http://geishagourmet.com/2011/04/05/decalogo-per-ecobevitori/

Ecobevitori のための十戒

投稿 (火曜日), 4 月 5, 2011

イーノ情熱的な環境保護論者の十戒: ここでは、ルールです。, Winenews によると, 良い飲み物の愛好家のサイト, 環境にやさしいワインを選択するには, すべての意識的な消費に専用.

ますます話題のテーマ, それはの Vinitaly の参加企業の多くを含む, ワインの国際展覧会 (7-11 4 月 2011; www.vinitaly.com).

1) Accorciare le distanze negli acquisti, ovvero preferire il “vino a km 0” prodotto da cantine di prossimità, nel territorio in cui si risiede.

2) Prediligere la viticoltura biologica e biodinamica, che utilizza solo sostanze che si trovano in natura o ottenute dall’uomo attraverso semplici processi, senza Ogm e fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi.

3) Scegliere le cantine con certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS), sinonimo di concreto impegno ecologico delle aziende che le adottano.

4) 別の方法として, preferire comunque cantine enviromental friendly, quelle che, pur non avendo nessuna certificazione, adottano comunque pratiche ecosostenibili. Quelle costruite secondo i dettami della bio-architettura, effettuano il recupero delle acque grazie a impianti di depurazione, utilizzano impianti fotovoltaici o a biomasse per la produzione di energia.

5) Prediligere le bottiglie in vetro alleggerito, che permettono un risparmio sia in termini di energia usata nel processo produttivo sia in emissioni di CO2.

6) Le etichette? Meglio in carta riciclata.

7) Risparmiare con gli acquisti “collettivi”, fatti attraverso i Gav, Gruppi di acquisto del vino, formati da eno-appassionati che preferiscono “saltare” la mediazione del punto vendita, incaricando un membro del gruppo di recarsi direttamente dal produttore e risparmiando così in termini di viaggi, trasporti, materiali ed energie.

8) Dal vetro al sughero, la sua parola d’ordine è riciclo; entrambi sono infatti riciclabili e riutilizzabili al 100%.

9) No agli sprechi: se il vino avanza, si può riutilizzare in cucina per arricchire gustose ricette. Unica regola, il vino deve essere nelle sue condizioni migliori in quanto a gusto e profumo.

10) Il vino del futuro è quello con la “carbon footprint” in etichetta, ovvero il totale delle emissioni di gas ad effetto serra, espresso in termini di CO2equivalente, associate ad un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione all’arrivo sulla tavola. I primi esempi arrivano dalla Nuova Zelanda, ma anche in Italia alcune cantine stanno iniziando mettere questa indicazione nelle etichette dei propri vini.

 

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