Le 5 regole dell’orgasmo enogastronomico perfetto

Preparatevi, perché il 31 luglio bisogna festeggiare: sarà, infatti, la Giornata mondiale dell’orgasmo, ma come ben sappiamo, di orgasmi, oltre al sesso, ne esistono di vari tipi  e, tra questi, c’è sicuramente quello enogastronomico.

Ci sono vini che possono essere definiti “sesso liquido” (e se avete letto i miei romanzi lo sapete bene, se non li avete letti, recuperate con Tutta colpa di un Ruinart Rosé, lo comprate qui), ci sono cibi capaci di farvi venire i brividi come un bacio sul collo.

Il punto è che, se siete dei wine lover o dei food lover navigati, raggiungere l’orgasmo enogastronomico per voi – come per me – sarà davvero sempre più difficile. Perché più siete abituati a bere e mangiare cose buone, più ne cercherete di ancora meglio e non parlo di qualità: parlo di quel qualcosa di indefinibile che è capace di mandare in visibilio i vostri sensi. E non occorre uno chef super stellato per farlo, potrebbe essere anche una pizza fritta dell’Antica Friggitoria Masardona. Non occorre un Bienvenues Bâtard Montrachet Grand Cru di Régnard, basta un Feldmarschall di Tiefenbrunner.

Se, quindi, siete a caccia di orgasmi enologici e gastronomici, ecco le mie 5 regole perfette per cercare di ottenerlo più spesso possibile:

  1. Al bando le aspettative. Lo sappiamo bene, sono maledette: vai a mangiare da Bottura ed esci deluso, perché dallo chef numero uno al mondo ti aspetti un livello di godimento altissimo e purissimo… Non avere aspettative, è la cosa migliore: il rischio che si corre è quello di venire stupiti positivamente, e questo è già un gran successo. Potrebbe pure capitarvi di innamorarvi…
  2. Tradisci spesso, per tornare più innamorato di prima. Assaggiare più cose nuove possibile fa parte dello spirito più femminile che maschile, ma è il segreto per la lunga felicità enogastronomica: se è vero amore si tornerà sempre dai propri vini e cibi preferiti. Altrimenti, per un vino o un ristorante depennato, ce ne sarà certamente un altro pronto a prendere il suo posto. La sfida è aperta, only the brave.
  3. I consigli degli esperti non sono legge. Nel vino e nel cibo, come in amore, la regola principale da tenere sempre a meno è che in primis quello che è da assecondare è il vostro palato. Un esempio su tutti che mi riguarda: è opinione diffusa tra gli esperti che i vini in anfora siano eccezionali, e non capisci nulla di vino se non li apprezzi anche tu. Bene, probabilmente capisco poco di vino, visto che i vini in anfora proprio non li capisco e non mi danno nessuna emozione quando li bevo.
  4. Lasciatevi andare, senza sensi di colpa. Ovvero siate sempre aperti a sperimentare cose nuove, non ponetevi limiti, archetipi o preconcetti. Alla mal parata, se quello che avete scelto non vi piace, ordinerete un’altra bottiglia o un altro piatto. E concedetevi i piaceri enogastronomici almeno una volta alla settimana, senza sensi di colpa. Non è un bicchiere di vino che fa ingrassare…
  5. Dare, dare, dare. Non so voi, ma a me il piacere si amplifica se condivido un vino, una cena preparata da me o una serata al ristorante con le persone giuste.

E mi raccomando, non fingete mai un orgasmo enogastronomico, come non dovreste – a mio avviso – fingere mai un orgasmo con il vostro partner… E invece capita spesso, come ci dice LELO, il marchio di piacere leader nel mondo, con i risultati dell’indagine globale “World Cup of Sex”, dalla quale è emerso che quasi la metà degli adulti sessualmente attivi (ben il 47%!) ha simulato un orgasmo. Ci sono anche altri dati divertenti, che vi faranno scoprire qual è la nazione più promiscua, quella con le performance più lunghe e quella a cui piace di più “giocare”. Leggete tutti i risultati qui.

Game on. Live yummy. 😜

Le donne appartengono a un sesso che non conosce la stanchezza del piacere

(Héctor Abad Faciolince)

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