Gignod | Aosta | La Clusaz

Tatin di piedino di maiale con riccioli di foie gras

Avete presente quando siete armati delle migliori intenzioni di fare un pranzetto light e invece il menu, l’atmosfera e i padroni di casa/chef vi fanno cambiare totalmente idea? Ecco, è quello che mi è successo in questo ristorantino di Gignod, nella Valle del Gran San Bernardo. Qui, tradizione e ricerca, impiattamenti curati e alcune produzioni prorprie di insaccati danno vita a un locale assolutamente da non perdere, che addirittura merita il viaggio (a disposizione c’è anche qualche camera, semplice, pulita, ma non all’altezza della cucina).

L’antica tradizione di ospitalità della Valle del Gran San Bernardo si rispecchia nella storia della “Clusaz”. Le prime notizie risalgono al XII secolo, e precisamente si hanno testimonianze scritte dell’anno 1140 che riportano della Locanda come punto di sosta e ristoro per i viandanti che valicavano il Colle del Gran San Bernardo e vi trovavano un rifugio piacevole e sicuro. Nel 1820 il rifugio cessò il suo ruolo originale quando fu venduto a Nicola Gerbore che lo trasformò in fattoria e ne distrusse l’antica cappella. L’edificio in seguito fu ristrutturato più volte e oggi si è conservata, dei tempi passati, una lastra in ferro esposta sopra il caminetto nella sala da pranzo che riproduce lo scudo araldico del XVIII secolo dell’Arcidiacono di Aosta René Ribitel, stemma che testimonia le origini “caritatevoli” del rifugio. Poi, nel 1925, Graziano Grange, nonno di Maurizio, attuale proprietario della Locanda insieme alla compagna Sevi Math, acquistò “La Clusaz”, costruì la fattoria e riprese l’antica vocazione del luogo, iniziando l’attività di ristorazione e ospitalità.

I menu che troverete sono molteplici: gli oca-fanatici potranno affogare nel menu tutto dedicato al foie gras; gli amanti della tradizione in quello a tema tra Seuppa e polenta cotta su fuoco a legna con fonduta alla valdostana; gli amanti della selvaggina si soddisferanno con il menu “La caccia”; gli sfegatati del km 0 opteranno per il menu di stagione; i temerari si cimenteranno nei 10 assaggi a sorpresa. Io mi sono cimentata in tutto questo ;), tutto sorprendentemente delizioso :

Polenta cotta su fuoco a legna con fonduta alla valdostana
Tatin di cipolla, gelato al timo-limone
Straccetti di farina di segale con bietole e crema alla toma
La lingua de La Clusaz
Scaloppa di “foie gras” di oca, qualità extra, mela e frutta esotica caramellate
Il dolce alle castagne e kaki


www.laclusaz.it

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Commenti

  1. Sicuramente un bel menù, 10 portate e poi sarei curioso di conoscere gli abbinamenti dei vini. Per ultimo ma non meno importante conto finale?

    • cristina
    • 10 Novembre 2011

    Io ci sono stata, perchè il locale è segnalato Slow Food e Michelin, ma onestamente costa una fortuna.
    Non hai indicato il prezzo ma un menù così…

    • Geisha Gourmet
    • 13 Novembre 2011

    Ciao Cristina e ciao Valerio, non ho indicato i prezzi perché se andate sul sito del ristorante che trovate dopo l’ultima foto, potete verificare anche quello. I prezzi onestamente a me non sembrano esagerati. E ovviamente eravamo in due, quindi non ho mangiato 10 piatti da sola ;), ce li siamo divisi! Quanto ai vini, quel giorno avevo molte degustazioni e quindi ho assaggiato solo un paio di bicchieri di bollicine valdostane, etichetta Fripon.

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