Un aperitivo con Sirio Maccioni, Mr Le Cirque. Da Filippo Gozzoli alle ultime novità (un nuovo ristorante e un nuovo libro) passando attraverso la cucina italiana, e non solo

Per Filippo Gozzoli, ex chef del Park Hyatt di Milano e, per qualche mese, di Villa del Quar a Verona, probabilmente è il colpo della vita. Tra un mese debutterà al nuovo Le Cirque – il ristorante più famoso del mondo,   tra la 151 East  e la 58ma di New York – e al ristorante dell’hotel The Pierre (catena Taj Hotel), nel cuore della Grande Mela, che si chiamerà Sirio. Sirio come Sirio Maccioni, il patron del ristorante più famoso del mondo. La vostra GeishaGourmet ne ha parlato oggi a ora di pranzo con lo stesso Maccioni, incontrato a Montecatini – dove mi trovo per Miss Italia – per un aperitivo al Bar Biondi.

Il ristoratore dei presidenti degli Stati Uniti («ci chiamano la dependance della Casa Bianca… Ero molto amico dei Kennedy, ma dagli anni Sessanta a oggi devo dire che li ho conosciuti tutti») ogni anno torna a far visita al suo paese natale e non ne vuole sapere di sentirsi americano. Nonostante viva fuori dall’Italia da più di 60 anni, parlata e accento toscani sono intatti e con loro l’amore per una terra lasciata a malincuore per cercar fortuna da ragazzo, tanto che comunque ha preteso di far nascere tutti e tre i suoi figli  in Toscana.

Il Sirio al The Pierre, 120 coperti e alcune salette private, andrà a sostituire il Le Caprice, chiuso alla fine di marzo, e proporrà una cucina squisitamente italiana e toscana in particolare, con un menu anche di pizze, in un ambiente e con uno stile meno formali, progettati, come per altri ristoranti del Maccioni Group, da Adam Tihany. L’atmosfera del Sirio di New York sarà molto simile a quella del Sirio di Las Vegas, ovvero “felliniana”. Se chiedete a Maccioni che cucina va, in questo momento, nella Big Apple, la risposta è decisa, come il suo carattere: «Quella buona. Esiste solo una cucina nel mondo ed è quella buona». E a Gozzoli come c’è arrivato? «A Milano conosco tutti e sono grande amico di Paolo Panerai, editore di Class. Ho detto a Filippo che deve essere intelligente: troppi grandi chef rovinano i ristoranti. Il punto è che un cuoco deve in primis sapere che un ristorante è un servizio pubblico e per questo la priorità deve essere quella di accontentare i gusti dei clienti. Tu fai quello che ti chiede la gente e poi dici loro di provare anche altre cose… In  America vanno tutti pazzi per il pollo alla parmigiana, una ricetta che in Italia non esiste, perché mai non dovremmo farglielo?». Il Le Cirque oggi ha 3 Stelle Michelin. Quanto contano le guide in America? «La Michelin ha fallito in pieno negli Stati Uniti – racconta Maccioni – e in Italia ha dato grandi stelle a ristoranti da 22 coperti… Roba da non credere, io in ristoranti così piccoli non andrei mai».

Grande tifoso della Fiorentina («questa sera Della Valle mi ha invitato a vedere Fiorentina-Udinese», racconta contento di tornare allo stadio), attaccatissimo alla famiglia «che viene prima di tutto», innamorato pazzo di una delle sue nipotine (Stella, 6 anni e già tre lingue parlate alla perfezione), Sirio Maccioni dice di non avere idoli, ma per Paul Bocuse pagherebbe di tasca sua perché gli venisse fatto un monumento: «A 82 anni va ancora tutti i giorni a lavorare. Per me è il più grande chef del mondo».  E dei cuochi e della cucina italiana, cosa ne pensa? «È vincente, ma bisognerebbe che gli italiani si dessero più da fare. Nei ristoranti, in Italia e all’estero, non trovi mai un proprietario. Da noi uno della famiglia è sempre presente».

Sirio Maccioni è un uomo dalla vita avventurosa, degna di essere trasposta filmicamente. «Già fatto – mi dice -. La HBO ha prodotto due anni fa un film sulla mia famiglia, si intitola “Un tavolo in paradiso”, ma in Italia non è ancora arrivato…». Il titolo, a quanto pare, è stato ispirato all’amicizia di Sirio con Papa Giovanni Paolo II. Ma non è finita, perché dopo il primo libro,  uscito anche in Italia con il titolo La mia vita, il mio ristorante. I segreti per il successo di Le Cirque, tra un mese circa uscirà in America il secondo: «E’ il libro più bello che sia mai stato fatto: un volume firmato dai tre più grandi fotografi del mondo che contiene anche tutte le ricette dei 5 chef che sono stati al Le Cirque. Io però penso che la gente debba venire nei miei locali per capire cosa facciamo…». Il Maccioni Group conta su tre ristoranti a New York – Le Cirque, il Circo a Manhattan e tra poco il Sirio -, il Le Cirque e il Circo al Bellagio di Las Vegas, il Sirio all’Aria Resort e Casinò sempre a Las Vegas, La Cana e il Le Cirque a Casa del Campo in Repubblica Dominicana e, ultimo nato, il Le Cirque al Leela Palace di New Delhi. Il piatto preferito di Sirio? «Il vero bollito italiano. Mentre i miei vini preferiti sono il Solaia e il Sassicaia».

Un po’ di storia di Sirio Maccioni, qui.

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