イタリアで作られたビール. ここではどのように行って、 2012

投稿 (火曜日), 9 月 10, 2013

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また、 2012 続けたイタリアのビール業界, 減速しながら, 開始成長動向 2010. インプラント (16 産業プラントについて 500 醸造) 国立にある領土を生産しています。 13.482.000 ビールのヘクトリットル, 等しい +0,5% に関して、 2011 (13.410.000 HL). これらの, 1.990.000 (、 14,8% 合計の) エクスポートされました。, 一方、残りの部分を満たす 65,1% ビールの国内需要, ほとんど 17.636.000 HL (-0,5% に関して、 2011. 絶対値で, 生産 2012 今まで最高の 2 番目の結果は、します。, 後、 13.673 何百万ものヘクトリットルの 2003, それは金融危機以前の値への復帰をマークします。 2009. ストレスからその他のデータ, 、 65,1% 国立の醸造部門で覆われて国内市場シェアを示します開始成長傾向の強化 2010 (63,5%) 継続 2011 (63,9%). 良いモルトの製造の結果も, リフト 649.140 キンタル/へ (+3,1% 比較して 629.681 の 2011), イタリアの醸造業界でいつものように完全に吸収されます。.

レコードのすぐ下をエクスポートします。 2011

、 1.990.000 ヘクト リットルでエクスポート 2012 最高の 2 番目の結果は、これまで, 後、 2.086.000 ヘクトリットル 2011 (-4,6%), まだ二重に記録 2007 (1.068.000 HL). Segno che la birra prodotta in Italia si pone ormai sul mercato mondiale come un valido rappresentante del grande, e unanimemente apprezzato, “Made in Italy” agroalimentare. In termini di destinazioni, に関して、 2011 è diminuita la quota assorbita dal mercato UE (差出人 74% アル 66%), nel quale la Gran Bretagna continua a fare la parte del leone con oltre 1 milione di ettolitri; fra i Paesi extra-europei, da segnalare le performance di Stati Uniti (さらに 217.000 HL, +16% 上 2011), オーストラリア (以上 20.000 HL, +53,8%) e Sudafrica (ほぼ 205.000 HL, +66%): tutti Paesi anglofoni dalla grande tradizione birraria.

DIMINUISCE L’IMPORT, DOPO TRE ANNI

で 2012 sono stati importati 6.144.000 ビールのヘクトリットル, -3,9% rispetto al valore record del 2011 (6.391.000) と -2,5% 比較して 6.304.000 投稿 2010. Il principale Paese esportatore di birra in Italia si conferma la Germania, con quasi 3.200.000 ettolitri pari al 52% 合計の, seguita da Paesi Bassi (9,7%), Belgio/Lussemburgo (7,4%), デンマーク (5,3%), スロベニア (4%) e Gran Bretagna (3,4%). Complessivamente l’Italia continua ad importare dagli altri Paesi UE la quasi totalità (96%) del fabbisogno di birra non coperto dalla produzione nazionale, 等しい 34,9% del mercato domestico.

MIGLIORA LEGGERMENTE IL SALDO COMMERCIALE

La somma degli andamenti dell’export e dell’import ha fatto sì che nell’ultimo anno si sia attenuato (-3,5%) il tradizionale saldo commerciale negativo del mercato birrario italiano, sceso dai -4.305.000 ヘクトリットル 2011 宛先 -4.154.000 ヘクトリットル 2012. Una ulteriore accelerazione del trend registrato nel 2011, anno in cui l’import era diminuito del -1,9% 前年比

と, SOPRATTUTTO, CRESCE L’OCCUPAZIONE

Come si vede, i valori economici registrati dal settore birrario nazionale risultano sostanzialmente stabili rispetto al 2011. Ma c’è una rilevante, positiva, eccezione: l’occupazione diretta è cresciuta da 4.520 宛先 4.700 addetti, 等しい +4%, e anche quella indiretta, ほとんど 18.000 unità, ha segnato un +1,1%, ciò grazie soprattutto alle ottime performance de microbirrifici artigianali.

L’ITALIA SI CONFERMA DECIMO PRODUTTORE EUROPEO

また、 2012, così com’era accaduto nel 2011, il settore birrario europeo ha mostrato un andamento più “lento” di quello italiano: la produzione di 29 国 (、 27 della UE 2012 più Svizzera e Norvegia) ha raggiunto 389.470.000 HL, -0,4% 上 2011, un valore lontano dal record storico segnato nel 2007, quando erano stati toccati i 415.438.000 HL. Come dire che continuano a mancare all’appello più di 25 ヘクトリットルの何百万 (il doppio della produzione annua italiana). Nella graduatoria dei Paesi produttori l’Italia rafforza la propria decima posizione, と、 3,5% del totale rispetto al 3,4% の 2011. Saldamente in testa alla classifica rimane la Germania, che da sola totalizza quasi il 25% 合計の, seguita da Gran Bretagna (10,8%), Polonia (10%), スペイン (8,5%), オランダ (6,2%), ベルギー (4,8%), Repubblica Ceca (4,7%), フランス (4,4%) e Romania (4,3%). Rimangono dietro l’Italia Paesi di consolidata tradizione birraria come Austria, Danimarca e Irlanda. Se sul fronte della produzione il settore birrario italiano ha registrato un piccolo aumento, lo stesso non può dirsi dei consumi che, dopo tre anni di crescita moderata ma continua, で 2012 hanno segnato un lieve arretramento attestandosi a 17.636.000 ヘクトリットルの何百万 (-0,4% に関して、 2011). Ciò ha fatto scendere, di poco, anche il consumo pro capite: お願いだから 29,8 litri del 2011 (dato riclassificato a seguito del censimento ISTAT del 2011) 宛先 29,5 litri del 2012.

RIMANIAMO I CONSUMATORI PIÙ “PARCHI” D’EUROPA

Allungando lo sguardo sull’andamento dell’ultimo decennio, in termini quantitativi la stabilità dei consumi è il tratto sicuramente predominante. Infatti tra il 2003 と、 2012, con l’eccezione del 2007 – anno in cui, unico nella storia, hanno superato la soglia dei 31 litri pro capite – e del 2009 – quando, subito dopo lo scoppio della crisi economica, sono scesi a 28 litri – i consumi si sono sempre attestati fra i 29 と、 30 リットル. Il quadro cambia però parzialmente se si confronta l’Italia con gli altri Paesi europei. で 2012 il consumo medio pro capite di birra UE (più Svizzera e Norvegia) è sceso a 71,5 リットル (-4,2%), con decrementi più o meno accentuati in tutti i Paesi maggiori consumatori (Repubblica Ceca 144, オーストリア 107,8, ドイツ 105, Irlanda 85,6, ルクセンブルク 85, ベルギー 74, Gran Bretagna 68,5). Ciò ha fatto sì che il nostro Paese, pur mantenendo l’ultimo posto nella classifica dei consumi, abbia per il quarto anno consecutivo ridotto – anche se di poco – il proprio gap rispetto alla media UE: in valori percentuali, で 2012 il consumo italiano è stato pari al 41,2%, に対して、 37,4% の 2009. Anche se – va sempre ricordato – esso rimane dalle 3 で 5 volte inferiore a quello dei Paesi in testa alla graduatoria, e al di sotto di Paesi a noi vicini, per storia e geografia, quali Spagna, ポルトガル, Grecia e Francia.

LA CRISI SI FA SENTIRE NELLA TIPOLOGIA DI CONSUMO

Tornando alla domanda interna, e passando dall’analisi quantitativa a una di tipo qualitativo, si può dire che la recrudescenza della crisi economica nel 2012 abbia comportato alcune conseguenze, in parte in linea con fenomeni già segnalati negli anni precedenti e in parte nuovi.

Relativamente ai canali distributivi, è proseguito anche nel 2012 lo spostamento dei consumi di birra dal cosiddetto Fuori Casa (On Trade) all’acquisto nella distribuzione moderna e tradizionale (Off Trade): に関して、 2011, il primo è sceso dal 41,8% アル 41%, mentre il secondo è corrispondentemente salito dal 58,2% アル 59%. Si noti che il fenomeno dura ormai da un lustro: で 2007 l’On Trade copriva il 45,5% del totale e l’Off Trade il 54,5%; da allora il primo è sceso e il secondo salito in maniera costante. La spiegazione è che – a causa della diminuzione del potere d’acquisto degli italiani – si riduce percentualmente il consumo fuori casa (バー, レストラン, パブ, ecc.) mentre aumenta il numero di coloro che acquistano birra per poi berla fra le pareti domestiche.

Altro fenomeno da segnalare, l’inversione di tendenza nei consumi dei segmenti top che – ricordiamo – sono quelli con marginalità più alte per il settore. しばらくの間, 実際, le Specialità sono ulteriormente aumentate dal 12,76% の 2011 アル 13,40% の 2012, le Premium hanno perso più di due punti (差出人 32,65% アル 30,34%); e anche le Main Stream hanno segnato un lieve calo, pur continuando a rappresentare quasi metà dell’intero mercato (差出人 47,49 アル 46,96%). Tutto ciò a

vantaggio delle Economy (差出人 2,12 アル 2,23%) と, 特に, delle Private Label che hanno aumentato di quasi il 50% la propria quota: 差出人 4,30% アル 6,42%.

 

INFOFLASH/ASSOBIRRA

L’ Associazione degli Industriali della Birra e del Malto nasce nel 1907 e riunisce le maggiori aziende che producono e commercializzano birra in Italia che complessivamente coprono più del 98% della produzione di birra nazionale e rappresentano oltre il 75% della birra consumata in Italia, dando lavoro direttamente e con il suo indotto a 144.000 人々.

ASSOBIRRA svolge per il settore birrario funzioni istituzionali, promozionali, e di sviluppo tecnologico. I compiti istituzionali dell’Associazione sono principalmente legati alla rappresentanza, sia in Italia che all’Estero, delle aziende associate per quanto concerne aspetti legislativi, giuridici e sindacali. In tutte queste aree ASSOBIRRA svolge un importante ruolo di controllo ed informazione con l’obiettivo di tutelare gli interessi degli associati e di fornire loro pareri, direttive di massima ed assistenza.

L’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto è inoltre l’organismo incaricato di monitorare il consumo della birra in Italia. Per questo promuove ogni anno una ricerca quali-quantitativa sulle abitudini di consumo degli Italiani, oltre a studi e ricerche sulle qualità della birra e sulla tecnologia di produzione. ASSOBIRRA, さらに, per far meglio conoscere ed apprezzare questa bevanda, ha da lungo tempo promosso il prodotto con campagne di pubblicità collettiva finalizzate all’educazione al consumo responsabile e allo sviluppo della cultura del prodotto.

ASSOBIRRA tutela gli interessi del settore e del prodotto nella consapevolezza delle criticità connesse ad un consumo non responsabile della birra in quanto bevanda alcolica.

ASSOBIRRA aderisce, oltre che a Confindustria , anche a Federalimentare . Fa parte di BoE (The Brewers of Europe), di Euromalt (Comité de Travail des Malteries) e di EBC (European Brewery Convention).

Presidente: Dr. Alberto Frausin (Carlsberg Italia SpA)

Vice Presidenti: Dr. Tommaso Norsa (Birra Peroni S.r.l.) , Ing. Piero Perron (Heineken Italia Spa)

Delegato della Presidenza per le tematiche internazionali: Dr. Franco Thedy (Birra Menabrea Spa)

Direttore: Dr. Filippo Terzaghi

Vice Direttore: Dr. Andrea Bagnolini

 

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