Come si brinda (anche per gli astemi)

Il galateo prevede che spetti al padrone di casa proporre il primo brindisi durante l’aperitivo. Dopodiché un ospite proporrà il secondo brindisi durante il dessert, per ringraziare il padrone di casa. Per chiamare un brindisi ci si alza in piedi e si cerca di ottenere l’attenzione di tutti, ma senza picchiettare il bicchiere con una posata come se fosse una campana. Porta in alto il bicchiere con la mano destra indicando il destinatario, o i destinatari del brindisi, poi riabbassalo e pronuncia qualche parola di augurio o di elogio. Se seduto, il destinatario del brindisi si alzerà solo una volta terminato il discorso, solleverà il bicchiere e ringrazierà.

Se si è in molti, è vietato far tintinnare i bicchieri uno con l’altro, creerebbe troppa confusione: semplicemente, si alza il calice verso l’alto e poi si guardano gli altri
commensali, sorridendo. Se siete in due o in quattro, potete far tintinnare il bicchiere ma sempre guardando negli occhi le persone con cui brindate, una a una. Il
brindisi affonda le sue origini nel Medioevo: all’epoca i bicchieri (che usualmente erano di metallo) si facevano tintinnare vigorosamente, in modo da far cadere
qualche goccia del proprio vino nel bicchiere degli altri commensali per assicurarsi, così, che la bevanda non fosse stata avvelenata. Non iniziare mai a bere se prima non hai brindato.

Gli astemi? È buona regola che anche loro partecipino al brindisi, facendo cin cin con il calice riempito di vino, ma senza bere. Vietato brindare con l’acqua, è credenza popolare che porti sfortuna. Allo stesso modo, non si brinda mai con il bicchiere vuoto e nemmeno alla “propria” salute, commetteresti il peccato capitale della superbia.

Quando si fanno tintinnare i bicchieri, non va più molto di moda dire “cin cin”, mentre va detto se non si fanno “suonare” i bicchieri. Ogni nazione ha le sue parole di brindisi: in Italia diciamo “cin cin” o “alla salute”; in Germania si dice “Prosit” termine che era usato anche dagli antichi Romani e deriva da prodesse, “che ti sia di vantaggio”; in Spagna si dice “salud”; in Francia “santé”; in Gran Bretagna e in tutti i Paesi di lingua inglese “cheers”; in Russia “Na zdorovje”;  in Giappone “Kampai”; in Brasile “sayde” o “viva”; in Portogallo “saúde”; in Svezia e Norvegia “skål”; in Olanda “proost”.

 

[da Vino prêt-à-porter, di Francesca Negri, Rizzoli, 2018]

 

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Commenti

    • Wilma Minter
    • 4 Febbraio 2021

    Bellissimi questi consigli è fantastico poter imparare sempre qualcosa di nuovo. Grazie

  1. Grazie Wilma! Continua a seguirmi, ogni giovedì c’è un approfondimento 🙂

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