#iostoacasa e #stappo | Degustazioni dei giorni 1 e 2

Questo stop forzato ha i suoi risvolti positivi. Il mio lavoro prosegue senza troppi intoppi, e il vuoto di eventi e degustazioni libera spazio al portare avanti altri lavori con un po’ più di calma. E mi consente di organizzare dei blind wine tasting casalinghi, che si ha sempre poco tempo di fare.

Così, lunedì ho deciso che fino al 3 aprile si stappa. Almeno due bottiglie al giorno, alla cieca. Non le scelgo io, ma in cantina scende il mio coppiere, seleziona, copre con la stagnola e poi io assaggio e annoto. Sessioni di due giorni ciascuna, in modo da mettere a confronto 4 o 5 vini e tirare le somme il terzo giorno, e poi ricominciare. Il mio coppiere e gli altri membri della famiglia sono al settimo cielo, non si sono mai stappate così tante bottiglie a casa come in questi ultimi due giorni. E anche mio figlio si diverte, annusa il vino e dice la sua su quello che, solo all’olfatto, gli sembra essere il migliore. Fino a questo momento, ci ha preso, ma potrebbe essere la fortuna del principiante 🙂

E allora, ecco qui, vi racconto in breve le mie impressioni sui primi 5 vini assaggiati in questi primi due giorni di reclusione forzata.

Guidalberto Toscana Igt 2016 Tenuta San Guido

Il “Guidalberto” nasce dalla volontà di Nicolò Incisa della Rocchetta, figlio di Mario: la spina dorsale di questo vino, nato nel 2000, è il Cabernet Sauvignon non utilizzato per il Sassicaia, a cui si aggiunge il Merlot, che come sempre dona una certa morbidezza e un bel frutto. Ma a me questo 2016 non ha convinto per niente: morbido anche troppo, ho trovato pochissimi elementi caratterizzanti al punto da pensare che potesse essere una bottiglia fallata, anche se di difetti il vino non ne aveva… Sospendo il giudizio e ci riprovo, se trovo un’altra bottiglia in giro.

Costa 40 euro.

Corte del Lupo Rosso Curtefranca Rosso Doc 2016 Ca’ del Bosco

Cabernet Sauvignon al 40%, Merlot 35%, Cabernet Franc 25%, la linea Corte del Lupo è l’ultima nata in Ca’ del Bosco e comprende anche un bianco che, personalmente, apprezzo di più di questo rosso. Che è un buon prodotto, sia chiaro, ma non così emozionante come altre etichette di Ca’ del Bosco. Al naso trovate un bouquet di note fruttate, ma soprattutto di spezie e legno, mentre in bocca è armonico, deciso, di carattere, con una nota predominante di more e uva spina.

Costa 23 euro.

PassioneSentimento Veneto Igt 2016  Magnum Pasqua

Capostipite e punto di partenza del progetto Romeo&Juliet, PassioneSentimento è un uvaggio di Corvina e Croatina con una percentuale di Merlot che il periodo di appassimento rende ancor più morbido. La vinificazione avviene separatamente in fermentini di acciaio, solo in seguito viene creato il blend che poi affina in tonneaux di rovere per 3 mesi. Un vino che strizza molto l’occhio, a mio avviso, ai giovani consumatori, un vino molto piacevole, scorrevole, di facile beva e dal prezzo assolutamente interessante (11 euro la bottiglia da 0,75). Rotondo, morbido, rassicurante, di medio corpo, ha quella dolcezza “piaciona” che si fa bere sempre e comunque.

Costa 27 euro senza la cassetta di legno (42 con)

 

Jèma Corvina Veronese Igt 2015 Gerardo Cesari

L’affinamento in legni francesi di piccola capacità si è protratta per 18 mesi a cui è seguito un assemblaggio in botte e successivo affinamento per ulteriori 6 mesi. Un anno di bottiglia ne completano le caratteristiche organolettiche. Al naso sprigiona caratteristiche note di ciliegia, corredate da lievi note di caffè e di cioccolato. In bocca è molto balsamico, ha una spiccata acidità comunque equilibrata.

Costa 18 euro

Gonzalier Vigneti delle Dolomiti Igt 2013 Grigoletti

Se seguite il mio blog da un po’ di tempo, o il mio instagram @geishagourmet, saprete che questo è uno dei miei vini del cuore, seppur sia uno dei rossi meno conosciuti d’Italia. Un brutto anatroccolo, insomma, che sono certa presto si trasformerà in un cigno stupendo a livello di notorietà, perché in termini di qualità è così da sempre, da quando è uscita la prima annata. Un vino in cui sentite il cuore della famiglia che lo produce, in Vallagarina, in Trentino. E poi c’è la storia che l’etichetta (di seta) vi racconta. Nel Medioevo Trentino esisteva la Congregazione dei Gonzalieri che esercitavano il faticoso compito di trasportare a spalla nelle loro “Gonzal” l’uva pigiata dai campi fino ai carri. Gonzalier è dedicato a loro, a quella fatica e alla passione per la terra. Blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, dopo una lunga maturazione in barrique in barrique di rovere francese Allier, Nevers, Troncais e Limousin per 24 mesi e un lento affinamento in bottiglia, il risultato è  un vino dall’intenso profumo di frutta rossa sovramatura e cacao, e un gusto morbido e avvolgente. Da bere quando hai voglia di coccole e di una carezza.

E il prezzo è super friendly. Costa 21 euro.

 

 

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