Wine Diet, se il vino fa davvero dimagrire

Dopo il fortunato studio che ha sdoganato il cioccolato fondente per perdere peso e quello che ha detto che sì, mangiare formaggio aiuta a dimagrire (confermo, ma deve essere light, leggi la dieta con cui ho perso 8 kg qui), arriva lo studio definitivo che chiude felicemente questa interessante trilogia:bere vino (con moderazione, 2 bicchieri al giorno) fa dimagrire perché accelera il metabolismo e aumenta la frequenza cardiaca, bruciando più calorie.

Non si parla di uno studio così, ma di una ricerca condotta dalla prestigiosa Harvard University, su un campione di ben 20mila donne tenute in osservazione per 14 anni di fila. Insomma, uno studio davvero imponente, quello che ha stabilito che chi beve un bicchiere di vino di sera, prima di andare a letto, ha il 70% di probabilità in più di essere magro rispetto a chi non beve del tutto vino e a chi non lo beve di sera.

Secondo lo studio, il segreto è non associare al vini i carboidrati: l’alcol di un buon vino, accoppiato ai suoi polifenoli, migliora il metabolismo degli zuccheri (e ci fa quindi avere anche meno voglia di dolci), aiutando a bruciare calorie. Uno studio correlato ha detto infine che un buon bicchiere di vino migliorerebbe il colesterolo buono.

LE VIRTÚ DELLO CHAMPAGNE

Le virtú del vino rosso le trovate riassunte nella grafica qui sopra, ma anche i metodo champenoise hanno molti pregi.

L’impiego di champagne e spumanti metodo classico a fini curativi, iniziando dallo Champagne, è stato ampiamente documentato a partire dal XVII secolo. Già alla fine del ‘700 il medico francese Claude Navier della facoltà di Medicina di Reims confermava l’efficacia dello Champagne per la salute umana attribuendone l’effetto benefico al gas carbonico. In realtà bisogna attendere il 1817 per avere sul tavolo studi scientifici attendibili che arrivano dalla Germania frutto del lavoro di Eduard Loebenstain-Loebel il quale constatò che lo Spumante favoriva la digestione, tonificava gli organi, calmava i soggetti nervosi ed era utile contro calcoli renali e gotta cronica tanto che alla fine dello stesso secolo si iniziarono a produrre Spumanti addizionati di principi attivi come chinino e pepsina ed era venduto in farmacia.

Nel 1935 il Congresso del Comitato Medico Internazionale per la Propaganda del Vino trattò sostanzialmente l’effetto salutista delle bollicine tanto che lo Champagne entrò d’onore nella dietetica francese.

Gli anni ’60 segnano l’inizio di un periodo di fermento e di ricerca a partire proprio dall’Università di Reims: furono avviati studi sugli effetti positivi che lo champagne può avere sull’attività respiratoria e sulle difese immunitarie grazie al contenuto di zolfo e magnesio; la presenza di acidi organici e sostanze minerali quali calcio e potassio incidono invece favorevolmente sull’attività digestiva.

Non è frutto di suggestione che lo Spumante abbia anche effetti antidepressivi: la presenza di litio funge da ansiolitico, tranquillante e riduce l’angoscia e l’emicrania.

Il grande poeta inglese Lord Byron beveva un bicchiere di Champagne ogni sera prima di andare a dormire per favorire il sonno, proprietà ampiamente dimostrata per la presenza di alcoli superiori e zinco.

E saranno felici le donne di sapere che grazie alle sue proprietà diuretiche e la sua capacità di stimolare la circolazione linfatica limita il formarsi della cellulite.

Così come non è certo un caso vederlo protagonista modaiolo ed indiscusso dei nostri aperitivi dato che grazie all’alcol risveglia l’appetito.

Un’altra proprietà riconosciuta allo spumante è quella antibiotica: la maturazione sui lieviti per mesi o anni arricchiscono il vino di composti ad azione antibiotica rilasciate dai lieviti… per questo i medici consigliavano Spumante a soggetti affetti da malattie polmonari le cui cause non sono ancora ben identificate e per le quali non c’erano ancora farmaci efficaci. È quanto capitò a Stravinsky durante un suo soggiorno a Napoli.

Buone nuove anche in tempi recentissimi. E’ del 2007 uno studio pubblicato sul Journal of Agricoultural and Food Chemistry secondo il quale un uso moderato di Spumante Metodo Classico contribuisce a proteggere il cervello dalle lesioni causate da ictus e altre patologie quali il morbo di Parkinson. I responsabili di questo processo sono il trisolo e l’acido caffeico.

La sperimentazione in laboratorio ha dimostrato che somministrando estratto di champagne su alcune cavie le loro funzioni cerebrali si sono ristabilite grazie alle proprietà infiammatorie dei composti fenolici, inoltre le cellule sono state pulite dei composti nocivi in esse presenti. Un altro studio condotto presso l’università di Reading da un pool di studiosi capeggiato dalla Prof.ssa Giulia Corona e dal Prof. Jeremy Spencer, pubblicato su Antioxidants & Redox Signaling, ha dimostrato come i composti presenti nelle uve a bacca nera – acido fenolico su tutti- usati per la produzione di Spumante quali Pinot Nero e Pinot Meunier aiutano a contrastare disturbi del cervello quali demenza ed Alzhaimer.

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