Omaggio a una figura monumentale e pionieristica nel settore enogastronomico e culturale italiano. Ma dopo di lui?
Luigi Veronelli è stato una figura monumentale e pionieristica nel panorama enogastronomico e culturale italiano. Ho assistito a decine di racconti sulla sua attività e su quanto abbia rivoluzionato il modo di concepire, produrre e raccontare il vino e il cibo tra gli anni Ottanta e Novanta.
È stato il primo in Italia a intuire e sostenere l’importanza fondamentale del legame tra il vino e la sua terra d’origine (il concetto di terroir), catalogando e dando dignità ai singoli vigneti (cru) prima che i mercati o le istituzioni riconoscessero tale valore. Ha lottato per sottrarre il vino e i prodotti della terra alla loro dimensione puramente alimentare o industriale, elevandoli a veri e propri beni culturali, frutti della civiltà contadina, della storia e della fatica dell’uomo. Ha inventato un nuovo linguaggio della critica, fondato sull’indipendenza di giudizio, sulla competenza rigorosa e sulla polemica civile contro le omologazioni industriali e le sofisticazioni alimentari.