“Sa di tappo”, addio!

Addio sentore di tappo: l’azienda trentina Brentapack, del gruppo Labrenta, e il dipartimento di Fisica dell’Università di Trento hanno dato vita a un progetto di ricerca contro il fenomeno più temuto dai produttori di vino di tutto il mondo.

Il brevetto, internamente made in Italy, consiste nella decontaminazione delle chiusure in sughero per il comparto vinicolo.  Avviato nel 2013, lo studio riguarda la sanificazione del tappo, ovvero il processo che permette di eliminare il rischio che questo venga attaccato dal TCA, il tricloroanisolo, composto responsabile del sentore di tappo.  La produzione di chiusure esenti dal rischio del TCA rappresenta una frontiera importante per il settore enologico e un’alternativa valida al ricorso ai materiali sintetici.  Una soluzione che consente alle aziende di essere più competitive, risolvendo un problema che comporta un danno economico rilevante.

La conclusione della prima fase di questo progetto, che ha visto coinvolte 7 tecnici, tra cui 3 ricercatori, ha permesso di ottenere una riduzione molto significativa del TCA. La sanificazione del tappo ideata da Brentapack, del gruppo Labrenta, e Università di Trento prevede ora un ulteriore sviluppo, tanto che si sta implementando il primo impianto pilota per la produzione.  L’obiettivo di questa ricerca è l’eliminazione totale del Tca.

Per Brentapack si tratta di un nuovo passo in avanti nella realizzazione di prodotti e tecnologie d’avanguardia. L’azienda, grazie a 10 anni di ricerca, ha brevettato anche Sughera, una linea di tappi senza collanti che nasce da una mescola di materiali termoplastici. Questo tipo di tappi, ideati da Brentapack con microagglomerato di sughero senza collanti, contengono polimero termoplastico e sono quindi completamente riciclabili.  Le chiusure Sughera sono composte da una granina in sughero di qualità, perfettamente sterilizzata in modo da togliere eventuali contaminanti.  Essa è frutto di ricerca italiana ed è prodotta completamente nel nostro Paese.

Il gruppo Labrenta, con 40 anni di esperienza nel settore, ha introdotto anche il sistema di controllo Checks Cork 5 per la qualità del sughero. Esso passa attraverso 5 diverse fasi: l’analisi gasmassa e microbiologica, il controllo di qualità visiva, la selezione ponderale, l’umidità calibrata, il check finale e la tracciabilità. La novità più importante riguarda l’utilizzo di classifiche che seguono una selezione ponderale in grado di garantire una qualità omogenea del vino a livello di maturazione e sensoriale.  L’azienda vicentina è una delle prime al mondo ad utilizzare questo sistema grazie al quale si eliminano i tappi con densità troppo bassa che possono dare origine a colature, e quelli con densità troppo alta che possono evidenziare problemi di ritorno elastico. In questo modo si scarta circa l’8% del prodotto. Si ottiene così un prodotto di alto livello, definito “Core Alfa”.

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