Waffel instagrammabili, lollipop di würstel, coppette gelato che sembrano un piatto di spaghetti, al pomodoro, al pesto o al nero di seppia, con tanto di spolverata di Parmigiano Reggiano, che però è cocco. Benvenuti nell’era del foodtainment. Non quello che, ad esempio, avevano messo in scena i fratelli Adrià con il Cirque du Soleil con l’Heart di Ibiza. Stiamo parlando di quello che oggi rappresenta una delle strategie più innovative e redditizie per i parchi divertimento moderni. Non si tratta semplicemente di “sfamare” i visitatori tra un’attrazione e l’altra, ma di trasformare il momento del pasto in un’estensione dell’esperienza stessa del parco.
Se Disneyland docet, con proposte come Space 220, che simula una cena a bordo della stazione spaziale Centauri, in Italia Gardaland sta investendo sempre di più in questa direzione.
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