Sei vini per sei tipi di papà

Noi mamme lo sappiamo bene, i papà non sono tutti uguali! C’è quello apprensivo, quello menefreghista, quello troppo accondiscendente e quello intransigente. Per ognuno, c’è il vino giusto da stappare per la loro festa, che quest’anno più che mai sarà all’insegna dello stare assieme.

1 Il mammo

Accade alle volte che il papà subisca un’inversione di ruoli e pensi di essere diventato la mamma. Si preoccupa di cosa mangia il pargoletto, quando lo mangia, dove lo mangia e come lo mangia, tutto con un’ansia da tachicardia. Per non parlare della marca di pannolini più adatta, del sapone per il bagnetto o del pigiamino più giusto da fargli mettere. Insomma, una vera tata/ostetrica/suocera sempre pronta a criticarvi, perché naturalmente non farete nulla con la giusta attenzione e cura.

Cercate di fargli togliere la gonnella e scioglierlo un po’ con il Latour a Civitella 2017 di Sergio Mottura, che profuma di pesche mature, albicocche, melone bianco e frutta tropicale,   mandorle tostate, crema pasticcera e burro fresco. Elegante e potente nel contempo, in bocca è setoso ma energico, sapido e persistente.

2 Il sergente di ferro

Tutto deve essere fatto esattamente come dice lui. Niente confusione o ritardi sui piani di marcia. La vita deve procedere come pianificato e se il piccolo si mette a piangere, sono solo capricci, i veri uomini non si comportano così. A nulla servono i discorsi della mamma che gli fa notare che non sono in caserma e non hanno un bambino, ma una femmina. Tutto deve andare avanti come lui ha programmato, in fin dei conti, l’arrivo di un figlio non è una giustificazione per sprofondare nel caos.

Per lui ci vuole un vino rigoroso e seducente al contempo, come il 50&50 di Avignonesi, 50% Merlot e 50% Sangiovese iscritto tra i grandi vini italiani. Al naso trovate ribes nero, amarene e ciliegie scure, moka, cioccolato fondente e chiodi di garofano. Il palato è vellutato e maturo, speziato e complesso, lunghissimo.

3 Il maschilista

D’accordo, si è prestato a questa cosa di procreare, solo per accontentare la femmina della sua stessa specie. Ma adesso non pretenderà anche che se ne occupi lui, vero? Cambiare i pannolini, preparargli la pappa o cantargli la ninna nanna sono cose da femmine. Al massimo lui può controllare che non si faccia male mentre, disteso sul divano, aspetta la fine dell’intervallo tra il primo e il secondo tempo della partita di calcio. E anche se ci fosse bisogno, “Donna!”, perché occuparsi dei figli è cosa da femmine.

Per lui, un vino maschio come il Teroldego Rotaliano calzerà alla perfezione, soprattutto se è il Dannato di Redondel, versione “dura e pura” di questo vitigno indomabile, che sa di mora e lampone con una dolce venatura vanigliata, mentre in bocca è forte e appagante, come un retrogusto carico di frutta rossa.

4 L’assente

Da quando è diventato papà, i suoi impegni lavorativi sono triplicati. Alcuni dicono che sente la responsabilità e vuole guadagnare di più per il suo piccolo, ma che fare se ha anche impegni serali tutti i giorni della settimana? Naturalmente non vorrete togliergli il diritto di svagarsi dopo una giornata di duro lavoro, né invadere i suoi spazi, giusto? Il papà assente diventa così un’entità che appare silenziosamente durante il pasto serale, se siete fortunate, per poi sparire rapidamente, risucchiato in un vortice di impegni improrogabili.

Non merita di più di un Tavernello bianco frizzante. E qui mi fermo.

5 Il giocherellone

Si tratta di quel papà che si pone sullo stesso gradino del figlio. Fanno gli stessi giochi, hanno gli stessi interessi, hanno addirittura lo stesso modo di vestire. Insomma, vi ritrovate con due figli da gestire. Perché il papà giocherellone vuole solamente la parte più bella della paternità e lascia a voi il ruolo della cattiva, costringendovi a doverlo rimproverare perché convince il figlio ad andare a giocare piuttosto che fare i compiti. Potreste trovarli in un angoletto a prendervi in giro alle vostre spalle. Due figli sono meglio di uno… o forse no?

Non c’è vino  vino più giocoso del Lambrusco e tra i tanti che potete scegliere, perchè non il Marchese Manodori di Venturini Baldini,  secco, nitido ed espressivo, con sentori di violette, erbe e ciliegie. Il sorso è pulito, dinamico, energico e molto equilibrato.

6 Lo sportivo

Finalmente un figlio con cui giocare e allenare. Non bisogna perdere tempo. Si inizia con una corsetta al parco, per riscaldarsi prima di fare due tiri a calcio. Poi si fanno attività stagionali: piscina se è estate, sulla neve se è inverno. Poco importa se ha solo pochi mesi, bisogna iniziare subito, per farlo diventare un vero campione. Non bisogna riposarsi, né lasciare al piccolo momenti vuoti. Dopotutto è suo figlio, perché mai vorrebbe stare lontano dal proprio papà, che lo farà diventare un campione. Sempre presente, si informa su ciò che fa in quei pochi istanti che non passano insieme. E la mamma? Chi? Quella signora che ci prepara i pasti? Ah, sì, fa il suo dovere.

Il vino giusto in questo caso è il Soave Vintage edition di Bertani, al naso esprime sentori complessi che spaziano tra note di frutta matura, pesca e albicocca, fiori. Articolato, una punta speziata e balsamica, in bocca ha un’ottima acidità e una certa sapidità, è avvolgente, con note di lime e furtta bianca.

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