Commenti a: LeMilleBolleBlog: produttori di TrentoDoc, affogate Ziliani! https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/ by Francesca Negri Thu, 13 Mar 2014 10:47:19 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.3 Di: Trentino Wine Blog » Affoghiamo (nelle parole) i produttori di Trentodoc https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-15736 Mon, 02 Jan 2012 17:20:57 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-15736 […] di Rondò BB in Cronache Enoiche, Scortesie moser padri parole pgh roccabruna tretodoc Produttori di Trentodoc, affogate Ziliani! Scriveva così (con un colpo di genio), qualche tempo fa, una brillante giornalista di settore sul […]

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Di: TRENTINO WINE BLOG » Affoghiamo (nelle parole) i produttori di Trentodoc https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-15544 Sat, 17 Dec 2011 14:42:49 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-15544 […] Produttori di Trentodoc, affogate Ziliani. Scriveva così, qualche tempo fa, una brillante giornalista di settore sul suo altrettanto brillante blog . Poi, non so bene come sia andata a finire. Di sicuro Ziliani non è affogato e i trentodoc, però, li ha assaggiati quasi tutti.  Ma oggi mi permetto di giocare su quel titolo – indovinatissimo, perché metteva a fuoco un problema serio di comunicazione del mondo trentodoc -, per dire: prima di affogare Ziliani nelle bottiglie di Trentodoc, affoghiamo (transitivo) i trentodocchisti nelle parole. Anzi in una sola parola: T R E N T O D O C. Mi viene da dire questa cosa, dopo aver letto, poco fa, l’intervista rilasciata giovedì (ma io ero fuori Trentino e quindi la commento oggi) dal neo eletto vice presidente dell’Istituto di Tutela, il giovane Carlo Moser. Ordunque, nel corso di tutta l’intervista – pubblicata su L’Adige e firmata da pgh, una delle poche penne che oggi in Trentino valga la pena di leggere senza dover far fatica ad arrivare in fondo –, il giovane vice di Zanoni, 27 anni e un curriculum già lungo così: Bocconi, Procter & Gamble e tanto altro -, usa la parola “trentodoc” una sola volta. Mentre usa due volte quell’inascoltabile e illeggibile e inefficace sinonimo (?) che è “bollicine”. Etimologia discotecara da anni Ottanta, per riassumere tutto quanto assomigli più o meno vagamente ad una bevanda frizzante. Trentodoc compreso, almeno nella weltanschauung moseriana. Per fortuna a colmare il gergo pauperizzato di Carlo, c’è l’ottimo pgh che invece nel testo usa la parola “Trentodoc” per ben sei volte. Pgh, santo subito! Il giovane rampollo moseriano, poi, insiste sul concetto e lo argomenta pure: “I giovani le bollicine – di vario tipo – le amano e le consumano”. Di vario tipo appunto. Ma non basta: l’intervista si chiude due a uno per bollicine contro trentodoc, due a uno anche per metodo classico contro Trentodoc e ancora uno a uno per spumante versus trentodoc. Insomma una disfatta per il nostro marchio di riferimento. Almeno a guardare la grigia contabilità delle parole. Che saranno pure parole. Ma le parole sono importanti. E soprattutto “sunt consequentia rerum”, insegnava Giustiniano parlando di nomina (il nome trentodoc, appunto). Bene, la contabilità finisce qui. E non mi sembra incoraggiante, soprattutto perché viene da un giovane che in giro per il mondo si è occupato di marketing ad altissimo livello (“Da tanti anni credo nello spumante metodo classico, un prodotto forte che può farsi strada. L’esperienza in P&G – un vero tempio del marketing, loro lavorano per costruire brand che sono sul mercato da tantissimi anni – mi ha insegnato che un brand forte richiede un prodotto di qualità alla base, su cui innestare una comunicazione coerente e alimentata costantemente. Tra i metodi classici noi a Trento abbiamo il migliore, ma non tutte le aziende sono state capaci di comunicare questa superiorità al consumatore”). C’è solo da sperare che questa volta alle parole (bollicine) non seguano i fatti. Ma non finisce qui, invece, la lectio moseriana. L’ottimo pgh, infatti, poi riesce a fargliene dire un’altra di quelle memorabili, al giovane vice alle prime armi. In coda all’intervista sul trentodoc, gli chiede “Voi Moser su cosa puntate?” e Carlo, che da un paio d’anni ha il brevetto di volo e che forse stava ancora veleggiando oltre i picchi e le vette, risponde: “Sull’essere azienda agricola che produce vino da uve proprie, con una location unica, e la vicinanza alle Dolomiti che va sfruttata per distinguerci dagli altri metodi classici italiani”. Le Dolomiti? Ma come le Dolomiti? Oddio, ma allora vuoi vedere che anche questa volta, come quasi sempre, hanno avuta ragione quei due mattoidi creativi a cui il Trentino dovrebbe fare un monumento e che rispondono al nome di Mario Pojer e Fiorentino Sandri. Che dal brand/denominazione trentodoc se ne sono sempre stati lontani come dalla peste e i loro ottimi metodo classico, invece, li hanno affidati all‘Igt delle Dolomiti. Insomma, voglio dire, già nel mondo Trentodoc mi pare la confusione (a partire dalla web site) regni sovrana. Ora, non ci si metta anche Carlo a peggiorare la situazione, introducendo la variante/variabile delle bollicine dolomitiche. […]

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Di: Geisha Gourmet https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-1487 Wed, 04 May 2011 02:44:07 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-1487 In risposta a Primo Oratore.

Puoi pensarla come vuoi. Ma io ho il diritto di farti presente che qui non si tratta di caval donato, ma di lavoro. L’invio da parte delle aziende, di vino o altri prodotti, non e’ assenza di liberta’ giornalistica se sei un giornalista che fa il suo lavoro meglio possibile. E per l’azienda che ti invia campioni chiedendoti un giudizio spassionato, non e’ ricerca di marchetta. Ma del resto tu che ne sai? La saggezza popolare del detto che citi rientra negli esempi della buona educazione, mi spiace ma non e’ pertinente. Gli argomenti sono altri e diversi da qs.

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Di: Primo Oratore https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-1482 Tue, 03 May 2011 21:05:37 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-1482 Mi scusi se sarò un po’ prolisso, ma se avrà pazienza espimerei così il mio pensiero:
un professore di diritto amministrativo (eh sì, ho studiato legge, che vuole farci) per spiegare il concetto di terzietà faceva questo esempio: “se invito a casa un amico e gli offro una bella cena è difficile che dopocena egli faccia un commento negativo sul nuovo quadro che ho appena appeso in soggiorno”.

Per questo la proposta di “affogare” (a parte il cattivo gusto) Lei, egregio dott. Ziliani, di inviti a bere spumante trentino, e la citazione del chiaro esempio delle cantine della Franciacorta che sarebbero ben liete di inviare bottiglie a domicilio dei giornalisti affinchè possano gustarsele in santa pace mi ha dunque suscitato alcune perplessità.
Ora, Lei Ziliani, come ognun sa, tiene due blog uno in generale sul vino (vinoalvino.org) e l’altro sullo spumante (o come lo si voglia chiamare) (lemillebolleblog.it): sono due blog semplicemente strepitosi a causa del peperoncino e della vis polemica che si trova in quasi tutti i post. Non che io condivida sempre ciò che c’è in quei post, anzi spesso non condivido affatto; ma nel suo caso volterrianamente “darei la vita” (diciamo …) affinchè Lei possa esprimere le sue opinioni, anche perché lo fa con una scrittura veramente magistrale.
Lei Ziliani, inoltre, nel suo blog, dimostra di essere una persona veramente autonoma dal momento che ha affidato la pubblicità del suo sito ad un network di raccolta che gli consente di evitare di perdere la sua indipendenza. Ma quanti blog ci sono come il Suo? E quanti sono come Lei? Per giunta è Lei stesso che mi sta dicendo che 9 riviste su 10 non fanno giornalismo ma pubblicano redazionali!
Però, per chiarire meglio, c’è il caso della rivista Porthos, che sarà evidentemente fatta da “integralisti” (se si può usare un termine del genere per una rivista di vino, ma chiedo perdono se non mi viene in mente adesso un termine più adatto e meno impattante) mi pare -vado a memoria- dichiara fin dal proprio manifesto di rifiutare pubblicità di vino, proprio per mantenere la propria indipendenza. E le degustazioni vengono fatte su bottiglie acquistate dalla rivista, rifiutando le bottiglie inviate dai produttori anche perché in qualche caso c’è dietro l’angolo il rischio che vengano inviate solo bottiglie selezionate. Credo che costi caro, in termini di raccolta pubblicitaria, ma quanto ad autorevolezza chi può dubitare qualcosa? Ne conviene?

Cosa posso dunque pensare di chi teorizza l’invio di bottiglie di vino (gratis?) al fine di sollecitare un giudizio? Io ritengo che la tesi dell’indipendenza di giudizio che comunque verrebbe garantita in sè dalla autocertificazione del giornalista, che se non ho capito male è proprio la tesi sua, sul piano teorico possa essere forse un tantino indebolita. Perchè o si ha la sua statura culturale, di esperienza e di autorevolezza, altrimenti mi lascia perplesso: potrò dirlo? Anche perchè, a contrario, che cosa spinge una cantina ad inviare gratis bottiglie ad un giornalista -Lei escluso, come dimostra anche il Suo post di oggi sulla S. Margherita- se non la speranza di un giudizio indulgente?

Orbene, diciamo che so benissimo che il mondo va così: che sarà mai se una cantina regala un paio di bottiglie ad un giornalista? E che sarà mai se questi esprime il suo giudizio: in maniera obiettiva, s’intende?
Quanto al fatto che lo faccia tutto il mondo mi sa tanto una specie di riesumazione della teoria del consensus gentium, che come è stato ampiamente dimostrato non dimostra un bel niente: anche se tutti lo fanno non significa che sia giusto.
Però, che vuole, io non mi rassegno a cose così, sono cose che non mi piacciono, anche se le travestiamo con nomi inglesi tipo marketing, o pierre.
Sbaglierò tutto, come mi ha bacchettato la Geisha ex cathedra, ma piuttosto che farle tutte giuste così …

Proprio per dimostrarle la mia ammirazione e la mia gratitudine sincera, prometto che Le lascierò l’ultima parola, se la vorrà, ed io non replicherò ad una sua eventuale conclusione, che le spetta, anche perchè, come diceva Karl Kraus in un altro contesto, la differenza che nel campo del vino c’è fra lei e me è la stessa che c’è fra l’epos (Lei) e l’epigramma (io).
La ringrazio di aver interloquito con me.

Cordialmente, e con sincera ammirazione, Primo Oratore – Giorgio Cestari

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Di: Franco Ziliani https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-1478 Tue, 03 May 2011 17:53:15 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-1478 Primo oratore, lego ora che secondo lei la mia indipendenza verrebbe messa in dubbio dal fatto che non sempre degusto vini che acquisto, ma vini che vengono proposti come campione per degustazione dalle aziende produttrici. Non le rispondo, perché credo che la mia indipendenza e la mia storia di giornalista del vino, attivo da oltre 25 anni, non venga nemmeno sfiorata dalle sue parole.
Le faccio notare che in tutto il mondo funziona così e che 9 su 10, comprese le varie guide, si degustano vini che vengono proposte come campioni dalle aziende. Se poi pensa che per questo fatto si sia obbligati a parlare automaticamente bene dei vini degustati, il problema é solo suo, della sua indipendenza, che evidentemente é scarsa…
Io a cavalli donati guardo in bocca e ovunque e se non li trovo di mio gusto lo dico liberamente e chiaramente

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Di: Primo Oratore https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-1462 Mon, 02 May 2011 21:33:46 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-1462 Mai messo in dubbio l’onestà e la passione e tutto il resto di nessuno, ci mancherebbe; ma se la saggezza popolare dice “a caval donato non si guarda in bocca”, ci sarà un perchè.
Eppoi scusami cara GG ma non pensarla come te è un errore?
Saluto, PO

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Di: Geisha Gourmet https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-1461 Mon, 02 May 2011 21:04:08 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-1461 In risposta a Primo Oratore.

Ah beh, perchè se si pensa che si è obbligati a parlare bene di vini che si ricevono in degustazione, certo. Ma il nostro lavoro non è questo. Non è scrivere bene, ma scrivere il nostro giudizio, buono o cattivo che sia. Con più onestà possibile. Con passione. Ovviamente, in questi casi, con gusti personali, ma che sono quelli che ci fanno più o meno apprezzare. Caro Primo Oratore, hai proprio sbagliato tutto.

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Di: Primo Oratore https://geishagourmet.com/lemillebolleblog-produttori-di-trentodoc-affogate-ziliani/#comment-1453 Mon, 02 May 2011 06:38:08 +0000 http://geishagourmet.com/?p=2512#comment-1453 Io sono un grande estimatore del Blog di Ziliani (tutti e due), ne apprezzo la verve di polemista e l’atteggiamento perpetuo da Bastian Contrario. Però il divertimento finisce qui.
A quello che scrive non credo moltissimo, commenti pure quello che vuole, io continuerò a divertirmi ed a stimare la sua penna: il suo gusto un po’ meno.
Anche perchè, proporre di far commentare a qualcuno spumanti che gli vengono regalati, sai che indipendenza! Resta solo la resistenza attiva della Rivista Porthos.
Certo, se basta che se ne parli …
Saluto, PO

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