Solo cose buone per la tavola di Natale, dai 7 euro in poi

Il miglior cotechino d’Italia?

Quello di Ambrogio Saronni, ma se siete alla ricerca di qualcosa di particolare potete optare anche per quello allo champagne di Sergio Motta. Il panettone che non deluderà i vostri ospiti? I formaggi più intriganti per chiudere il fine pasto? Come ogni anno provo a fare una summa delle cose buone food&wine che non vorrei mancassero sulla mia tavola di Natale. Sono elencate in modo casuale, mischiando vini e cibi così come mi sono venuti in mente e cercando proposte non banali, e di grande soddisfazione, con prezzi che partono anche da meno di 10 euro.

Cotechino: Saronni über alles, Motta allo champagne

Ambrogio Saronni e il suo cotechino Vaniglia conquistano anche i più scettici, anche chi non va pazzo per il cotechino e dopo una certa insistenza ad assaggiare “questo” finisce che tre fette non bastano e si cerca il bis. La speziatura intrigante, la qualità della carne, una ricetta collaudata dal 1936 in quel di Castelvetro Piacentino sono il segreto della magia che Saronni ci regala a ogni boccone. Potete ordinareanche al telefono (‭338/6547190‬, cotechino circa 12 euro al kg) e farvi spedire il tutto direttamente a casa (e pagare con bonifico), ma tenete monitorato, perché ogni tanto qualche ordine si perde nel caos natalizio (sì, è successo anche a me 😉 ).

L’alternativa valida è il cotechino allo champagne di Sergio Motta, il macellaio ristoratore più famoso della Lombardia e uno dei top d’Italia (v. Matteotti 8, Inzago, tel. 02.95.49.220; zampone, 14,80 € kg, cotechino allo champagne, 14,80 € al kg) assieme ai fratelli vicentini Gianpietro e Giorgio Damini che conducono ad Arzignano (v. Cadorna 31, tel. 0444.45.29.14; cotechino 11 € al kg), una macelleria gioiello con cotechini, zamponi e cappelli del prete “senza conservanti e poco speziati”, dicono.

Speck mon amourDici speck e pensi all’Alto Adige e invece chi ha preso fior fiore di premi nazionali per il suo speck che si scioglie in bocca è la macelleria Belli di Sopramonte, a due passi da Trento. Campioni anche nella luganega trentina e niente male nemmeno il cotechino (guardate qui i prodotti), a dire il vero, e nella foto qui sopra vedete un esperimenti ancora in fase di test: lo speck affinato nel Gonzalier della cantina Grigoletti, vino che – se amate i rossi – non può assolutamente mancare sulla vostra tavola di Natale. Uvaggiodi Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, è intenso, non troppo complesso, avvolgente come dovrebbe essere questo periodo dell’anno. E anche dal prezzo interessante: in enoteca costa circa 20 euro ma potete ordinarlo anche in cantina qui.

C’è pomodoro e pomodoro

E quello dell’abruzzese Ciro Flagella, scoperto al Merano Wine Festival 2017, davvero è sorprendente. Da mangiare da soli o in bruschetta, questi datterini naturalmente potreste usarli anche per creare sughi da capogiro, partendo da una materia prima davvero eccellente. La confezione da 660 ml costa 6,60 euro e la trovate anche qui. Ciro fa anche altre perle rosso (o giallo) pomodoro, dove l’artigianalità italiana trova la sua massima espressione: un concentrato di gusto e semplicità, tradizione e il sole della Puglia dove crescono i suoi pomodori.

Per chi ama i Rossi importanti

Dalla Basilicata con furore arriva Il Sigillo di Cantine del Notaio: il sigillo è un “marchio” destinato a garantire l’autenticità di un documento, come nel caso di questo vino,  Aglianico autentico al 100%  (45 euro, lo comprate qui)   vi saprà conquistare con le sue note di frutti di bosco in confettura, cioccolato e pepe nero. Il Seggio di Poggio al Tesoro, azienda toscana della regina dell’Amareno Allegrini, è un Bolgheri che non ti aspetti, un po’ meno snob e più verace:  croccante e fresco,  richiama i lamponi, le more e il ribes, seguiti da note speziate e da sfumature minerali. Elegante e setoso, ha un bell’equilibrio e costa 16,80 euro, qui.  Infine, Sagrantino. Lo sapete che ho un debole per questo vino, che ti accarezza e poi ti allontana, in un continuo gioco alla “Killing me softly” (il film, ve lo ricordate? Tutto giocato sulla duplice emozione della sensualità e della paura?). Il 25 anni di Arnaldo Caprai è perfetto con la neve, il camino accesso e i vostri pensieri, sulla vita, sul lavoro e sull’amore. Un brindisi perfetto (costa circa 50 euro, lo comprate qui)  anche per dire addio, magari al fantasma di chi vi ha baciato e poi è sparito nel nulla, facendovi sentire “worthless”.  Perché tra Natale e Capodanno si devono anche tirare le somme, bruciare le cose vecchie e preparasi per le nuove in arrivo (sperando che siano migliori 😉 ). Cheers.

Il Pinot Nero per eccellenza

Equilibrio, eleganza e carattere il tutto volto a dare sensazioni che sono uniche e da ricordare. Questo è un vino mitico per i veri intenditori, anche nel prezzo. Lo trovate qui.  

In alternativa, assaggiate il Pinot Nero di tenuta Hofstätter, forse più nota per il suo Gewürztraminer (un’istituzione): i suoi Pinot Nero seguono le orme francesi con personalità e stile (22 euro, lo trovate qui).

L’ostrica regina

È quella di David Hervé e non ne potrete più fare a meno. La mia preferita è la Idéal che vedete qui sopra in foto e che guarda caso è anche protagonista di due cofanetto di Natale in edizione limitata di 500 pezzi ( da 24,50 euro, 18 ostriche) che potete ordinare online direttamente sul sito di Hervé qui dove troverete tutta la gamma delle sue pregiate ostriche a prezzi davvero interessanti.

Caviale? Made in Italy, ovvio!

Non è russo, non viene dal Nord Europa e non arriva nemmeno da una città sul mare: il caviale più venduto nel mondo è italiano. Viene prodotto a Calvisano (Brescia. Le acque dove oggi vengono allevati gli storioni in vasca provengono dalle falde del Monte Maniva) e a Cossolnovo (Pavia) da Agroittica Lombarda, un’azienda che copre il 20% della richiesta mondiale ed esporta in 14 paesi oltre che in Russia con i due marchi Calvisius e Ars Italica Calvisius.

Il tempo oltre alla tipologia di storione e alla qualità delle acque, fanno la differenza. In media, infatti, le uova sino pronte dopo almeno 9-11 anni. Calvisius Tradition classic, Royal, ed Elite si ottengono dallo storione bianco, le uova sono di grandi dimensioni (da 2.9 a 3.4 millimetri) e occorrono mediamente 11 anni di attesa per far sì che le uova raggiungano la massima maturazione. I caviali Ars Italica Calvisius Oscietra Classic, Royal, Imperial si ricavano invece dallo storione russo. Le uova sono di grandi dimensioni (da 2,7 a  3,2 millimetri) e anche in questo caso bisogna aspettare dai 9 agli 11 anni. Il Calvisius Beluga proviene dallo storione Huso huso, è la qualità più pregiata e più famosa, con uova superiori ai 3 millimetri e servono 20 anni di attesa. Una delle due novità si chiama Calvisius Siberian: si ottiene dallo storione siberiano, le dimensioni variano con l’età (tra i 2,2 e i 2,7 millimetri) dell’animale e per ottenerlo servono circa 8 anni. Infine Ars italica Calvisius Da Vinci è un caviale prodotto nel Parco del Ticino, ottenuto dalla specie autoctona italiana storione cobice. Le uova sono caratterizzate da dimensioni medie (circa 2,4 millimetri) e il tempo di attesa è di 10 anni. I prezzi naturalmente non sono per tutte le tasche e li trovate qui.  

Una poesia di prosciutto

Il prosciutto Nonno Moro viene ricavato esclusivamente da suini pesanti allevati in Umbria dal peso vivo medio di 180 kg. Con un’accurata selezione, vengono individuati i prosciutti che verranno numerati ed andranno a comporre una produzione strettamente artigianale quantitativamente non costante, stagionata per circa 22-24 mesi. Il risultato è un prosciutto che è poesia pura, dal profumo delicato e inebriante con un sapore intenso, dolce, che si scioglie in bocca.

Me ne sono innamorata alla prima fetta. Lo trovate qui.

Barolo&Brunello

Che dire di questi due vini che sono due istituzioni dell’enologia nazionale? Nulla, se non che qui andate sul sicuro, ma solo se a tavola con voi sono seduti intenditori in grado di apprezzare vini di questo calibro.

White Winegasm

Attenzione. Questo è un vino che crea dipendenza, che te ne ricordi con nostalgia quando vaghi per la città in cerca di un’enoteca che lo abbia tra le sue referenze, quando lo cerchi nella carta dei vini dei ristoranti e non ne trovi traccia… Così sospiri e scegli altro. Ma lui, il Loibner GV di Weingut Knoll è unico, tentatore come quella mela nell’Eden. Regalatelo, regalatevelo.

Il burro naturale (dolce) di Isigny 

E’ l’unico burro al mondo ad avere ottenuto una certificazione di origine e appena lo assaggerete capirete perché. Si ottiene dalla crema di latte di vacca prodotto nel Bessin e nel Contentin, zona francese nella bassa Normandia. Le vacche da latte utilizzate vengono tenute al pascolo per un periodo minimo di sette mesi all’anno. In seguito alla mungitura il latte viene raccolto tra le 24 e le 48 ore dopo, riscaldato a 40°C e scremato. Dopodiché la crema viene mescolata in tini con il 3/3,5% di fermenti lattici acidificanti e aromatizzanti. Il colore di questo burro è giallo, comunemente definito “bottone d’oro”, facilmente spalmabile con una consistenza omogenea quasi spumosa ed un inimitabile gusto vellutato. Lo comprate qui. 

Tre Champagne fuori dal comune

Farei presto a dirvi Krug, Ruinart, Salon, Grande Dame di Veuve Clicquot, P2 Dom Perignon… La sfida è trovare qualcosa di meno noto ma di simile classe. E qui ve ne presento tre che – spero – non vi deluderanno. Platine di Nicolas Maillart è un Brut 70% Pinot Nero di grande eleganza, etereo, con un tocco di spezie e un carattere citrico che conferisce grande piacevolezza. Un bellissimo champagne a circa 40 euro.  Il Blanc de Craie di Henri Giraud è un blanc de blanc, 100% Chardonnay,  che riposa per un anno in vasche di acciaio inox, ed è aggiunto di un 10% di vino di riserva maturato in botti di rovere di Argonne per un anno. È estremamente sapido e minerale, fresco e con sentori di agrumi, frutta gialla e fiori bianchi. Costa circa 60 euro.  Infine, il più noto della triade, Jacquesson 740, 50 euro per un’effervescenza setosa e finissima con sentori di frutta secca e candita e una piacevolissima base agrumata. Bisogna solo non fare caso   a quel numero che per noi italiani fa tanto dichiarazione dei redditi… 😉

Gli affinati al Fiano, Greco e Falanghina Carmasciando è un’azienda agricola campana nata dall’idea di Angelo Nudo in collaborazione con Feudi di San Gregorio e un gruppo di giovani professionisti intenzionati a produrre formaggi di pecora di grande qualità controllando tutta la filiera: Carmasciando infatti alleva, produce e affina. Interessanti la selezione “Emozioni” con affinamenti in varie tipologie di vino come Fiano, Falanghina, Greco di Tufo e Aglianico. Curiose le Bollicine di mucca e Bollicine di pecora, così come la saporitissima Toma conciata, equilibrata e indimenticabile. I formaggi di Carmasciando li trovate qui.

San Leonardo, il SuperRed made in Trentino

San Leonardo è uno dei quattro vini più premiati dalle guide enologiche italiane, un’istituzione tra i rossi d’haute couture, di gran classe e gran stoffa, ma non scontato seppur rientri tra i grandi vini d’Italia. Costa tra i 50 e i 70 euro, lo trovate anche qui. 

Due Rossi per tutti

Bergamo Vini è una realtà di Motta di Livenza i cui vini sono una scoperta in termini di piacevolezza: io non faccio parte degli enosnob e i vini “furbi”, quelli che strizzano l’occhio al consumatore non troppo intellettuale, mi piacciono se ben fatti come questo Tefa’, blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc da uve leggermente appassite e con un periodo di affinamento in botte, impercettibile al gusto. Il risultato è un vino morbido, “ciliegioso”, pieno ma non troppo prepotente. Che metterà d’accordo tutti, anche la fidanzatina di vostro figlio che preferisce solitamente il Prosecco. Costa 15 euro e lo comprate qui. 

Ed è un bell’esempio di vino ammiccante, ma con stoffa, anche l’Igt Rosso Toscana L’attesa della cantinaLe Bretille a Montepulciano. Uvaggio Sangiovese 65%, Merlot 20%, Colorino 10%, Ciliegiolo 5%, evolve per 12 mesi in piccole botti di rovere e affina 1 anno in bottiglia. Il retro etichetta recita così: Si dice che un uomo possa aspettare tre ore che un pesce abbocchi ma che non riesca ad aspettare un quarto d’ora perché la propria donna si vesta (Anonimo). Bevendo questo Rosso IGT Toscana è facile capire come dietro ogni attesa si nasconda una promessa. Siete impazienti di sapere se l’attesa è all’altezza delle vostre aspettative? Costa 10 euro e lo comprate qui. 

Il Re del Moscato

È lui, il Vite Vecchia di Ca’ d’Gal, frutto della caparbietà di Alessandro Boido e della sua volontà di creare un Moscato come quello che un tempo faceva suo padre: forte di vigneti vecchi 60 anni e della tecnica della surmaturazione, Alessandro crea un Moscato capace di invecchiare addirittura oltre i 10 anni. Lui poi, è una forza della natura, è un sognatore e un testardo. Andatelo a trovare e fermatevi a pranzo nel suo agriturismo a Santo Stefano Belbo (patria di Cesare Pavese), non ve ne pentirete. In alternativa, lo comprate anche online qui, costa 40 euro, quasi dieci volte in più di qualsiasi Moscato d’Asti, ma dopo che l’avrete bevuto capirete perché.

La sapida seduzione dell’Albariño

Sa di litchi, di lime e anche un po’ di frutta tropicale ma in un contesto di sapidità quasi perfetta, chiusa in un corpo medio che dà soddisfazioni insperate. Perfetto con qualsiasi piatto di pesce e anche con carni bianche. L’Albariño,vino della Galicia, Spagna, segnatevelo, sarà uno dei prossimi vini bianchi più di moda nel mondo. Parola di chi ne assaggia svariate decine ogni anno, senza mai essere delusa, specie dalle versioni non barricate. Quanto costa? Pulpo costa 7,80 euro… In Italia neanche l’ombra, ma online lo comprate qui. 

La Spagna in tavola

Dopo l’Albariño, proseguo con la mia ode ai vini spagnoli con questi altri due esempi di veri fuoriclasse. Mauro è un blend di Tempranillo e Syrah, speziato potente ed elegante, con sentori di frutta rossa e nera e note di latte, è prodotto  da Bodegas Mauro, cantina fondata in Castilla – León da quel Mariano García che è un nome sacro all’ interno del panorama vitivinicolo spagnolo: responsabile tecnico di Bodegas Vega Sicilia per ben 30 anni, fino al 1998, anno in cui decide di dedicarsi completamente ai suoi progetti personali. Un must have. Costa 25 euro e lo comprate qui. 

Lalama, invece, è un Ribera Sacra di Dominio do Bibei, in cui troverete ribes, lamponi e ciliegie, maturi e dolci, spunti floreali e vegetali oltre a un evidente carattere minerale, una sfumatura agrumata e anche un delicato aroma di caffè. Una chicca dall’ottimo rapporto qualità/prezzo: costa 15 euro e lo comprate qui. 

Tre bolle d’Italia, per non sbagliare

Del Perlé Zero di Cantine Ferrari e della nuova Annamaria Clementi Ca’ del Bosco ve ne ho già parlato qui e qui.  Per gli amanti del Rosé invece vi consiglio quello di Barone Pizzini, con le sue note di sottobosco come ribes e cassis, e piacevoli sentori di rosa. E’ stato anche campione del mondo, ed è bio al 100% (costa 25 euro e lo trovate qui).

Altre cose utili…
FoodSaver è il sistema di sottovuoto che permette di conservare il cibo avanzato dalle Feste fino a 5 volte più a lungo. Mai più cibo sprecato, quindi, nemmeno a Natale e dopo il Cenone di San Silvestro. Ha dimensioni ridotte, per un ingombro minimo sul piano di lavoro, ed è dotato della modalità “solo sigillatura”, per creare sacchetti della dimensione desiderata, e della modalità umido/asciutto, per mettere sottovuoto anche cibi particolarmente umidi. Il vano porta rotolo e la taglierina integrata, poi, consentono di avere tutto a portata di mano. Prezzo suggerito al pubblico: 149,90 euro

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