I 5 Brunello di Montalcino Riserva 2013 da non perdere

Benvenuto Brunello è indubbiamete una delle anteprime più ben fatte  di tutto il panorama nazionale. Peccato solo per la scelta, non molto politically correct nei confronti della stampa, di far assaggiare a qualche palato privilegiato le anteprime in anticipo rispetto alla manifestazione che chiama a raccolta decine e decine di operatori, giornalisti e critici del settore nazionali e stranieri.

L’occasione, a ogni modo, è straodinaria, orchestrata molto bene, anche grazie all’aiuto di Ais Toscana e dall’estrema professionalità e disponibilità dei suoi sommelier. Ho assaggiato moltissimi etichette nei miei due giorni a Montalcino, sia Benvenuto Brunello sia fuori dalla manifestazione, e quelle che hanno saputo catturare la mia attenzione sono state 5. Eccole.

Lupi e Sirene 2013 Podere Le Ripi
Podere Le Ripi è un progetto unico, a partire dalla cantina, costruita usando le arti degli antichi: dai rapporti fra le dimensioni, rigorosamente in sezione aurea, all’uso di mattoni (750.000 posati a mano in 4 anni) e malta a base di calce viva, si tratta di una costruzione ricerca l’armonia da regalare al vino che lí si affina per i primi anni della sua vita.

Poi c’è il vigneto, che è il più denso del mondo, vigne bonsai che al terzo germoglio già producevano uva da mettere in barrique. In questo terreno unico, noi cerchiamo l’essenziale espressione della nostra vigna. L’approccio Biodinamico, in assenza di interventi chimici, rende possibile per le nostre piante una crescita naturale. In questo modo possono esprimere l’autenticità del terreno, del microclima e degli uvaggi di Podere le Ripi.

Ed ecco i vini, che hanno dentro quel mistero insondabile che ti fa innamorare: Lupi e Sirene Riserva 2013, colore rosso rubino intenso con riflessi granato, al naso si presenta con un bouquet di frutti rossi maturi e una nota balsamica di erbe mediterranee. In bocca dimostra tutta la sua grande personalità che ammalia.

64 euro, lo compri qui.

Riserva 2013 Le Macioche 
L’azienda con tre ettari a vigneto acquistata per 4 milioni di euro nel 2014 da Riccardo Caliari, Stefano Brunetto e Massimo Bronzato, un economista e due ingegneri della Cloros di Villafranca (Verona), nel 2017 è stata ceduta alla famiglia di Riccardo e Renzo Cotarella, il primo presidente degli enologi mondiali, il secondo amministratore delegato di Marchesi Antinori (entrambi protagonisti nella cantina Falesco). In prima fila ci sono le figlie dei due fratelli: Dominga, 47 anni, laureata in Agraria e responsabile del settore commerciale e marketing di Falesco; Marta, 37 anni, laureata in Economia e commercio e responsabile delle attività di pianificazione e controllo ed Enrica, 33 anni, responsabile del settore comunicazione social.
Il Riserva 2013 Le Macioche colpisce nel segno, dimostrando come la firma Cotarella non sbagli mai un colpo. È un Brunello intenso ed elegante, polposo, intrigante, con profumi e aromi di prugna selvatica e ginepro. Lungo in bocca, profondo.

55 euro, lo compri qui.

Pianrosso 2013 Ciacci Piccolomini d’Aragona

La tenuta risale al  XVII secolo e custodisce il proprio patrimonio storico in un palazzo sorto nello stesso periodo a opera del Vescovo montalcinese e Abate dell’Abbazia di S. Antimo, Fabivs de’ Vecchis. Alla morte del vescovo il Palazzo fu messo all’incanto insieme alle vaste proprietà agricole a seguito della legge italiana sui beni dell’Asse Ecclesiastico e acquistato il 16 settembre 1868 dalla contessa Eva Bernini Cerretani. Il 31 dicembre 1877 la contessa Cerretani vende a sua volta l’intero patrimonio alla famiglia castelnuovese dei Ciacci. In seguito al matrimonio avvenuto nella prima metà del ‘900 fra il conte Alberto Piccolomini d’Aragona, discendente della stirpe di Enea Silvio Piccolomini noto come Papa Pio II, ed Elda Ciacci, il cosiddetto Palazzo del Vescovo diventa Palazzo Ciacci Piccolomini d’Aragona. Nel 1985, con l’estinguersi del casato, la proprietà è lasciata in eredità a Giuseppe Bianchini, già fattore della tenuta ormai da molti anni, che applica una filosofia di produzione totalmente nuova e all’avanguardia per quegli anni, sviluppando e incrementando produzione, qualità dei vini e aprendo l’export dei nostri prodotti nel mondo. Giuseppe venuto a mancare nel febbraio 2004, lascia il compito di continuare il suo lavoro ai figli Paolo e Lucia. Una storia affascinante che si esprime in vini di gran bella fattura, che culminano nel Pianrosso, prodotto solo nelle annate migliori. Il colore è rosso rubino tendente al granato e ha profumi intensi e complessi, di frutta rossa e spezie. In bocca è caldo e seducente e fa pensare che potrà ancora evolversi al meglio con un lungo invecchiamento in bottiglia.

43 euro, lo compri qui.

Vigna Soccorso 2013 Tiezzi 

È il Brunello Riserva 2013 dal più interessante rapporto qualità- prezzo: rosso granato intenso e brillante alla vista, si distingue per profondi sentori di prugna, marasca e frutti di bosco ma soprattutto una particolarissima nota di caffè. In bocca si presenta con tannini fini ed eleganti, dimostrandosi profondo, equilibrato e di buona persistenza.
Un vino che racconta bene la storia di chi lo produce: la cantina Tiezzi porta il nome del suo proprietario, Enzo Tiezzi, rinomato agronomo ed enologo, molto conosciuto nel territorio di Montalcino. Nata alla fine degli anni ’80, l’azienda vede le sue origini legate alla vita del prof. Riccardo Paccagnini, antenato di famiglia fortemente impegnato, sin dal lontano 1870, nella promozione e nella commercializzazione del marchio “Brunello”.

38,50 euro, lo compri qui.

Madonna delle Grazie Riserva 2013 Il Marroneto

Proviene da una botte selezionata ed è la prima annata di questa etichetta voluta da Alessandro Mori, titolare e vigneron de Il Marroneto, che di questo vino dice : «Un vino del tutto eccezionale, non ripetibile anno dopo anno.  Solo la natura te lo regala quando decide lei». Ed è così. Un Brunello di Montalcino (non presente in degustazione a Benvenuto Brunello) importante e grintoso, che ben rappresenta il territorio Toscano, tra note di frutta matura a nuance di liquirizia, menta e caffè amaro, con un tannino dolce e su una stupenda sapidità.

185 euro, lo compri qui.

E in più…

Brunello di Montalcino 2013 Le Potazzine

Le Potazzine è un termine usato in Toscana per indicare le cinciallegre, piccoli uccellini delle campagne toscane e al tempo stesso appellativo affettuoso con cui nonni e genitori si rivolgono alle loro bambine. Era la nonna maternaa chiamare così Viola e Sofia, le figlie di Gigliola Gorelli, proprietari dell’azienda e montalcinese dalla nascita. Oggi, a vent’anni di distanza, i vini de Le Potazzine comunicano un raro senso di autenticità e di grande femmilità, sono rossi eleganti e precisi che derivano da circa 7 ettari di vigneto e da pratiche in cantina il meno interventiste possibili.

Non è un Riserva, ma il 2013 de Le Potazzine assaggiato proprio assieme a Gigliola, Viola e Sofia mi è piaciuto molto. È un vino dal colore rosso rubino intenso con venature che ricordano la viola, fiore che si ritrova anche al naso, assieme ai frutti di bosco. In bocca è fruttato e floreale, il tannino  è vellutato, come chi lo produce.

69 euro, lo compri qui.

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