingredienti specifici.
Per la prova al piatto ogni concorrente dovrà realizzare la preparazione di 15 piatti individuali utilizzando, per la prima volta nella storia del concorso, due ingredienti ufficiali molto semplici, ma inaspettati:
– Formaggio Castelmagno DOP, fornito dal Consorzio Tutela del Formaggio Castelmagno DOP
– Uova

Gli chef inoltre realizzare un vassoio usando prodotti piemontesi di alta qualità: Riso S. Andrea DOP della Baraggia Biellese e Vercellese, Filetto di Vitellone Razza Piemontese SQNZ (Sistema di Qualità Nazionale in Zootecnia), e animelle di vitello.

Oltre a questi prodotti obbligatori, i candidati dovranno scegliere gli altri ingredienti, verdure, erbe e spezie dal Mercato Metro (fornitore ufficiale) che sarà presente al salone Gourmet mettendo a disposizione oltre 80 prodotti per rendere le ricette degli chef eccezionali.

Poiché il Bocuse d’Or promuove anche nuove tendenze e innovazioni gastronomiche, quest’anno ai candidati sarà imposto di scegliere dal mercato almeno un prodotto Slow Food.
La selezione europea di quest’anno promette sorprese eccellenti! Un evento da non perdere per gli amanti della gastronomia e gli chef.

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Vino italiano in Cina secondo Nomisma: +34% in valore

by giovedì, aprile 12, 2018

Una quota di mercato che traguarda il 7%, un valore delle vendite che supera tra gennaio e febbraio i 30 milioni di euro e un incremento in valore anno su anno del 34,7%, contro la media mondo a +19,7%.

È iniziato sotto una buona stella il 2018 per il vino italiano in Cina, che dopo un 2017 chiuso a +18,6% mette a segno un primo bimestre da record. Stando ai dati import delle dogane cinesi, analizzati, alla vigilia del Vinitaly, dall’Osservatorio del vino Paesi terzi di Business Strategies in collaborazione con Nomisma Wine Monitor, quella italiana è la migliore tra le performance dei principali produttori mondiali di vino nel Paese del Dragone, una corsa che vale al Belpaese il 4° posto – soffiato alla Spagna – nella classifica dei top importer cinesi.
Altra buona notizia arriva dal prezzo medio, dove per la prima volta l’Italia supera sul filo di lana la Francia nei vini fermi imbottigliati (che valgono il 91% dell’intero mercato import), con 4,24 euro contro 4,23 euro al litro dei transalpini. Nel complesso l’aumento seppur parziale della quota di mercato (era 5,8% a fine 2017, ora 7%) e il sorpasso ai danni della Spagna, l’Italia resta ai piedi del podio, preceduta dal Cile (+12,7%, 48,5 milioni di euro), dall’Australia (aiutata dai dazi ridotti a +28,2%, 110 milioni di euro). Fissa in testa la Francia, che rallenta a +12,1% ma intercetta con 164 milioni di euro ancora ben più di un terzo (38,44%) della domanda complessiva di vino cinese (430 milioni di euro).
Per Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies: “Le recenti aperture annunciate dal governo cinese legate alla riduzione delle barriere commerciali e la crescita di oltre il 50% del Pil prevista dal Fondo monetario internazionale nei prossimi 5 anni confermano il mercato cinese come quello più promettente, non solo sul fronte enologico. La strada del nostro vino in Cina – ha concluso Ballotta – è appena iniziata e ancora lunga, e passa attraverso un’azione di conoscenza della cultura enologica italiana che noi stiamo portando avanti anche in partnership con lo Shanghai Morning Post, il principale media della metropoli asiatica”.
A trainare la crescita del prodotto enologico tricolore sono gli imbottigliati, che viaggiano a +33,3%, ma aumentano sopra la media anche gli sparkling (+43,9% il risultato italiano, contro un +39,9% della domanda complessiva), lanciati alla rincorsa dei francesi che, però, mantengono le loro bollicine saldamente al comando incassando nel bimestre oltre 5,2 milioni di euro (+30,9%).

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Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

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