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Da Renato Varese a Palo Pasotti, arte design e Prosecco per la solidarietà

by lunedì, maggio 15, 2017

Da sabato 20 a domenica 29 maggio sarà possibile vedere esposte, nella Sala Dei Battuti del Duomo di Conegliano, le opere realizzate da 37 artisti di fama nazionale a partire da una Magnum di Prosecco, un simbolo del nostro territorio che mira a esprimere, con il linguaggio universale dell’arte, un valore comune: la solidarietà.

La Mostra rappresenta il primo traguardo tangibile di “Message in a Bottle” il progetto con cui il Rotary Club di Conegliano, capitanato dal presidente Carlos Veloso Dos Santos, si sta adoperando per donare all’Associazione “La Nostra Famiglia” un EEG, ElettroEncefaloGramma, ad alta densità, con 136 canali di analisi anziché i 32 dell’apparecchiatura attualmente in dotazione. Un progetto corale, in cui il Rotary ha coinvolto 37 aziende del territorio, che hanno dato un loro contributo alla causa, abbinate ciascuna ad un artista che donerà la sua opera, al termine della mostra, alla realtà sponsor cui è associato.
Alla Mostra sarà possibile ammirare ogni opera con i riferimenti dell’artista e dell’azienda associata tramite un sorteggio, che ha dato luogo ai seguenti abbinamenti: Amorim Cork Italia e Paolo Pasotti; Portocork Italia e Cristina Gallo; Italscambi e Alice Tasca; Roberto Castagner Acquaviti e Sonia Ros; Castelbrando e Paolo Pompei; Texa e Massimo de Nadai; Parchettificio Garbelotto e Andreya Rukavina; Gruppo Zoppas e Fiorella Piovesana; Magus e Giovanni Bet; Irinox e Roberto Bertazzon; Banca Finint-Finanziaria Internazionale e Romano Vitali; Grafiche Battivelli e Debora Basei; Dersut Caffè e Renato Varese; Pennellificio Gava e Irma Paulon; Granzotto e Franco Corrocher; Cantina Case Bianche e Alberto Pasqual; Tegola Canadese e Cesare Baldassin; TeMa Technologies and Materials e Margherita Casile; Società Agricola Gli Allori e Chiara Martellato; Mechanic System e Daniela Borsoi; IMPA e Ivan Nistico; Intercom e Laura Vergine; Azienda Vinicola Maccari e Angelo Topazzini; Cantina Colli del Soligo ed Elisabetta Antonelli; Cappellotto e Mario Sparvoli; Da Re – I Bibanesi e Guilio Masieri; Apinox e Giulia Buono; Collanti Concorde e Davide (Masa) Maset; Keyline e Elena Friederika Ballof; JPS Cork Group e Kurt Flechl; Pedol Fratelli e Paola Zago; Piera Martelozzo e Stefano Cattai; Banca Prealpi Credito Cooperativo e Cosimo Cucinotta; Plastopiave e Arcadio Lobato; Cantine Maschio e Massimiliana Sonego; Electrolux e Spartaco Biemmi; Eat’s Store Conegliano e Giovanni Manzoni.

Farà seguito l’appuntamento del 23 giugno 2017 alle ore 20.30, al Teatro Accademia di Conegliano, dove ci sarà un Concerto del Chitarrista Alberto Grollo accompagnato da “The five string Quartet”, l’interpretazione di un brano musicale del “Piccolo Coro dell’Istituto la nostra Famiglia” e un Balletto della Scuola di Danza “Accademia Danza” di Sacile. Durante lo spettacolo di beneficienza, ogni Artista consegnerà l’Opera alla rispettiva Azienda e il Rotary affiderà formalmente l’Elettroencefalogramma alla Direzione dell’Associazione “La Nostra Famiglia”.

La Mostra, che gode del patrocinio del Comune di Conegliano, sarà aperta dal 20 al 29 maggio, esclusi i lunedì, nei seguenti orari: giorni feriali dalle 16.00 alle 18.00, sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-18.00.

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You are the Tonic to my Gin, Schweppes & The Gin Corner a Roma

by sabato, maggio 13, 2017

Schweppes, la famosa bibita prodotta e distribuita in Italia da Acqua Minerale San Benedetto su autorizzazione di Schweppes Int. Limited, è regina indiscussa del primo flagship store in Italia nato in collaborazione con The Gin Corner, il tempio del gin con oltre cento gin in mescita.

Grazie al suo straordinario patrimonio di gin, nonché all’esperienza accumulata fin dall’inaugurazione nel giugno del 2013, per Schweppes, The Gin Corner è il bar d’Italia con la maggior attenzione alla creazione di un gin tonic perfetto: il posto giusto per vivere una vera Schweppes Experience.

Per festeggiare questa nuova partnership fra i due brand internazionali, Schweppes e The Gin Corner hanno organizzato un ciclo di serate dal titolo “You are the Tonic to my Gin”, a partire dall’11 Maggio, presso il bar di via di Pallacorda, a Roma. Un viaggio virtuale attraverso colori, sapori e odori, che parte dalla Spagna dove il fenomeno Gin Tonic ha preso il via negli ultimi anni, passando per la Nuova Zelanda, da cui provengono i fiori di ibisco che caratterizzano la nuova tonica Premium Mixer Hibiscus di Schweppes, per concludersi riatterrando a Roma per la serata finale.

Ciascun appuntamento sarà infatti dedicato a una delle toniche Schweppes, oltre all’esclusiva Ginger Beer del marchio beverage, in abbinamento ai gin in bottigliera. Si parte naturalmente dall’originale, la bottiglietta con l’etichetta gialla dall’inconfondibile design a forma ovale che preserva le bollicine, nata dall’intuizione di Jacop Schweppe: l’uomo che ha scoperto il modo di “catturare” le bollicine, con il processo di carbonatazione, e conseguentemente ha inventato l’acqua tonica, nel 1783.

Si continua con le Toniche Schweppes Premium Mixer (disponibili nei gusti Tonica classica, Tonica Pepe Rosa, Tonica Ginger & Cardamomo, Tonica Fiori d’Arancio & Lavanda e Tonica Hibiscus), frutto di oltre 230 anni di esperienza, miscelati con la creatività di uno dei più importanti mixologist del mondo, Javier De Las Muelas, che ha pensato le botaniche contenute nelle toniche Premium Mixer, al fine di combinarsi in un match vincente con i gin in abbinamento. Come ha affermato lo stesso Javier De Las Muelas, “le Toniche Schweppes Premium Mixer enfatizzano il sapore del distillato, esaltandone gli aromi, e conferiscono un maggior piacere al palato grazie alla loro ineguagliabile bollicina – potente ed equilibrata al tempo stesso – che persiste fino alla fine del cocktail”. La gasatura e il perlage persistente, il perfetto dosaggio dello zucchero, la naturalità degli aromi e l’inconfondibile design della bottiglia, fanno il resto.

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Ravioli di farina di castagna ripieni di ricotta piemontese il pesce agone alla brace e fumetto

by venerdì, maggio 12, 2017

Il Fagiano è il ristorante gourmet dl Grand Hotel Fasano di Gardone Riviera (BS), dove la salda e delicata mano di Matteo Felter, uno degli chef che compongono il dream team del lago di Garda che organizza l’evento Fish&Chef.

Qui di seguito una delle interessanti ricette proposte da Felter durante la manifestazione, svoltasi lo scorso aprile.

Ravioli di farina di castagna ripieni di ricotta piemontese il pesce agone alla brace e fumetto

Ingredienti per 4 persone
Per la pasta :
600 g di farina di castagne
200 g di farina 00
200 g di semola rimacinata
400 g di uova

Per il ripieno
400 gr di ricotta piemontese seirass
Colatura di alici qb
Scorza di limone grattuggiato qb
Pepe qb

Per le verdure
1\2 carota
1\2 buccia di zucchina
1\2 gamba di sedano bianco

Per il fumetto
Soia
Scarti pesce
Verdure

10 filetti di agone
Limone
Basilico
Olio di oliva del Garda

Procedimento
Assemblare le farine con le uova e lasciarle riposare in frigo per un’ora. Lavorare nel frattempo la ricotta con la colatura di alici e la scorza di un limone grattugiato e metterla in una sache a poche. In una casseruola iniziare a cuocere le verdure e gli scarti del pesce e preparare un fumetto: far passare un’oretta dal primo bollore, filtrare e mettere un goccio di soia per aggiustare di sapore. Taglio a mirepoix le carote, la buccia della zucchina e il sedano; adagiare i filetti di Agone su dei fogli di alluminio e condirli con olio, basilico e limone: cuocerli sulle braci.
Nel mentre, tirare la pasta e realizzare dei ravioli farcendoli con la ricotta preparata in precedenza.
Cuocere i ravioli e adagiarli una volta cotti sul letto di verdure sistemato sul fondo: prendere i filetti di agone, tagliarli in 5 parti ognuno e metterli sopra i ravioli. Ultimare il piatto con il fumetto.

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Extra Brut Extra Old, il nuovo Superchampagne di Veuve Clicquot

by venerdì, maggio 12, 2017

Solo 80mila, massimo 100mila bottiglie all’anno, di una nuova etichetta di fascia alta appena presentata alla stampa italiana a Milano dallo Chef de Caves di Veuve Clicquot, Dominique Demarville.

Extra Brut Extra Old è a tutti gli effetti un Superchampagne (se vogliamo fare il verso agli italiani Supertuscan), un blend di diverse annate a partire dal 1988 che attinge agli oltre 400 vini “archiviati” dalla Maison come custodi della sua identità.

Demarville spiega la nascita di questo muovo progetto in questo video che ho fattp durante la press preview di un paio di fiorni fa. Guardatelo…

Vendemmie selezionatissime, assemblate per questa prima edizione utilizzando vini delle annate 1988-1996-2006-2008-2009-2010, quindi lasciate nuovamente affinare sulle fece fini nei tini per almeno tre anni e quindi altri tre anni in bottiglia. Un assemblaggio d’autore, voluto da Demarville per isolare la vera essenza della famosa Yellow Label Brut. Il dosaggio è bassissimo, appena 3g di zucchero per litro. Al naso i profumi sono intensi e strutturati, dove lievito e agrumi canditi prevalgono e sfumano in note tostate. In bocca ti aspetti di trovare la stessa complessità, mentre Extra Brut Extra Old (o se volete, EBEO) risulta fresco, morbido, minerale, “giovane”. Il perlage, finissimo, forse anche troppo. Uno champagne in grado di invecchiare anche 10-15 anni, assicura Demarville: viene voglia di dimenticarlo in cantina, per assaggiarlo tra qualche tempo.

Pinot Noir 47%, Chardonnay 27% e Pinot Munier 26%, Extra Brut Extra Old lo potete trovare in selezionatissime enoteche a un prezzo che dovrebbe aggirarsi attorno agli 85 euro.

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Santa, ci va piano con la rucola e odia il vino rosso . Tutto quello che non sappiamo sulla Bresaola

by giovedì, maggio 11, 2017

Quella della bresaola della Valtellina Igp è una storia di grande successo del made in Italy alimentare.

Prodotta nel 2016 in 12.700 tonnellate, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente e addirittura del 43% rispetto al 2000, è consumata in ogni momento del giorno. Secondo un’indagine realizzata dalla Doxa il 34% degli italiani la mangia a cena, il 19% a pranzo, il 28% in entrambi i casi. Il consumo in vaschetta ha superato il 42% del mercato.

Malgrado sia consumato da oltre 42 milioni di italiani (praticamente otto su dieci), il salume più magro che esista soffre di luoghi comuni che non sempre corrispondono a realtà. Ha deciso di smascherarli il Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina, che ha anche creato la web app (www.bresaolainedita.it) per promuovere nuovi abbinamenti e valorizzare un prodotto di qualità straordinaria. Consigli, falsi miti, guida all’assaggio e 40 ricette (tra cui il sushi di bresaola che vedete nella foto qui sopra) e abbinamenti approvati da un panel di esperti. Finocchio, frutta esotica e melograno tra i mix più intriganti.

Vediamo in sintesi una Guida alla Bresaola della Valtellina IGP firmata dagli esperti di Bresaola Inedita.

CURIOSITA’
#1 Santa Bresaola
Per riconoscere la qualità del prodotto, si consiglia di assaggiare la Bresaola della Valtellina IGP al naturale, cioè senza condimenti. In questa modalità, spesso completata da riccioli di burro al ginepro e pane di segale, viene definita ‘Santa’.

#2 Cottura: in dirittura
Se utilizzata in qualche ricetta, è bene aggiungere la Bresaola della Valtellina IGP solo a fine cottura, proprio in dirittura d’arrivo, per non alterarne sapore e profumo, lasciando il più possibile invariata anche la consistenza. L’aggiunta su una pizza per esempio? Al momento dell’uscita dal forno.

#3 Limone: l’errata convinzione
Diciamolo chiaro, e una volta per tutte. Il succo di limone direttamente sulla bresaola tende a ossidarla, provocando un effetto ‘cotto’. Limone sì, quindi, ma in una delicata emulsione con olio e pepe – una citronette insomma, parente stretta della vinaigrette – oppure sulla verdura d’accompagnamento.

#4 Vino: lei rossa, lui bianco (o magari rosé)
Se in genere è vero che il vino deve seguire il colore del cibo, per la Bresaola della Valtellina IGP non è così. L’abbinamento giusto infatti è con vini bianchi, sapidi e con un buon grado di acidità, oppure con spumanti o rosé. È un salume delicato e un vino rosso intenso ne coprirebbe il sapore. Se proprio deve essere rosso, che sia anch’esso delicato.

#5 Spessore della fetta: più snella, più buona
Anche la forma è sapore. La fetta deve essere gustata sottile, con uno spessore di massimo 0,6-0,8 mm. Solo così morbidezza e fragranza della Bresaola della Valtellina IGP riveleranno al palato il massimo delle loro potenzialità. Come al solito, però, ci vuole misura, e fette troppo sottili sono di difficile utilizzo in cucina.

#6 Stagionare, ma senza esagerare
Altri salumi, come il prosciutto crudo, richiedono una lunga stagionatura. Invece la Bresaola della Valtellina IGP va consumata giovane, da un minimo di quattro a un massimo di otto settimane di stagionatura. Solo così presenterà il suo tipico rosso intenso, un delicato profumo di spezie e un lieve sentore di carne stagionata. Più si stagiona, invece, e più si scurirà e si accentueranno le note speziate e la sapidità.

#7 Lattosio? Anche no…
La Bresaola della Valtellina IGP non contiene lattosio. È una scelta specifica dei produttori, sancita in modo netto dal Disciplinare di produzione. L’assenza di lattosio è però garantita esclusivamente per il prodotto con Indicazione Geografica Protetta non per la comune bresaola. Quindi attenzione all’etichetta.

#8 Conservare bene (ma mangiare è meglio)
Per conservare intatte le caratteristiche organolettiche, la bresaola affettata va consumata il prima possibile. Meglio entro le 24 ore, se non è possibile conservarla in frigo in un contenitore chiuso. Se invece parliamo di trancio, è possibile conservare il salume in frigo – tra 0 e 4° C – avvolto in un canovaccio, ricoprendo la superficie di taglio con una pellicola per alimenti che ne eviti l’ossidazione.

#9 Il gusto della morbidezza
Come riconoscere la Bresaola della Valtellina IGP? Dalla sua tenerezza. Durante la masticazione offre al palato una consistenza gradevolmente morbida, mai gommosa o plastica, e una struttura per niente fibrosa. Dopo l’assaggio, la bocca deve rimanere pulita, con una leggera persistenza di speziato e di carne stagionata. E il desiderio di mangiare un’altra fetta.

#10 Sapori forti: vacci piano
Delicata e raffinata, la Bresaola della Valtellina IGP non ama sapori troppo decisi. Anche con la rucola, quindi, la regola è fare molta attenzione e proporzioni. In questo caso, per non coprirne il sapore, andrebbe considerata una quantità di bresaola verdura quattro/cinque volte superiore alla verdura. Con altri mix “difficili” (peperoni rossi, carciofi) l’abbinamento andrebbe limitato.

ABBINAMENTI DA SCOPRIRE
La principale caratteristica della Bresaola della Valtellina IGP è la delicatezza. Negli abbinamenti, quindi, occorre sempre fare attenzione a quantità e proporzioni perché altri sapori non coprano il suo delizioso gusto. Quindi no all’amaro di alcune verdure o all’aspro della frutta troppo acerba.

FORMAGGI
La Bresaola della Valtellina IGP si abbina molto bene con i formaggi del suo territorio, ma non solo. Perfetta con il Valtellina Casera Stagionato, lo Scimudin (formaggio fresco a pasta molle di breve stagionatura) e il Bitto (con parsimonia, per non coprirne il gusto). Una certezza il formaggio di capra, una sorpresa la Mozzarella di bufala, che la sostiene alla perfezione, senza coprirla..

PANE
Il sapore neutro del pane bianco la valorizza al massimo. Molto interessanti anche gli accostamenti con il pane ai cereali, che, con l’aggiunta di burro, dà al salume un buon equilibrio. Per altre declinazioni, su Bresaola Inedita ci sono 12 panini gourmet da cui prendere ispirazione. Ma l’abbinamento tipico valtellinese, pane di segale, un fiocco di burro e una fetta di salume. Uno spuntino gourmet a Km zero.

VERDURA
Tutto (o quasi) l’universo ‘veg’ si sposa naturalmente con la bresaola. Basta fare attenzione alle proporzioni. Promossi melanzana, pomodorino e zucchina, i sapori ferrosi di spinaci e erbette, intrigante la freschezza del sedano. Da usare con parsimonia il gusto prevaricante di rucola, carciofi e peperoni rossi. Ma la sorpresa è il finocchio, che con il suo profumo delicato, leggermente balsamico, si accompagna a meraviglia con la Bresaola della Valtellina IGP.

FRUTTA
Bresaola inedita? Con la frutta esotica trova il suo equilibrio, in particolare ananas, mango e avocado. Con quella di casa, si può osare tutto l’anno: mela e pera, naturalmente. Ma anche arancia, caco, albicocca e melone. Sorprendente il mix bresaola& melagrana: i profumi dolci e decisi del frutto si uniscono alla delicata freschezza delle spezie del salume esaltandone la varietà e la complessità.

FRUTTA SECCA
Le mandorle, dolci e croccanti, la valorizzano alla grande. E noci e pistacchi sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, anche se con note che variano a seconda del retrogusto amaro o della persistenza dolce del frutto. In ultimo, la vera sorpresa: i fichi secchi, un frutto dolce e delicato, che davvero esalta l’aromaticità della Bresaola della Valtellina IGP.

I MIX CHE NON TI ASPETTI: ZENZERO E ROSSO D’UOVO (MA NON L’ALBUME)
Con il suo aroma balsamico e leggermente citrico, una grattugiata di zenzero regala alla bresaola uno ‘scatto’ inaspettato – ma sempre in quantità sia limitata. Agli ospiti dell’ultimo momento si può proporre un appetizer di Bresaola della Valtellina con pezzetti di tuorlo. Effetto estetico garantito dal contrasto cromatico, ma anche dolcezza e sapidità che incontrano sentori di spezie lontane. Una gioia per il palato. Meno “amichevole” l’albume, che trova difficoltà a trovare equilibrio sapido con i sentori del salume.

BRESAOLA STORY
Come nasce la Bresaola della Valtellina IGP e cosa la rende così speciale e amata? Il suo nome dà alcuni indizi, suggerendone (in parte) storia e tradizione: il suffisso “saola” richiama l’utilizzo del sale nella conservazione del prodotto, mentre l’origine della prima parte del nome si rifarebbe alla voce germanica “brasa”, la brace che, anticamente, veniva utilizzata per riscaldare e deumidificare l’aria dei locali di stagionatura. Dai bracieri si sprigionava un fumo aromatico, ottenuto gettando bacche di ginepro e foglie di alloro su carboni ardenti di legno di abete.
Se l’etimologia sottolinea il legame tradizionale della Bresaola con la Valtellina, c’è molto di più.
Ecco 6 punti da tenere a mente:

1: IL CLIMA DELLA VALTELLINA
La zona tipica di produzione di questo salume è, non per caso, il territorio della Provincia di Sondrio: Il clima irripetibile della Valtellina e la conformazione particolare della valle giocano un ruolo fondamentale per rendere unica e inimitabile la Bresaola. L’aria fresca e pulita che discende dal cuore delle Alpi e assume d’estate i profumi dei fiori e delle erbe aromatiche degli alpeggi si incontra nel fondovalle con la mite Breva, la tipica brezza che risale dal Lario (Lago di Como), generando un clima ideale per la graduale stagionatura della Bresaola.

2: UNA SAPIENZA ANTICA E TRADIZIONALE
la cultura della Bresaola della Valtellina si tramanda e si consuma da secoli. Un Disciplinare di produzione ne definisce regole precise nel rispetto della lavorazione tradizionale, garantendo l’autenticità, ma anche la sicurezza igienico-sanitaria, la tracciabilità e la qualità del prodotto.

3. SOLO CARNI DI PRIMA QUALITÀ
L’attenta selezione della materia prima è il presupposto fondamentale per ottenere un prodotto di qualità superiore. E infatti, per la produzione della Bresaola della Valtellina IGP vengono utilizzati solo i 5 tagli muscolari più pregiati (Punta d’anca, Magatello, Fesa, Sottofesa, Sottosso) di bovini di razze selezionate, di età non inferiore ai 18 mesi e mai superiore ai 4 anni, preferibilmente allevati all’ aperto e al pascolo e nutriti con alimenti selezionati. È una scelta di qualità perché tutti questi fattori contribuiscono ad assicurare carni migliori, sia dal punto di vista organolettico (ad esempio per consistenza, morbidezza, gusto, colore, magrezza e assenza di nervature), sia da quello nutrizionale (ad esempio per un minor contenuto in grassi). Per questo i produttori aderenti al Consorzio utilizzano principalmente carne proveniente da allevamenti europei e sudamericani, dove i sistemi di allevamento e i controlli in tutte le fasi della filiera garantiscono carni che rispondono alle elevate esigenze di qualità che richiede la produzione della Bresaola della Valtellina IGP.
Operatori specializzati esaminano ogni singolo pezzo di carne, valutandone la qualità e, se necessario, procedono alla rifilatura, che deve essere effettuata con abilità e precisione al fine di asportare il grasso e le parti tendinose esterne senza incidere la polpa. La materia prima non conforme (per esempio perché eccessivamente marezzata o di colore anomalo) viene scartata.

4. SALAGIONE, RIGOROSAMENTE A SECCO. E AROMI NATURALI
la carne che supera il controllo di conformità viene cosparsa con una moderata quantità di cloruro di sodio e aromi naturali. La soluzione salina si forma con il succo della carne. Possono essere aggiunti vino, spezie, zuccheri (con lo scopo di favorire i fenomeni microbici responsabili in buona parte della stagionatura del prodotto), nitriti e nitrati di sodio e/o potassio, acido ascorbico e sale sodico. Tipologia e dosaggio degli aromi utilizzati danno alla Bresaola sfumature di gusto e di aroma e sono un segreto che ogni produttore si tramanda anche da secoli. La salagione dura almeno 10 giorni ed è interrotta dalle “zangolature”, cioè operazioni di massaggio, per consentire l’uniforme migrazione del sale e degli aromi all’interno della polpa.

5. STAGIONATURA, LENTA E NATURALE
Dopo la salagione la carne viene insaccata in un budello naturale o artificiale e inviata all’asciugamento in apposite celle. Segue la stagionatura vera e propria, dove la bresaola riposa e “matura” ad una temperatura media tra i 12 e 18°C. La stagionatura, compreso il tempo di asciugamento dura da 4 a 8 settimane. Il Disciplinare vieta la disidratazione accelerata del prodotto, ma consente la ventilazione e l’esposizione all’umidità naturale della zona tipica di produzione. Anche in questa fase è fondamentale la capacità dell’operatore di apportare le giuste variazioni.

6. IL MARCHIO COMUNITARIO IGP, A GARANZIA DELLA TRADIZIONE E DEL CONSUMATORE
Solo il prodotto stagionato che supera i controlli chimici, sensoriali e merceologici previsti dal Disciplinare può essere messo in commercio contrassegnato con il marchio IGP. Se non vengono rispettati i requisiti previsti dal Disciplinare viene invece declassato. Il controllo è realizzato a due livelli, oltre al controllo svolto dalle autorità sanitarie: l’autocontrollo del produttore e il controllo dell’Ente terzo di certificazione e sorveglianza indipendente, incaricato dal MIPAAF per assicurare l’oggettivo rispetto delle regole dettate dal Disciplinare e dal Piano dei controlli e vigilare sull’attività dei produttori riconosciuti.

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Quanto è digitale il vino? Ecco i trend 2017 della ricerca ricerca FleishmanHillard

by mercoledì, maggio 10, 2017

Contenuti sempre più al centro della digitalizzazione del settore vinicolo italiano con grande focus su vitigni autoctoni e sostenibilità, immagini e video usati più delle parole per comunicare il territorio.

Aree di miglioramento su SEO e chat, l’e-commerce proprietario solo per pochissimi.
Questi in sintesi i risultati della quarta edizione della ricerca condotta da FleishmanHillard, società di consulenza strategica in comunicazione attiva con 85 uffici in oltre 30 Paesi, che ha analizzato nel mese di aprile 2017 la presenza e le attività online delle prime 32 aziende vinicole italiane per fatturato secondo l’ultima indagine Mediobanca.
La ricerca ha evidenziato, tra le novità principali, come ben il 53% delle aziende abbia dedicato attenzione sul proprio sito al tema dei vitigni autoctoni nell’ambito della valorizzazione del territorio: le cantine che legano la comunicazione dei propri prodotti alle specificità del luogo d’appartenenza salgono quest’anno al 75% (+22% rispetto a 2016). Altro aspetto degno di nota è che oggi il 37,5% delle aziende prese in esame parla di sostenibilità.
Inoltre, all’interno di uno scenario social in costante evoluzione, da segnalare un forte aumento dell’utilizzo di Instagram (+23%) e Wikipedia (presidiata dal 37,5% contro l’11,5% del 2016). Ancora da esplorare l’integrazione di chat per favorire conversazioni real time sui siti, l’e-commerce proprietario, infine, è utilizzato da pochissimi (3 su 32).
Per l’edizione 2017 si conferma sul gradino più alto del podio Frescobaldi, seguita da P. Antinori al secondo posto, Masi Agricola stabile al terzo, Cavit Cantina Agricoltori in quarta posizione mentre Mezzacorona chiude la top 5 (qui di seguito la top 10, mentre la classifica completa è consultabile nell’infografica allegata al presente comunicato).

Ecco nel dettaglio i trend dell’analisi “Il gusto digitale del vino italiano 2017”:
1. Aumenta la qualità della comunicazione su social: Instagram in forte crescita
1.1 Dal punto di vista quantitativo, l’analisi sui social media conferma Facebook come tool più utilizzato dalle aziende (25 su 32) seguito da YouTube (20 su 32), Instagram (17 su 32) e Twitter (16 su 32). Instagram è la vera rivelazione, in crescita del 23% rispetto allo scorso anno. L’utilizzo d’immagini e video supera quello di contenuti puramente testuali, meno efficaci e d’impatto.
1.2 Questo trend viene confermato dall’analisi della frequenza di aggiornamento, con in evidenza proprio Instagram e Facebook: in entrambi i casi, più del 70% delle aziende che possiede un account ha pubblicato contenuti con cadenza almeno settimanale, garantendo continuità al proprio flusso di comunicazione. Oltre il 43% di aziende twittano quotidianamente e il 35% pubblica video su YouTube con cadenza almeno mensile, a chiusura di un quadro qualitativo in progressiva crescita.
1.3 Per quanto riguarda Wikipedia, in forte aumento le aziende che hanno migliorato la propria visibilità SERP (Search Engine Results Page) grazie ad una pagina dedicata alla propria storia, ai prodotti e al territorio (37,5%, contro l’11,5% del 2016).
2. Contenuti: vitigni autoctoni al centro del territorio
2.1 La maggioranza delle aziende (75%) comunica il proprio territorio, mentre il 53% parla di vitigni autoctoni, della loro storia e delle loro peculiarità.
2.2 In aumento – sul 47% dei siti delle aziende – i riferimenti a enoteche, degustazioni e canali commerciali consigliati sui siti (contro il 31% del 2016).
2.3 Il 37,5% delle aziende (12 su 32) parla di sostenibilità: la crescente sensibilità dei consumatori verso questi temi spinge sempre più aziende a comunicare le proprie politiche virtuose in materia di agricoltura sostenibile, efficienza energetica e attenta gestione delle risorse naturali.
3. Lingue e SEO, e-commerce e chat
3.1 La quasi totalità delle aziende (31 su 32) presenta siti in almeno due lingue, tipicamente italiano e inglese, mentre un’azienda su tre anche in tedesco, cinese fermo a 2 su 32. La disponibilità di diverse lingue è un fattore chiave sia per comunicare correttamente l’identità di marca sia per supportare l’export.
3.2 Peggiorano numero di “link-in” (siti esterni che rimandano al website aziendale) e Page-Rank, evidenziando ancora ampi margini per il miglioramento dei siti in ottica SEO (Search Engine Optimization).
3.3 Ancora fermo l’e-commerce diretto: solo 3 aziende su 32 hanno adottato piattaforme di vendita sul proprio sito. Da segnalare anche l’assenza di chat che possono favorire il dialogo in tempo reale sui siti di riferimento indirizzando gli utenti verso informazioni per loro rilevanti (come ricerca e educazione su prodotti, eventi delle cantine, disponibilità di visite guidate, etc.).

“L’analisi 2017 ci conferma un trend di digitalizzazione del settore attraverso un presidio quantitativo importante delle principali piattaforme e con una frequenza di aggiornamento in lenta ma constante crescita. Le aziende preferiscono utilizzare video e immagini per raccontare prodotti e territorio, con una particolare attenzione su vitigni autoctoni e sostenibilità, argomenti che diventano sempre più rilevanti per comunicare il vino italiano nel mercato domestico e nel mondo” – afferma Massimo Moriconi General Manager & Partner di FleishmanHillard Italia.

“L’e-commerce viene esternalizzato e affidato a intermediari, portali dedicati oppure online shop specializzati. Questo trend rappresenta sia un’opportunità sia una minaccia secondo la maturità dei mercati. In quelli più maturi come gli Stati Uniti, l’e-commerce potrebbe ridurre alcuni prodotti a mere commodity poiché l’acquisto sarà guidato solo dal prezzo e non anche dal valore della marca e del territorio. In mercati emergenti come la Cina invece, cui solo 2 aziende su 32 dedicano un sito in lingua, si delinea un ruolo rilevante per i portali e-commerce più conosciuti in loco. Essi potrebbero aiutare a svolgere, da subito, vera educazione sul valore del vino italiano, integrando il mix di promozione che il nostro comparto sta conducendo sugli altri canali” continua Moriconi.
“In questo contesto è auspicabile che le cantine continuino a educare il consumatore sul valore dei prodotti associati alla cultura del territorio, facendo leva sulle opportunità di dialogo che offre il digitale e creando contenuti su percorsi esperienziali. La velocità del ritorno sugli investimenti è legata alla maturità dei diversi mercati e alla capacità di fare sistema”.

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Cantine Aperte 2017: 800 cantine festeggiano i 25 anni della kermesse

by mercoledì, maggio 10, 2017

Attività en plein air tra trekking, eco e mountain bike; poesia arte e fotografia ma anche musica pop, rock, jazz e folk; degustazioni enogastronomiche tipiche dei territori regionali e tanta solidarietà.

È il cartellone di Cantine Aperte 2017, l’evento del Movimento Turismo del Vino (MTV) che quest’anno traguarda la 25^ edizione. Circa 800 le cantine aderenti in tutta Italia per il lungo week end enoturistico di MTV, la festa più attesa del vino che nella passata edizione ha coinvolto quasi un milione di appassionati da Nord a Sud.

Per Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino: “E’ la solidarietà il fil rouge della 25^ edizione di Cantine Aperte. Infatti per questo compleanno il Movimento Turismo del Vino sostiene i territori colpiti dal terremoto con il progetto “Bottiglia Solidale” di MTV Marche, per l’acquisto di un’ambulanza destinata alle zone del sisma. Non solo. La grande festa del vino chiuderà l’iniziativa MTV per Amatrice, la raccolta fondi lanciata nell’appuntamento di settembre mentre prosegue la collaborazione con Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, a cui doneremo tutto il ricavato proveniente dalla vendita dei calici griffati Cantine Aperte 25”.

Tra le molteplici ulteriori iniziative benefiche promosse dalle singole cantine o dalle sedi regionali del Movimento, anche quelle a favore dell’Associazione Fibrosi Cistica (Trentino Alto Adige, 27 e 28 maggio) e dell’Unicef, quest’ultimo sostenuto da MTV Friuli Venezia Giulia (59 cantine, 27 e 28 maggio) a favore della campagna ‘Bambini in pericolo’. Qui spazio anche alla sostenibilità ambientale con il mercato bio per scoprire il gusto autentico dell’agricoltura biologica, dalla vigna all’orto fino al frutteto. E poi tour in carrozza tra i vigneti, laboratori di rose e orchidee, degustazione del salame più lungo di Cantine Aperte a passi di milonga di tango. Una novità esclusiva della 25^ edizione di Cantine Aperte arriva dalla Toscana (70 cantine, domenica 28 maggio) che inaugura la collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, la più importante accademia per la formazione di fumettisti. Per l’occasione, in ogni cantina un artista racconterà il vino attraverso il fumetto. Concorso artistico en plein air, safari tra le vigne con mountain bike o in trenino e visita al Parco regionale dei Colli Euganei. Sono alcune delle proposte delle 70 aziende del Veneto (27 e 28 maggio). C’è molto sport nelle Cantine Aperte del cuore verde d’Italia, l’Umbria (56 aziende, 27 e 28 maggio) che propone pacchetti sport and wine, passeggiate a cavallo, nordic walking ma anche voli in elicottero, parapendio e rafting, senza dimenticare la tradizionale cena ‘a tavola con il vignaiolo’.

Scuola di cucina, wine&cheesebar e barbeque in vigna per la Campania (27 e 28 maggio) che offre anche un laboratorio di pasta fatta in casa. Nel Lazio (27 e 28 maggio) la festa del vino si abbina all’arte, alla scultura e all’antiquariato, con un mercatino contaminato dall’artigianato e dai prodotti tipici locali. Le ‘sardine non sardine’ del Lago d’Iseo, presidio Slow Food, rappresentano la Lombardia (54 cantine, 28 maggio) da gustare in abbinamento con i vini della regione. Binomio vino-bici per la Puglia (solo domenica 28 maggio) che festeggia il 25° compleanno di Cantine Aperte anche con un press tour nelle terre del Primitivo (dal 26 al 30.05). Anche in Sicilia (27 e 28 maggio) i winelover fanno il pieno di energia con attività all’aria aperta, dal trekking alla mountain bike, ma anche con la musica dal vivo nelle cantine e lo ‘Street Art Wine Fest’ con artisti di fama internazionale. Tra gli eventi in calendario in Piemonte (27 e 28 maggio) la visita ai ‘crotin’, le cantine sotterranee scavate a mano nel tufo alla scoperta della vinificazione in anfora. Non solo arte in esposizione. Infatti tra le varie mostre spicca anche quella sui trattori d’epoca. I più giovani potranno degustare succhi di mela e uva al 100% frutta senza conservanti e fare amicizia con gli asini.

Parte in anticipo Cantine Aperte in Abruzzo (27 e 28 maggio) con l’anteprima nazionale del Treno del vino (14 maggio), la Transiberiana d’Italia.

Degustazioni, abbinamenti tipici vino e cibo, visite in cantina sono gli ingredienti principali dei programmi anche in Basilicata (28 maggio), Emilia Romagna (60 aziende, 27 e 28 maggio), Calabria (domenica 28 maggio), Liguria (domenica 28 maggio), Marche (78 cantine, 27 e 28 maggio), Molise (28 maggio), Sardegna (27 e 28 maggio) e Valle D’Aosta (28 maggio).

Info: www.movimentoturismovino.it

Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

Partner tecnici nazionali: Cifo, Rastal, Punto De, Caso, Mainetti Bags, Emozione3, Consulenza Agricola, Vinidea
Main partner: Intesa Sanpaolo, Fuji, B2X, Destination Gusto, Destination Italia, Vinitaly
Media partner MTV: PleinAir, Eco della Stampa, Italia a Tavola, Andrea Zanfi Editore

IL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L’Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non profit ed annovera circa 900 fra le più prestigiose cantine d’Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell’accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità.

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Movimento gente di mare, il nuovo progetto di Marco Sacco

by mercoledì, maggio 10, 2017

“Movimento gente di lago”, il nuovo progetto di Marco Sacco, debutta il 18 maggio con una serata inaugurale dedicata a “La trota”, a seguire il 6 luglio con “La carpa” per arrivare in chiusura di stagione il 12 ottobre con “Lo storione”.


“Movimento gente di lago” nasce da un sentimento, da un desiderio, dalla necessità di Marco Sacco di restituire quello che il lago, le sue acque ed il territorio del Verbano in tutti questi anni gli hanno dato. «Dare forma ad un’idea, costruire un pensiero, mettere le basi per un progetto che ha l’ambizione di guardare lontano ma l’umiltà di fare i conti con i propri limiti ed i propri errori. Poter dare spazio e vita alle voci ed ai sentimenti della gente di lago ed alle loro storie, è un viaggio entusiasmante e ringrazio Marco per questa possibilità». Secondo Laura Gobbi, direttore artistico del progetto, «tutto nasce da un sentimento forte ed intenso di Marco: la sua riconoscenza. La semplicità delle cose è rappresentata dal Pesce Pietro, mascotte del movimento. Non è l’uomo che pesca ma è il pesce che cattura all’amo, l’essenza, l’anima della gente di lago e di coloro che hanno a cuore questo territorio».
“Movimento gente di lago” nasce sulle sponde del lago di Mergozzo ma abbraccia tutte le acque interne e le loro storie che vengono raccontate dagli esperti, dalla gente comune, dai pescatori ed interpretate dagli chef convolti dall’ entusiasmo travolgente di Marco Sacco. Colleghi stellati, soprattutto amici, che interverranno durante i tre momenti, interpretando e creando un piatto dove protagonista non sarà solo il pesce d’acqua dolce, ci sarà molto di più, sostenere un progetto di espressione della propria identità personale e territoriale.
“Per il primo dei tre appuntamenti di quest’anno, che mi auguro diventino un momento fisso non solo di incontro col cibo ma di riflessione sulle problematiche e sulle ricchezze del mondo delle acque dolci, arriverà da Bergamo la famiglia Cerea, tre stelle Michelin, qui al Piccolo Lago e per il Movimento cucineranno con la Guendalina, il mio spettacolare pentolone di 140cm di diametro, un risotto Carnaroli al ragù di lago, con crema di agrumi ed erbette. Le acque calme del lago di Como arrivano a Mergozzo con Federico Beretta, Feel Como, con “L’anguilla BBQ”; Mauro Elli, Il Cantuccio, una stella Michelin, dalle rive di manzoniana memoria con una cipolla ripiena di lavarello ed aglio orsino; Leandro Luppi, Vecchia Malcesine, una stella Michelin, che dal Lago di Garda ci porterà la sua trota marinata con una zuppetta di cioccolato e cren. La fragranza del pane dello storico panificio dei Fratelli Trentin nel virtuosismo di ”Yo-yo e carpione di gardon”
Al padrone di casa il compito di leggere il primo capito di questa storia con “La Trota” cotta a bassa temperatura ed accompagnata da un prato di crescione con ribes, piselli ed asparagi crudi.
”Abbiamo scelto l’eleganza dello Champagne Philipponnat, Royale Reserve, come miglior accompagnamento per questa serata e la nostra Cinzia Ferro barlady pluripremiata che dedicherà al Movimento due cocktail”
Un tappeto rosso e riflettori puntati per illuminare la “walk of fame” dove ogni creazione brillerà per interpretazione, creatività e passione ed è così che il cuore del Movimento comincerà a battere attraverso tre serate che, sotto la direzione artistica di Laura Gobbi, non saranno solo un’esperienza sensoriale ma la sottoscrizione etica di un pensiero, un tributo al proprio territorio, la coscienza delle proprie radici.
Gli ingredienti delle tre date saranno raccontati da Maurizio DiMaggio, speaker radiofonico di Radio Monte Carlo, conosciuto al grande pubblico che con la sua voce calda ed accogliente, e la sua spiccata sensibilità alle tematiche dell’ambiente, non poteva che essere la “musica” narrante più adatta per accompagnarci durante questo viaggio sensoriale.
“Il Piccolo Lago è il palcoscenico naturale perfetto per andare in scena con i primi tre atti del “Movimento gente di lago”. Descrive Laura Gobbi:” Col calare del sole e l’avanzare della sera, la magia dei riflessi della luna sulle acque del lago vibreranno alla brezza della notte nel giardino che si animerà di pesci dall’anima luminosa; le note suadenti di un sax incanteranno gli ospiti che, immersi in un’atmosfera morbida, elegante e lunare, saranno i veri protagonisti, coloro che, coinvolti attivamente, saranno i portavoce del messaggio della gente di acqua dolce.”
Parte del ricavato delle serate verrà devoluto per sostenere l’impegno, il lavoro e la ricerca di chi si prende cura di questo ecosistema.
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