http://geishagourmet.com/2011/10/08/slow-wine-bastona-le-cantine-sociali-trentine-ecco-tutti-i-vini-ditalia-secondo-la-guida-di-slow-food/

Vinho lento clubes sociais Trentino adegas. Aqui estão todos os vinhos da Itália, de acordo com o guia de comida lenta

por Sábado, Outubro 8, 2011

«O mundo do vinho Trentino vive uma estranha dicotomia: o 90% produção de vinho é controlada por cooperativas, Eles são muitos pequenos e minúsculos produtores uvas na região. O mundo da cooperação no passado desempenhou um papel muito importante para o território: garantidas a segurança e rendimento para muitos agricultores que, possedendo pochi filari, non avevano intenzione di dedicarsi alla trasformazione delle uve. Di recente, Embora, strategie commerciali poco felici e incomprensibili desideri di crescita nelle dimensioni hanno portato questo mondo produttivo a un momento di crisi, con la conseguente diminuzione della redditività per i soci. D’altro canto, resta la produzione dei piccoli vignaioli indipendenti che, se nei numeri sono assolutamente minoritari – gestiscono tutti assieme il restante 10% del territorio vitato –, hanno invece un ruolo primario per qualità dei vini e immagine trasmessa all’esterno. I vignaioli tengono alto il nome di una regione che altrimenti sarebbe considerata semplicemente un luogo di vini di discreta qualità proposti a prezzi assai contenuti».

Hanno detto niente

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8 Respostas
  • curioso
    Outubro 11, 2011

    Cara Geisha,abbiamo letto che è stato presentato il Piano Vino 2012. Se là dentro trovassimo risposte a questa situazione, saremmo a buon punto, Não? E se il piano è finanziato totalmente da fondi pubblici dovremmo poterlo vedere, o no? Hai risposte?

    • Gueixa gourmet
      Outubro 11, 2011

      Caro Curioso, attendo come te di vederlo, seppur sia poco in Trentino in questo periodo turbolento di tourbillon di eventi… Mas, se per caso passando su qualche scrivania tu lo avvistassi, ti prego di farmelo avere subito 😉

  • curioso
    Outubro 12, 2011

    Cara Geisha, da quello che ho sentito dire, il Piano 2012 ripropone pari pari obiettivi, strategie ed azioni simili al 2011. Spero tanto che non sia vero. Sia perchè il Piano di quest’anno non ha dato i risultati attesi, con buon pace dell’autocelebrazione, sia perchè con la crisi perdurante (con buona pace di chi dice che ne siamo già fuori) c’è bisogno di ben altro. Ossia di prendere finalmente il sacco in cima, rivedere il tutto, dalla vigna alla bottiglia e non limitarsi al maquillage della promozione pagata da tutti noi.

    • Lizzy
      Novembro 28, 2011

      Rivedere il tutto, dalla vigna all bottiglia, sarebbe un ottimo programma. Peccato che se ne vedrebbero gli effetti sul mercatoe quindi nelle tasche dei produttorida qui a una decina d’anni, pelo menos. “Rivedere viticoltura, enologia, marketing”, insomma TUTTO, in una zona vinicola è un’operazione che richiederebbe più tempo di quello che chiunque, nella fliera, possa permettersi di aspettare. E’ (até mesmo) per questo che operazioni così radicali vengono continuamente rimandate, e difatto mai messe in pratica.
      Ciò premesso, concordo con il fatto che la promozione non basta. Soprattutto quando a farla sono (especialmente) gli enti pubblici, e a pagarla, pure.

  • Gueixa gourmet
    Outubro 19, 2011

    Lo sai che sono d’accordo sempre con te

  • Scocciato
    Outubro 22, 2011

    Hai ragione CURIOSO c’è bisogno di ben altro eccome.
    Qui siamo rimasti solo in quattro a spaccarci la schiena a lavorare in campagna, tutti si sono cercati il posto in banca come diceva Venditti, il lavoro comodo in Provincia, chi dai sindacati agricoli, chi alla camera di commercio, chi all’istituto agrario ecc.
    Bastaaaaa non se ne può piùùùùùper ogni agricoltore ci saranno dietro cento controllori che non fanno un bel niente ma costano, eccome se costano,
    e li abbiamo sulle spalle noi agricoltori in quanto ci portano via tutti i soldi stanziati per l’agricoltura sia dallo Stato che dalla PAT che dall’ Europa, e poi sui giornali si parla di un agricoltura trentina che vivrebbe solo di contributi pubblici, è una balla i soldi dei contributi se li portano via loro con i loro stipendi da favola e a noi non arriva nulla.
    Per favore liberateci di questi parassiti.
    Hanno un bel dire il Salamini o il Petrini ai giovani di fermarsi a lavorare la terra, che ci mandino questi nostri parassiti a lavorare la terra ma per favore finiamola con sti controlli i-nu-ti-li altrimenti qui salta tutto.

    • graffo
      Novembro 25, 2011

      ci vorrebbe un buon antiparassitario

  • Curioso e preoccupato
    Novembro 12, 2011

    Speravo che, dopo tutti questi mesi, dal cilindro si tirasse fuori una soluzione all’altezza dei tempi grami che stiamo attraversando; invece su 16 personaggi solo due rappresentano i vignaioli singoli e nessuno direttamente quelli delle cooperative di primo grado che, se non vado errato, costituiscono i due terzi dellaforza lavoro in vigna. Come ho detto in altra parte di questo blog, come si può sperare che personaggi che debbono rispondere ai potentati industriali possano farsi carico dei viticoltori e del territorio?

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