La storia (che non c’è) nel bicchiere

Non c’è pubblicità od operazione di marketing che batta, per il vino, i consigli dei sommelier. Sono loro i primi ambasciatori del nettare di Bacco, loro che consigliano il cliente inesperto e sanno “tentare” quello più smaliziato, sono loro che fanno la carta dei vini e che propongono le bottiglie che ritengono più interessanti. Il ruolo del sommelier, insomma, è stato sempre fondamentale e strategico, ma in un momento di crisi profonda del mondo del vino come quella che stiamo vivendo lo diventa ancora di più. Certo, quel linguaggio da esperti che si dice allontani la gente, curioso al punto da diventare anche oggetto di caricature da cabaret, andrà rivisto, ma questo, ora, è il problema minore.

Per un sommelier italiano il massimo riconoscimento – l’Oscar, se si parlasse di cinema – è il Premio Migliore Sommelier Professionista d’Italia  dell’Associazione italiana sommelier (Ais), che quest’anno è stato lanciato con una novità, annunciata così dal presidente Ais Terenzio Medri: «Il Trofeo assume la denominazione ufficiale di “Premio Franciacorta” per sottolineare [Read more...]

La cultura, senza orgoglio, del canederlo

Oggi il Corriere del Trentino mi ha assegnato il grande onore di fare il mio primo articolo di commento. Eccolo qui.

LA SOCIOLOGIA DEL CANEDERLO

Per cercare di spiegare dove risiedono le difficoltà della ristorazione locale, bisogna mettersi la mano sul cuore ed ammettere che il Trentino ha un problema anzitutto sociologico. Partiamo dal low profile che i trentini seguono esasperatamente: mai dichiarare che le cose vanno bene, mai raccontare del viaggio ai Caraibi e guai a girare per città con auto vistose. Io non ho mai visto così poche borse di Luis Vuitton in giro per il Trentino, quando in tutto il resto d’Italia ormai le usano perfino come borsa da spiaggia. Non è il benessere che ci manca. È una questione di non voler apparire, per non suscitare le invidie, per non far parlare di sé. Ecco perché Trento è una delle pochissime città che non ha negozi d’alta moda: chi può, va a comprare a Verona o a Milano, senza essere visto dal vicino di casa. Allo stesso modo, chi può spendere in ristoranti d’alta cucina non va in quelli cittadini, ma esce dai confini regionali. Un controsenso? Chiedete ai ristoratori e ve lo confermeranno. E questo, per loro, è il primo problema: perché se la domanda va via per “nascondersi”, l’offerta, già satura, va in panne. Altro problema sociologico è [Read more...]

Quasi come Ground Zero. Trenta ristoranti di Trento in vendita e in Alta Badia c’è chi dice addio

Ecco la faccenda, nel mio pezzo di oggi sul Corriere del Trentino. Dopo il vino, anche questa, che ieri mi ha costretto a non approfondire il discorso Casa Girelli & La Vis, ma se leggete, capirete il perchè.

Sono almeno trenta i ristoranti in vendita solo a Trento e sobborghi. A dirlo è il presidente dei ristoratori locali, Danilo Moresco. Tra questi c’è anche lo storico ristorante Chiesa di Trento. Ma anche in Alto Adige le cose non vanno meglio: dopo la chiusura di alcuni locali noti e stellati, come il Tilia di Vandoies di Sopra o il Kaiserkron di Bolzano, ora la notizia è che il notissimo chef Claudio Melis, a settembre lascerà i fornelli de La Siriola di Armentarola.

TRENTO: TRA I TRENTA C’è ANCHE IL CHIESA

«Sono pronto a metterlo nero su bianco: a Trento ci saranno almeno una trentina di ristoranti in vendita. È un momentaccio per il nostro settore, i margini sono risicati e basta una sbavatura nella gestione per creare faglie irreparabili nei bilanci». Trenta locali, su un totale di circa 130 in città e sobborghi, i cui proprietari hanno detto basta e vogliono cambiare vita. Un segnale [Read more...]

Vacanze all’ombra di un vigneto

Eccomi qui a condividere con voi la mia prima, e spero non l’ultima (!), copertina per il mensile Vie del Gusto di luglio 2010.

E qui il pezzo, che parla di vacanze tra le vigne… Ma l’invito è quello di leggerlo stampato, nero su bianco, sul giornale, in edicola in questi giorni.

Wellness da Duca di Dolle

TOSCANA

La zona del Chianti non è altro che un fazzoletto di terra isolato, dal paesaggio armonioso e dalle colline che velano e svelano angoli di rara bellezza, dove regna la quiete e la poesia. Situata nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena, è questa la zona di produzione di uno dei vini più famosi ed amati del mondo, il Chianti Docg (denominazione di origine controllata e garantita), [Read more...]

Lo Basso e Alpenroyal. Il mio secondo libro Gribaudo in libreria

A dire il vero, io devo ancora vedere la versione cartacea… Ma so che è già uscito da qualche giorno in tutte le librerie d’Italia… E’ il mio secondo libro con Gribaudo ed è dedicato alla cucina di Felice Lo Basso, giovane emergentissimo chef pugliese trapiantato in romagna per amore e in Alto Adige per lavoro. Felice Lo Basso. La grande cucina dell’Alpenroyal è una raccolta non solo delle più belle ricette del cuoco, ma anche una dissertazione, credo estremamente attuale, di come si possa fare cucina gourmet per grandi numeri. E poi c’è lo scenario del bellissimo hotel Alpenroyal e del suo proprietario Hannes Prinoth. Ora l’hotel ha aperto anche un ristorante per esterni. Non lasciatevelo sfuggire.

Qui una breve descrizione del libro.

Molto personale, d’intuizione, di fantasia, solare… e minuziosamente attenta alle materie prime: questa è la cucina di Felice Lo Basso. Al ristorante dell’hotel Alpenroyal, in Alta Val Gardena, lo chef è riuscito a conciliare la necessità di servire una clientela numerosa, con mille desideri ed esigenze, con la soddisfazione di offrire [Read more...]

Formentera: mini guida da gourmet

Chi mi conosce lo sa. Ho un debole per Formentera. E chi ci è stato, può capire perché. Atmosfera africana, mare cristallino, relax assoluto ma senza la sensazione di essere dispersi nel nulla, locali easy chic, ma veramente easy chic, dove quello che conta è l’atmosfera e la qualità del cibo. Ovviamente non dappertutto, ma nei posti dove vado io è questo l’imperativo.

La mia spiaggia è quella di Juan i Andrea, a Illetas, nel parco naturale dell’isola. Un ristorantino degli anni  Sessanta, tavoli in legno e sedie di plastica, dove mangi con i piedi nella sabbia caldereta de langosta (una specie di sugo al pomodoro con soffritto, dove è immersa l’aragosta) o astici ed aragoste all’aglio spendendo mai meno di 200 euro a testa. E’ il posto più famoso di Formentera, perchè se c’è un vip è lì che lo troverete, o a pranzo o nella loro spiaggia attrezzata, che è quella che frequento io. L’hamaquero, quello a cui rivolgerti nella speranza che ci sia un ombrellone, si chiama Nicola. Gli ombrelloni sono sempre blindatissimi, ma forse per gli amici di GG Nicola potrà fare qualcosa ;) .

Se sto più di una settimana, di solito prendo in affitto un appartamento. Mi piace troppo cucinare con i prodotti dell’isola, con il [Read more...]


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