Kissing Mister Amarone

Il Brunello di Montalcino a 893,30 euro al quintale (+1,4%sul 2015) e l’Amarone della Valpolicella a 850 euro (-2,4%). Sono questi due grandi rossi italiani le star del prezzo alla produzione rilevati da ISMEA (vedi qui). Cifre da capogiro.

Puntiamo i riflettori  sull’Amarone, protagonista di questo fine  settimana perché alla Gran Guardia di Verona c’è l’evento di anteprima dell’annata 2013 (domani, 29 gennaio, aperto al pubblico). Seppur il prezzo alla produzione sia in calo, il Ministro Martina – oggi in videomessaggio – ha parlato di crescita non solo all’estero ma anche in Italia, dato assolutamente in controtendenza nei consumi enoici degli italiani. Il consumo interno rappresenta il 35% del giro d’affari dei Signori dell’Amarone, con un incremento del 10% in valore. I dati di Wine Monitor Nomisma evidenziano la vocazione all’export di questo vino, confermata dall’aumento del 3%  in valore delle esportazioni nel 2016 sul 2015.  E cresce del 5% anche il giro d’affari 2016 del “sistema Amarone” – 286 imprese che mediamente nel periodo 2010/2016, hanno annualmente imbottigliato in media poco meno di 110.000 ettolitri del pregiato vino – per un controvalore stimato attorno ai 330 milioni di euro.

Vorrei del vino, tu e le conseguenze

E se penso a un vino da “conseguenze” – sí, proprio quelle, meravigliose, conseguenze – penso proprio all’Amarone. Non puoi fare Amarone o essere un appassionato di questo vino e non condividerne l’anima di fuoco, la temerarietà, il calore. 

Ogni sorso è un bacio, quando si tratta di Amarone. Un bacio proibito? Talvolta. Un bacio raro? Sempre.

Quello che non può essere, quando si parla di questo vino, è la freddezza, la rigidità e quel saper controllare la passione che azzera il fascino e cancella ogni magia.

Quello che voglio dire è che se mi chiedete come scegliere un Amarone, per me è presto detto: se un Amarone non ti bacia, non è il tuo Amarone.

Quelli che hanno baciato me, durante Anteprima Amarone 2013, sono stati questi:

Bertani Classico 2008 (70 euro circa)

Amarone della Valpolicella 2009 Zymé (80 euro)

Cuslanus 2011 Albino Armani (32 euro)

Amarone della Valpolicella 2013 Cantina di Soave (40 euro)

Pietro dal Cero 2010 Ca dei Frati (60 euro)

Monte Tabor 2010 Fidora (50 euro)

Anche un Recioto mi ha colpita al cuore: il Masua di Jago di Cantina Recchia. Kirsch e mosto i profumi e i sapori predominanti, e la sensazione di avere in bocca l’emozione e i colori di un’intera vendemmia.

Poi  c’è stato anche un Amarone che non mi ha voluta baciare.  Il suo poteva essere il bacio più inebriante, il winegasm più sorprendente, oppure poteva rivelarsi anche la delusione più grande. Aspettavo quel bacio da 5 anni (tempo medio di affinamento di questo vino), lo aspetterò ancora? No.

Ma non temete, tornerà e farà di tutto per baciarmi. Allora vi dirò se dobbiamo aggiungere un’altra etichetta alla nostra lista oppure no.


Ps.Il Veneto è attualmente la quarta nazione al mondo per esportazione di vino con 2 miliardi di euro di fatturato e 87.000 ettari di vigneto. Di questo giro d’affari, un quarto è rappresentato dalla Valpolicella, dove l’annata 2013 «si presenta di altissimo livello e grande affinamento», annuncia Christian Marchesini, presidente del Consorzio della Valpolicella, durante il convegno d’apertura di Anteprima Amarone.

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