http://geishagourmet.com/2011/03/29/vini-in-afora-incontro-a-torino/

Afora os vinhos: reunião em Turim

por Terça-feira, Março de 29, 2011

Falando de vinificação anfora pensei que é executado na Geórgia, considerada que o berço da vinicultura mundial para os arqueológicos interessantes restos encontrado na parte sul do país. A história do vinho georgiano foi marcada por várias fases que atravessou o país, Desde a adopção do cristianismo no século IV, na idade média, alla filossera per arrivare alla fine del XX secolo quando venne promossa in vasta scala una campagna antialcol e l’embargo imposto dalla Russia. De 2005 la superficie vitata è in crescita, molte famiglie producono piccole quantità di vino per uso sostalzialmente privato. Ma è la tecnologia di vinificazione in anfora, il ruolo dell’anfora come contenitore energetico ad incuriosire, anche se questi vini rimangono una proposta di nicchia, indirizzata a consumatori esperti.

La delegazione di Torino e provincia dell’Onav ha organizzato per giovedi 31 Março de 2011 no 21 All’Hotel Diplomatic di via Cernaia 42 una speciale serata per conoscere e degustare alcuni vini prodotti con questa arcaica metodologia. A partir de 2000 alcuni produttori italiani, come Gravner ed il Castello di Lispida, hanno iniziato a produrre vini seguendo pratiche di vinificazione utilizzando le grandi anfore (kvevri) che sono modellate a mano senza usare il tornio e cotte in speciali forni.

Alla serata sarà presente il dott. Donato Lanati, enólogo, ricercatore e fondatore di Enosis Meraviglia, centro servizi e ricerca in enologia e viticoltura, di Fubine (Al) che ha partecipato alla realizzazione del vino Alaverdi di Badagoni.

I vini in degustazione saranno:

Vini Italiani: Ribolla Anfora e Breg Anfora di Gravner Gorizia; Vitovska Vodopivec Trieste; Tocai Amphora del Castello di Lispida Monselice; Chirsa Cabernet Superavi – Tenute Toscane di Bruna Baroncini

Vini Georgiani: Alaverdi e Kakhetian noble – Badagoni

Inoltre un vino sperimentale, un moscato senza solforosa. Si tratta di un progetto di archeologia sperimentale della durata di 3 anni presentato dal dott. Pierstefano Berta.

 

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