De trente, une nouvelle mode, destinée à devenir une tendance mondiale. Essayez les vêtements est “out”

par Mardi, Mai 15, 2012

La nouvelle s'est terminée un peu sur tous les journaux et Tg et est l'un des chats de temps plus Hi-Tech. Una società californiana ha inventato un camerino virtuale per negozi di abbigliamento e accessori di moda. La base pivotante, l'invention de Technologies Marketing FaceCake d'essayer les vêtements sans se déshabiller, c’è il Microsoft Kinect, la tecnologia che trasforma i movimenti del corpo umano in comandi per un dispositivo elettronico. Con l’aggiunta di una webcam e di uno schermo a grandezza umana che funziona da specchio, ecco che il camerino reale e virtuale è bello che pronto: funziona alla perfezione con abiti, chaussures, borse, cinture, collane, sciarpe, e ogni oggetto indossato segue i movimenti della persona reale anche quando si muove o si gira.

Ma se questa è l’ultima innovazione che probabilmente rivoluzionerà il commercio al dettaglio e molti altri settori (ci sono già tentativi di simulazioni simili con gli ambienti casalinghi per l’arredamento, in 3D), a Trento siamo molto più avanti. Da noi i camerini virtuali ci fanno un baffo, perché non ci servono e quindi non ci sono. Cosa diavolo sto scrivendo? Provate a entrare in quel negozio aperto da qualche mese, affacciato su Largo Carducci ma con la maggior parte delle vetrine nella galleria-passaggio che da lì porta in via Roggia Grande (dove c’è, pour ainsi dire, anche il ristorante pizzeria La Posada). Il negozio vende al 90% T-Shirt e maglie, e qualche accessorio. Era da un po’ che volevo farci un salto e così una mattina, in anticipo a un appuntamento, sono entrata.

«Vorrei provare questa maglietta», ho detto alla signora che stava dietro la cassa.

« Non, mi spiace, non è possibile, non abbiamo camerini», mi ha risposto.

«Come, scusi?», ho chiesto ancora, pensando di aver capito male.

«Non può provare la maglietta, signorina. Siamo un negozio di accessori e non abbiamo previsto di avere camerini», è stata la replica che mi è arrivata come da un altro pianeta.

A parte che maglie e magliette non mi risulta siano ascrivibili nella categoria accessori, come è possibile pensare che una persona acquisti un capo di abbigliamento senza provarlo? Una cosa impensabile, tanto che si sono attrezzati anche i venditori ambulanti: il loro furgone è diventato uno spogliatoio confortevole per i clienti, con tanto di riscaldamento invernale e refrigeramento estivo. In quel negozio modernissimo in pieno centro a Trento, tutto vetrine, spazi bianchi e design essenziale, Au lieu de cela, il camerino non è un problema. Quello virtuale, puis, è roba de preistorici! Nossignori, Il, in quel negozio senza camerino, siamo già nel 2050, quando tutti acquisteranno tutto su internet e così anche la maglietta se la proveranno comodamente a casa e se non gli piacerà, basterà un click per restituirla e vedersi riaccreditato direttamente sul proprio conto corrente l’importo speso (tutte cose che esistono già oggi e sono in crescita esponenziale). In effetti, così basta appena un dito per fare click e comprare, il camerino non serve. E nemmeno i negozi. Sicuri che questa sia la strada giusta da seguire?

(mio editoriale su TrentinoMese, mai 2012)

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