Casi, Poggiarso e Camboi: ecco i 3 cru di Castello di Meleto

La BioViticola Toscana Castello di Meleto, custode del territorio a Gaiole in Chianti dal 1256, si estende su una superficie di 1000 ettari, di cui più di 700 boschivi. La vastità della tenuta, tra ulivi, boschi, vigneti e arnie, è una ricchezza che da sempre l’azienda si impegna a mantenere, con progetti di tutela e promozione della biodiversità.

Ne è emblema il Progetto Cru, in cui i vigneti più significativi della tenuta vengono valorizzati nelle proprie peculiarità grazie a una viticoltura al dettaglio, che permette la creazione di grandissimi vini: Vigna Casi Chianti Classico Gran Selezione DOCG2017, Vigna Poggiarso Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2017 e Camboi IGT Toscana Rosso 2018. Con queste referenze Castello di Meleto presenta i cru dei singoli vigneti e dimostra concretamente il lavoro che ha avviato negli ultimi anni sulla qualità dei vini e sull’immagine, con l’obiettivo di esprimere al meglio la vocazione del territorio e valorizzare la storia millenaria che li rende unici.

Li ho degustati e ve li racconto.

Situata ad un’altitudine elevata, da oltre 30 anni Vigna Casi rappresenta il cru di Castello di Meleto. Si trova in un luogo magico, sotto il borgo medievale di Vertine. I vigneti, a circa 450 m sul livello del mare, si distinguono in Casi Sopra, coltivato ad alberello, e Casi Sotto, coltivato a Guyot. Il Vigna Casi Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2017 è espressione sincera e autentica del terreno da cui proviene. Anche il suo affinamento, infatti, segue una attenta scelta territoriale: parte della massa sosta per 27 mesi in botti di rovere di Slavonia 30 hl, parte in botte di rovere francese da 50 hl e un’ultima piccola parte in tonneaux. La scelta del legno deriva dalla qualità dell’uva proveniente da diversi piccoli appezzamenti del vigneto Casi.

Profuma di violetta, ciliegia e frutti di bosco, con piacevoli tocchi speziati. In bocca è vellutato, intenso.

Costa circa 39 euro

Vigna Poggiarso ha un nome emblematico: è la combinazione del termine poggio, che compone molti toponimi del territorio chiantigiano per la sua natura montuosa, con arso, per la sua esposizione a sud e la sua aridità dovuta ai terreni estremamente rocciosi. Poggiarso è la più secca e fredda delle tenute, il che determina condizioni estreme per la vite che, si sa, dà il suo massimo quando è in difficoltà. Al suolo arido si uniscono le grandi escursioni termiche tra giorno e notte, determinate dalle altitudini. Il terreno presenta una grande quantità di scheletro tanto che i precedenti scassi vennero fatti con la dinamite. IlVigna Poggiarso Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2017 è il risultato della particolarità dei vigneti di questo cru, da cui si producono poche uve ma di qualità eccellente, ricche di aromi e di zuccheri, che, lavorate con la cura di Castello di Meleto, offrono vini dalla straordinaria complessità e longevità.

Al naso regala note di marasca, ribes nero, mora di gelso, rosmarino. In bocca è fresco, minerale, setoso, giustamente fruttato con un finale di liquirizia.

Costa circa 45 euro

Camboi è un vigneto speciale perché dedicato alla Malvasia Nera del Chianti, varietà storicamente usata nel blend del Chianti Classico ma raramente usata in purezza; una varietà che rischiava di essere abbandonata perché difficile da coltivare e che Castello di Meleto ha voluto recuperare, notando quanto il suo potenziale spiccasse nei primi blend. La vigna è situata nella sottozona di San Piero in Avenano, fresca e ventilata, caratterizzata da suoli argillosi e ricchi di scheletro di origine geologica pliocenica (5 milioni di anni fa).  A Camboi (campo dei buoi), un tempo, venivano allevati i bovini e l’etichetta dell’artista Martine Janta, che identifica il Camboi IGT Toscana Rosso 2018, ricorda la storia originale; Camboi è un vino di notevole qualità, caratterizzato da un’aromaticità armonica ed avvolgente, che rispecchia i sentori tipici del vitigno da cui deriva – l’anima segreta del territorio.

Questo è il vino che mi ha stupido e conquistato maggiormente. E’ un concentrato di frutta di bosco, morbido, persistente, con qualche rimando speziato che continua a chiamare il sorso. Grande bevibilità, piacevolissima.

Costa circa 50 euro

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