A proposito dell’uomo cacciatore che ora seduce in cucina.

Sono appena rientrata dalla mia ultima serata con le amiche form USA e leggo la segnalazione di un simpatico articolo sul Corsera online dalla collega Antonella Baccaro che potete trovare qui. Dopo averlo letto, nonostante la stanchezza e la tarda ora, non posso fare a meno di appuntare alcune cose.

1. Scrive Antonella: “Vi apre la porta e già indossa il grembiule. Che poi anche da quello capite chi avete davanti: c’è lo spiritosone che indossa quello con sopra disegnati gli attributi del David, e quello a cui piace monocolore e lungo fino ai piedi, che fa un po’ pinguino all’Equatore. Poi c’è il classico, che sceglie quello bianco, dal quale deducete subito il menu, come da una tavolozza. Insomma lui apre la porta brandendo un aprilattina, un cucchiaio, e speriamo non un coltello, e già capite come andrà a finire. Vi viene solo chiesto di pazientare con un bicchiere in mano (di quello buono) perché ne va del soufflé. La tentazione di fuggire è forte, invece restate a fingere di dare un’occhiata allo scaffale dei libri dove campeggiano l’enciclopedia della pasta fatta in casa e il Dvd di Ferran Adrià”. Mi spiace per lei, perché a me gli uomini (pochi) che hanno cucinato per me non hanno mai aperto la porta con un grembiule da David e nemmeno un grembiule in generale e se mai è capitato, sotto il grembiule non avevano altro… E non si sono nemmeno mai presentati con aprilattina, cucchiai, coltelli o altro in mano. Io trovo gli uomini che cucinano molto sexy, forse perché non ho mai frequentato pallosi adepti di Ferran Adrià… Mi hanno sempre stappato vino buonissimo, soprattutto rosso, spesso francese o comunque cose non comuni, banali, e davvero non ho mai avuto la tentazione di andarmene via prima di cena.

2. La mutazione dell’uomo in cuoco? L’uomo cucina da secoli, in modo differente dalla donna. Se a noi è sempre stato demandato il compito di far da mangiare alla famiglia, al maschio toccava invece vestire i panni dello chef di corte (es. Bartolomeo Scappi il cuoco segreto dei Papi; François Vatel, inventore della crema Chantilly e corteggiato dal Luigi XIV; o il mitico Georges Auguste Escoffier). Quindi alla donna ruoli più “bassi” in cucina, agli uomini più “alti” (accudimento vs godimento)…Quindi, che cucinando per noi un uomo voglia stupirci sfoderando creatività è insito nel suo carattere e non ci vedo niente di male…

3. “L’uomo cacciatore si è estinto per inutilità”, scrive Antonella… Inutilità? Ce ne fossero di più in giro di uomini che ti corteggiano… Non è che siamo noi donne (non io a dire il vero e anche molte di voi penso) a rendere le cose troppo facili e la caccia inutile?

4. “Stando con lui, perderete l’uso del mestolo. Almeno fate in modo di non perdere la pazienza. Insomma, andate a giocare a golf”. Perché, non si può cucinare assieme? Penso che sia così sexy… Perché, altrimenti, andare a giocare a golf? Vederlo cucinare è così bello, comodamente rilassate sul divano con un bicchiere di vino in mano.

5. Il punto è uno solo: se cucinate solo per sedurre, lasciate perdere, ma questo vale per le donne come per gli uomini. La cucina è piacere, è un modo di interpretare la vita, di vivere le emozioni, di comunicare con gli altri, di trasmettere i propri pensieri e, certo, conquistare con il meglio che potete offrire… Perché il cibo è prendersi cura di qualcuno e non c’è gesto di amore più intenso. Se invece è solo un po’ di sesso quello che cercate, meglio uscire a cena: meno impegnativo, e poi avrete sempre la carta da giocare del “Vuoi salire a bere qualcosa da me?”. Se vi dice di sì, probabilmente la nottata è fatta, senza piatti e bicchieri da rassettare il giorno dopo.

 

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