http://geishagourmet.com/2011/02/07/vino-dellunita-ditalia-ecco-la-squadra-dei-40-blend-siamo-sicuri-venga-bene/

Vino dell’Unità d’Italia: ecco la squadra dei 40 blend. Siamo sicuri venga bene?

by lunedì, febbraio 7, 2011

Quaranta vitigni autoctoni per realizzare un vino rosso e uno bianco che siano la summa delle 20 regioni del Belpaese, e che rappresenteranno ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero, a partire dalla presentazione ufficiale della “Bottiglia dei 150 anni dell’Unità d’Italia” al prossimo Vinitaly del 7-11 aprile 2011 a Verona.

Il progetto, nato da un’idea del presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e lanciata durante l’edizione 2010 di Vinitaly, nell’ambito della storica visita del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e subito accolta dal Quirinale con grande entusiasmo ed inserita tra gli eventi ufficiali maggiormente significativi per l’anno delle celebrazioni.

Un vino dall’alto valore simbolico, che verrà donato alle massime autorità internazionali. Uno strumento di promozione per sottolineare nel mondo le peculiarità della vitivinicoltura italiana, presente in ognuna delle 20 regioni italiane e per questo ricca di differenze, ma capace di dare vita un sistema produttivo espressione dell’eccellenza italiana nel mondo.

Coinvolta nel progetto Assoenologi, per la creazione del blend di 20 vitigni a bacca rossa e 20 a bacca bianca, uno per ogni regione, scelti in base alla rappresentatività dagli Assessorati regionali all’agricoltura. Al lavoro nei mesi scorsi un’apposta commissione di enologi presieduta da Giancarlo Prevarin. Panel leadear Riccardo Cotarella, che ha creato i blend, fissando la percentuale di ognuno dei vini prescelti.

Questi i vini: Petit rouge, Barbera, Croatina, Rossese di Dolceacqua, Raboso, Teroldego, Refosco dal peduncolo rosso, Sangiovese, Cesanese di Affile, Sagrantino, Lacrima, Montepulciano, Tintilia, Negroamaro, Aglianico, Aglianico del Vulture, Gaglioppo, Nero d’Avola e Carignano ottenuti in annate comprese tra il 2005 e il 2009, anche affinati in legno per il vino rosso.

Prié blanc, Cortese, Trebbiano di Lugana, Garganega, Weissburgunder, Friulano, Pignoletto, Vernaccia di San Gimignano, Grechetto, Malvasia, Verdicchio, Trebbiano, Falanghina, Fiano, Greco, Greco bianco, Grillo e Vermentino della vendemmia 2009 non passati in legno per il vino bianco.

Uniche anche le bottiglie che conterranno i vini, appositamente ideate e disegnate da Aldo Cibic, architetto e designer di fama mondiale, sotto la direzione creativa di Riccardo Facci, fondatore dell’agenzia creativa Facci & Pollini.

Dopo un paio di mesi di affinamento in bottiglia, il vino dei 150 anni verrà consegnato al Presidente della Repubblica.

Ma come sarà questo vino? E il popolo potrà mai berlo? Altrimenti ci toccherà chiedere a Napolitano una recensione…

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1 Response
  • Costantino Charrere
    febbraio 11, 2011

    Semplicemente per dare giustizia anche alla vitis vinifera, faccio presente che la varietà a bacca rossa autoctona che ha prodotto il vino rosso Valdostano entrato in composizione,nella bottiglia dei 150 anni dell’Unità d’Italia, non è il PETIT ROUGE, bensì il FUMIN. Tanto tengo a dire, da Vignaiolo Valdostano, per precisione.
    Costantino Charrere

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