Il vino giusto per un Garibaldino

Francesco Arca, il garibaldino perfetto!

Auguri, amiche ed amici di GG, buona Unità d’Italia! Questa mattina, mentre ero ai fornelli per cucinare il pranzo di questo giorno di festa, mi sono persa a riflettere su Garibaldi e poi, irrimediabilmente, sono finita a pensare agli uomini garibaldini.

Irruenti e generosi, talvolta irriflessivi, impetuosi e discretamente amanti dell’improvvisazione. Sicuramente emozionanti. Quale vino abbinare a un maschio così? Onestamente, penso che qui ci voglia un bel Valcalepio rosso, prodotto che nasce dall’unione di due vitigni importanti: Merlot (dal 40% al 75%) e Cabernet Sauvignon (dal 25% al 60%) coltivati nelle migliori posizioni della fascia collinare bergamasca. L’invecchiamento consigliato è di sei mesi in botti di rovere e altri sei mesi in bottiglia.

Rosso rubino (che ricorda le camice dei garibaldini che furono, camice che sono state confezionate a Gandino, nella bergamasca, come di Bergamo è il Valcalepio), dal profumo etereo, intenso, asciutto, pieno e dai vaghi ricordi di amarena fa proprio al caso nostro: schietto ed essenziale come il vostro maschio garibaldino, che vi guarderà dritta negli occhi e probabilmente salterà i preliminari; persistente e caratteristico, verace, da vero macho italiano, non smetterà finché non vi sentirete perfettamente appagate.

E ricordate, il garibaldino va servito a temperatura ambiente: 18 gradi per il vino, almeno 23 gradi per l’uomo, così potrà mettersi comodo e mostrarvi i suoi bicipiti senza correre il rischio di avere quell’antiestetica pelle d’oca che sta bene solo a noi signorine.

 

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