Cantina di Soave: «Non per tutti è crisi!», dice Trentini

Cantina Soave è una delle location del film campione d'incassi in Usa, Letters to Juliet, tra poco anche in Italia

La Cantina di Soave, aderente a Fedagri-Confcooperative, chiude il bilancio 2009/2010 con un deciso segno più. A comunicarlo sono stati il presidente di Cantina di Soave, Attilio Carlesso, e il direttore generale Bruno Trentini. Approvato quasi all’unanimità nel corso dell’assemblea di novembre, il bilancio della storica casa vitivinicola veronese ha evidenziato, per l’esercizio appena concluso, un fatturato consolidato di 81 milioni di euro, con una crescita netta del 3% rispetto al fatturato dello scorso anno, percentuale che in termini di valore è pari a 2,700 milioni di euro. Particolare soddisfazione per il fatturato dei vini a marchio azienda che da solo registra un incremento del 16% sul totale rispetto allo scorso esercizio. A quantità le vendite sono ammontate a 120 milioni dilitri con un incremento del 7%. Cantina di Soave – 2200 soci produttori, 6mila ettari di proprietà, un milione di quintali di uva prodotta, 27 linee di pigiatura, 4 linee di imbottigliamento, 12 appassitoi – ha raggiunto quest’anno, in tema di liquidazione delle uve, la cifra di 37.250.000 euro con risultati particolarmente apprezzabili in tema di remunerazione delle uve per la produzione di Soave Classico e di Valpolicella, cresciute in media rispettivamente del +7% e del +3% in rapporto alla vendemmia precedente. In tema di capitalizzazione aziendale il patrimonio netto raggiunge quest’anno gli oltre 47.073.746 di euro, a fronte di un cash flow di 6.211.076 di euro e un utile di esercizio di 1.005.451 di euro. Dal bilancio 2009/2010 di Cantina di Soave – l’azienda controlla oggi il 48% della produzione totale di Soave Doc, il 43% della produzione totale di Soave Classico, il 49% della produzione di Valpolicella Doc, il 70% della produzione di Lessini Durello – si evince che nonostante i conferimenti siano diminuiti rispetto alla precedente stagione, il fatturato risulta in netta crescita: un dato importante questo da leggere in parallelo alle remunerazioni crescenti per le uve destinate alla produzione di Soave Classico e Valpolicella, frutto di una mirata politica di gestione e di controllo delle rese e valorizzazione del territorio.

Sul totale del fatturato consolidato l’imbottigliato cresce in modo netto ed incide per il 58%. Analizzando l’ambito nazionale ed estero la quota di imbottigliato è rispettivamente del 48% per l’Italia e dell’69% per l’estero. Il fatturato estero cresce rispetto allo scorso bilancio e si attesta al 48% sul totale. La Germania si conferma il primo mercato di riferimento con 12 milioni di euro di fatturato per l’imbottigliato con un incremento del 33% rispetto al 2008/2009, seguita dalla Gran Bretagna con 10 milioni di euro di fatturato pari ad un incremento del 4% rispetto all’anno scorso. Boom di vendite anche in Austria (+50%) e Svizzera (+13%). La crescita record si è però avuta nei Paesi Scandinavi, mercati dove Cantina di Soave vende Soave, Valpolicella, Ripasso, Amarone e che quest’anno hanno fatto registrare un incremento delle vendite dell’80% per un valore totale pari a 8 milioni di euro.

«Non per tutti è crisi! Il bilancio di quest’anno – spiega Bruno Trentini, direttore generale di Cantina di Soave – presenta nel suo complesso molti elementi di positività. Nonostante il contesto economico generale non sia dei più rosei, l’azienda ha saputo remunerare il 7% in più i produttori di Soave Classico e il 3% in più i produttori di Valpolicella, un risultato reso possibile dalla accorta e mirata politica di gestione delle denominazioni. A fronte poi di un generale incremento dell’imbottigliato, è evidente la netta crescita delle vendite all’estero segno che, nell’ambito di un mercato globale, Cantina di Soave è in grado di giocare al pari di tutti gli altri competitor. Quest’anno – prosegue poi il dg – abbiamo voluto per la prima volta redigere anche un bilancio sociale: la nostra azienda per essere grande nel mondo deve infatti avere radici profonde e ben salde nel suo territorio. In questa direzione il bilancio sociale che qui presentiamo vuole essere uno strumento per qualificare il nostro ruolo e la nostra capacità di relazione con il territorio, in sintonia con l’esigenza di sviluppare partecipazione e consenso su attività, proposte e progetti».

Ogni 100 bottiglie vendute da Cantina di Soave, 50 sono a marchio aziendale e di queste il 33% finisce all’estero. Il rafforzamento commerciale che rende oggi Cantina di Soave azienda leader in Italia nella produzione e commercializzazione dei vini a denominazione veronese prosegue anche all’estero, sostenuto da importanti premi e riconoscimenti internazionali quali il recente successo al Mundus Vini – il più importante concorso enologico internazionale che si tiene in Germania – dove l’azienda ha conquistato la Gran Medaglia d’oro per il Ripasso Valpolicella Superiore 2007 Doc Rocca Sveva e due medaglie d’oro per l’Amarone della Valpolicella 2004 DOC Rocca Sveva e per l’Amarone della Valpolicella 2007 DOC Rocca Alata. Notizie più che positive anche dal fronte americano, dove Cantina di Soave nel luglio 2009 ha dato vita alla società Cantina di Soave USA, con sede a Clinton nel Massachusetts. Grazie ad importanti azioni di promozione, cresce la conoscenza e l’apprezzamento del Soave negli Stati Uniti. In questa direzione sono numerose le forniture già avviate ad un solo anno dallo sbarco oltre oceano: l’azienda infatti, dopo accurate indagini di mercato, ha lanciato delle linee di prodotto in esclusiva per il mercato a stelle e strisce. Attualmente i vini di Cantina di Soave sono presenti nello stato di New York, New Jersey, Massachusetts, Connecticut, Florida, Illinois, Washington State, Oregon, Texas, California, New Hampshire, Maine, Rhode Island, Minnesota, Montana, Idaho, Arizona.

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Commenti

    • raffaele
    • 30 dicembre 2010

    37 milioni di fatturato liquidato ai soci per un milione di quintali di uva vuol dire 37 euro al quintale sono rimunerazioni da fame o sbaglio se non è crisi questa fate un po’ voi

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