Chi sono i 10 vini italiani migliori del mondo

Chi sono, non cosa o quali sono i 10 vini italiani migliori del mondo, perché questi 10 vini sono molto più che un semplice liquido messo in bottiglia. La rivista Gentleman di Class Editori ha stilato una classifica, firmata da Cesare Pillon ed Emanuele Elli,  incrociando i punteggi delle principali guide italiane con le valutazioni di quattro autorità internazionali: Wine Spectator, Robert Parker – The Wine Advocate, Vinous e James Suckling.

I migliori dieci rossi della classifica sono: Sassicaia 2018 di Tenuta San Guido, Solaia 2018 di Antinori, Masseto 2018 di Ornellaia, San Leonardo 2016 della Tenuta San Leonardo, Montefalco Sagrantino “25 Anni” 2016 di Arnaldo Caprai, Tignanello 2018 di Antinori, I Sodi di San Niccolò 2017 di Castellare di Castellina, Baffonero 2018 di Rocca di Frassinello, Amarone della Valpolicella 2017 di Allegrini, Bolgheri Guado al Tasso 2018 ancora di Antinori e Fratta 2017 di Maculan.

Ma capiamo meglio chi sono. Con una certezza: la supremazia, nella classifica, dei vini a base Cabernet Sauvignon e Merlot, con poche eccezioni, come il Sagrantino di Montefalco, new entry di questa top ten che ormai da 15 anni tira le somme di tutte le guide.

 

Fratta 2017 di Maculan

100% Cabernet Sauvignon

Fratta 2017, presentato sul mercato con un’edizione speciale, celebra innanzitutto lo studio e l’estro del suo ideatore Fausto Maculan, che ha diretto l’evoluzione del bordolese nei suoi quarant’anni: le prime annate, infatti, nascevano da uve 100% Cabernet Sauvignon, raccolte in un vigneto delle colline di Breganze, in via Fratta. Vendemmia in cassette, selezione oculata di ogni grappolo, un leggero appassimento e una sola settimana per la fermentazione e la macerazione, infine l’affinamento in barrique di rovere francese. Nei decenni Fratta è diventato un blend, grazie all’aggiunta di Merlot proveniente da vigne più giovani, allevate in un terreno tufaceo posto sulla sommità della collina della stessa via Fratta dove tutto ebbe inizio. Una trasformazione che regala maggiore rotondità e morbidezza a un vino rosso intenso ed elegante, che da oggi fa il suo ingresso ufficiale nel Gotha dell’enologia.

Masseto 2018 di Ornellaia

100% Merlot

Il Masseto di Tenuta Masseto è tra i vini rossi più importanti, rari e prestigiosi al mondo, un re della storia enologica italiana che conversa con i più grandi vini del panorama enologico mondiale. Un capolavoro di assoluta potenza ed eleganza che definirlo eccellenza è quasi diminutivo. È ricercato dai più grandi collezionisti di vino ed è una star alle aste internazionali. Insomma un’opera liquida di grande pregio in grado di integrare modernità e tradizione in un’interpretazione mitologica e leggendaria di un terroir unico nel suo genere. La prima etichetta venne lanciata nel 1986 con il semplice appellativo di “Merlot”, pochi anni più tardi la Tenuta lo rinominò Masseto. Da quel giorno ha iniziato a conquistare il mercato, acquistando anno dopo anno riconoscimenti nazionali e internazionali, dimostrando di avere un valore inestimabile.Il Masseto 2018 possiede aromi caratterizzati da un fruttato rigoglioso, affiancato da note tostate, di spezie dolci, grafite e balsami. In bocca, sontuoso l’ingresso, pieno e maturo lo sviluppo, dalla fitta e scalpitante trama tannica, che sfocia in una lunghissima persistenza finale.

25 Anni 2016 di Arnaldo Caprai

100% Sagrantino

Arnaldo Caprai: ovvero quando il Sagrantino si coniuga all’eleganza. La scelta di basse rese per ettaro di coltivazione e dell’opportuno dosaggio dei legni per l’affinamento, fanno sì che questo vitigno, spesso ruvido e difficile, regali vini dalla piena aderenza al territorio, senza alcuna compassione per l’immediatezza di beva. Il Sagrantino di Montefalco 25 Anni, nasce nel 1993 per festeggiare il 25° anniversario della fondazione della cantina e, vista la particolarità e la finezza di questo prodotto, può considerarsi una delle massime espressioni di quest’uva, così unica, e del suo magico terroir. Colore rubino scuro con sfumature viola, denota aromi che vanno dalle visciole in confettura alle spezie dolci, dal cacao alla grafite. Al palato irrompe con generosità, ha tannini ben presenti ma perfettamente integrati e lunghissima scia fruttata. Un vino dalla lunga aspettativa di vita.

I Sodi di S. Niccolò 2017 di Castellare di Castellina

Sangioveto (85%),  Malvasia Nera (15%)

Portabandiera di Castellare, è uno dei pochissimi Supertuscan realizzati esclusivamente con vitigni autoctoni, provenienti dai due migliori Cru della proprietà. Di colore rosso rubino intenso e con una grande concentrazione olfattiva, grazie alla presenza di un frutto rosso maturo che riconduce a note di confettura, ma anche spezie, vaniglia e liquirizia. In bocca il vino è caratterizzato da una fitta ed elegante trama, sostenuta anche dall’importante acidità del Sangiovese, i tannini sono assolutamente dolci e il finale lungo e di grande persistenza. “La vendemmia 2017 nel Chianti Classico – spiega l’enologo Alessandro Cellai – non è stata un’annata facilissima perché caratterizzata da un periodo di siccità molto lungo e da temperature piuttosto elevate. Tuttavia, grazie alla collocazione geografica molto favorevole dei vigneti, abbiamo ottenuto una grande qualità. L’annata 2017 aggiunge alle caratteristiche strutturali proprie de I Sodi di S. Niccolò, una grande freschezza e longevità: il vino si presenta immediatamente di grande struttura, sia olfattiva sia gustativa, e ha una vena acida decisamente marcata che lo rende lungo e persistente, atto ad essere un vino da lunghissimo invecchiamento, ideale per celebrare 40 Vendemmie”.

Baffonero di Rocca 2018 di Frassinello

100% Merlot

Il Merlot in purezza di Rocca di Frassinello prende il nome da un particolarissimo vigneto, con una perfetta esposizione e un terreno medio-argilloso molto ricco di scheletro di galestro. Qui sono stati piantati i cloni di Merlot provenienti da Château Lafite, fondatore con DCC della joint venture nata per dare vita a una produzione di altissima qualità. “La stagione 2018 in Maremma Toscana è stata particolarmente favorevole – spiega l’enologo Cellai -. L’inverno ha visto abbondanti precipitazioni che hanno alimentato le riserve idriche del sottosuolo cui le piante hanno poi attinto nei mesi estivi. La primavera più fredda ha leggermente ritardato l’inizio del germogliamento senza, però, far registrare gelate nel delicato periodo di sviluppo dei giovani tralci. Successivamente, le calde giornate estive hanno consentito alle uve una magnifica evoluzione fino a giungere ad una perfetta maturazione fenolica. Sole e brezze marine, che hanno accompagnato tutto il periodo fino alla vendemmia, assieme ad una buona escursione termica tra giorno e notte, hanno permesso di mantenere un’elevata acidità e di ottenere una perfetta maturità delle pirazine e delle altre molecole aromatiche del Merlot”. Nel bicchiere, Baffonero 2018 si presenta di un rosso rubino impenetrabile e con un ampio bagaglio di aromi: frutti neri, in particolare mora e mirtillo, affiancati da note balsamiche di eucalipto e di tabacco, con lievi accenni di caffè. In bocca è elegante, rivelando tannini setosi, e piacevole, grazie ad una spiccata acidità, con un finale particolarmente persistente.

San Leonardo 2016 di San Leonardo

Cabernet Sauvignon, Carménère, Merlot

Il San Leonardo è il vino più celebre e rappresentativo della prestigiosa Tenuta San Leonardo, la cui produzione fu inaugurata con la storica vendemmia del 1982. Si tratta di un vino di taglio bordolese: prende vita da un selezionato assemblaggio di vini proventi da diverse uve, vinificati e maturati separatamente, come i migliori Bordeaux. L’uvaggio è composto da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, a cui si aggiunge il Carmenère, un vitigno internazionale introdotto nella Tenuta a fine ‘800 e riscoperto in tempi recenti. Il San Leonardo è ottenuto da taglio bordolese di grande eleganza e complessità. Delicati sentori speziati dovuti all’affinamento in barrique valorizzano un corredo aromatico giocato su note vegetali e fruttati, balsamiche e floreali. Al palato è pieno, caldo, avvolgente e lunghissimo, sorretto da un’armonica e giovanile freschezza

Sassicaia 2018 di Tenuta S. Guido

85% Cabernet Sauvignon, 15%Cabernet Franc

Il vino più famoso d’Italia, al naso è complesso, ampio e sfaccettato, frutto croccante, erbe e radici, sottobosco, iodio. Tannino e acidità, una strutturata prorompente ed elegante, sinuosa, un chiaroscuro che si concede e si ritrae in un meraviglioso gioco di seduzione. Come dicevamo, è la perfezione. E per questo per noi è il Rosso dell’Anno. Il famoso enologo italiano Daniele Cernilli direttore artistico del rinomato sito “doctorwine.it lo descrive come un vino dal colore rubino intenso e vivo, di buona concentrazione. I profumi sono già complessi, le note fruttate di mirtillo sono evidenti, così come quelle speziate e lievemente di cuoio, con sentori di grafite in sottofondo. Il sapore è teso, elegantissimo, con tannini fini, appena accennati, paragonabili a quelli dei grandi Pauillac, ma con una setosità maggiore ed un corpo avvolgente che lo conduce ad un finale anche sottile ma estremamente lungo.

Solaia 2018 di Antinori

75% Cabernet Sauvignon, 20% Sangiovese e 5% Cabernet Franc

Referenza emblematica tra i grandi vini della Toscana, dell’Italia e del mondo, la Tenuta Tignanello della famiglia Antinori si trova nel cuore storico del Chianti Classico. In un paesaggio incantevole, la tenuta si colloca nel mezzo delle colline che sorgono tra i fiumi Gruppo e Pesa. Tenuta Tignanello è famosa nel mondo per i suoi due vini simbolo: Tignanello e Solaia, considerati tra i vini toscani più influenti nella storia della viticoltura italiana. Frutto di una selezione parcellare, Solaia è il prodotto della parte del vigneto più esposta al sole, sulla collina di Tignanello. La prima annata di Solaia risale al 1978. Prodotto esclusivamente nelle migliori annate, al naso combina intense fragranze fruttate (frutta nera e matura, ribes nero) e floreali (mirtilli, fiori secchi, lavanda) con pepe bianco speziato e note balsamiche (menta, eucalipto). Particolarmente dolce, il bouquet rivela gradualmente aromi perfettamente integrati di cioccolato bianco, zucchero filato e frutta secca. Al palato è ampio e cremoso, seduce con i suoi tannini eleganti, morbidi e setosi, la sua lunghezza e i suoi aromi di liquirizia. Persistente e aromatico, il finale riprende le note floreali e speziate del naso.

Bolgheri Guado al Tasso 2018 di Antinori

62% Cabernet Sauvignon, 18% Cabernet Franc, 18% Merlot e 2% Petit Verdot

“Guado al Tasso” prende il suo nome da una curiosa circostanza abbastanza frequente alla Tenuta Guado al Tasso; facilmente capita di vedere i tassi che attraversano i guadi dei corsi d’acqua. Tutte le annate sono prodotte in quantità limitata. Il Guado al Tasso Bolgheri Superiore di Antinori si presenta nel calice di un colore rosso rubino intenso. Ampio e complesso, al naso esprime avvolgenti profumi di prugna e piccoli frutti di bosco in confettura uniti a sentori di radice di liquirizia e a note balsamiche e di spezie dolci. Il sorso è setoso ed elegante, esaltato da una trama tannica levigata e da un’irresistibile freschezza gustativa che persiste nel lungo finale. A tavola si abbina bene a formaggi stagionati e a piatti strutturati a base di carni rosse e selvaggina.

Amarone 2017 di Allegrini

Corvina 80%, Rondinella 15%, Oseleta 5%

L’Amarone della Valpolicella Classico Docg di Allegrini è un vino di grande spessore e profondità, tanto negli aromi quanto al palato, dove l’alcool trova nell’acidità e nei raffinati tannini i giusti compagni di viaggio. Rubino molto scuro, al naso esprime note di fiori passiti e di frutta rossa in confettura. Tracce di china, vaniglia, pepe nero e cacao aprono ad un assaggio strutturato e vigoroso, morbido e vellutato. Chiude su note balsamiche di grande fascino e persistenza.

Tignanello 2018 di Antinori

Sangiovese 80%, Cabernet Sauvignon 15%, Cabernet Franc 5%

Il Tignanello è uno dei grandi vini rossi dei Marchesi Antinori, nato negli anni ’70 dopo un lungo percorso di sperimentazione vitivinicola. L’idea all’origine della sua nascita era quella di ottenere uve con maggior concentrazione e tannini morbidi, intervenendo sulla densità d’impianto e sulle potature, da cui nacque un Sangiovese per la prima volta affinato in barrique, poi assemblato a varietà non tradizionali come Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Precursore dei grandi rossi toscani, i Supertuscan, nati dal matrimonio tra vitigni autoctoni e internazionali, il Tignanello è uno di quei grandi vini che ha fatto la storia dell’enologia italiana, diventando leggenda. Prodotto solo nelle migliori annate, al naso ostenta le note più complesse, che vanno dal tabacco ai frutti rossi, a note balsamiche e di cuoio accostate ad eleganti sentori vanigliati e di rose rosse. Al palato i tannini sostengono il sorso, lungo e fresco.

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