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Siamo quello che mangiamo, Nous avons lu, Nous écoutons

par Mercredi, Septembre 7, 2011

Certaines d'entre elles me demandent de publier mes commentaires, svoltosi ici… Remplies.

Intervento Francesca Negri

Io ho una grande fortuna: au travail, je fais ce qui a toujours été ma plus grande passion, écrire pour manger et boire. C'est depuis que j'ai 18 anni che per puro diletto personale trascorro i miei fine settimana a girare ristoranti, cantine e a cercare di scovare piccoli produttore di grandi prelibatezze. Poi è diventato un lavoro. Ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo che ritengo davvero magico grazie ad amici chef e sommelier, ma anche grazie a tante letture, di guide ed articoli: quelli che adesso da un po’ di anni scrivo anch’io, capendo che una delle cose più difficili è riuscire a trasmettere a parole le emozioni visive, olfattive e gustative di un piatto come di una terra. Ed è anche questa la magia della scrittura, che non appartiene a tutti. Scrivere e leggere sono ambedue un arte e un piacere in cui si rispecchiano le personalità, e talvolta trovano modo di maturare.

Tornando a tutti i miei vagabondaggi gustosi, in questi ultimi 17 anni ho scoperto molte cose, tra cui anche il fatto che c’è un lato femminile dell’enogastronomia e un senso femminile per il vino e per il cibo. Ora se ne inizia a parlare di frequente, soprattutto di donne e vino, ma personalmente è da molto prima di oggi che mi occupo di questa cosa, attraverso il mio blog, GeishaGourmet, e con il mio ultimo romanzo, Sex and the wine L’altra metà del vino, uscito quasi un anno fa e che a tutti gli effetti sta riuscendo a catalizzare sempre di più l’attenzione su quello che io credo sia una nuova generazione di donne, faire des mets et vins, un vrai plaisir de profiter dès que possible, une composante essentielle de leur vie, une expression privilégiée et comme une robe ou une paire de chaussures: tanto per capirci… ho voglia di una serata chic? Talon 15, Champagne et robe Couturier. Je veux être facile? Jeans, t-shirt et Lugana.

Il cibo e il vino come simboli di una nuova generazione di donne è un argomento tutt’altro che facile come forse potrebbe sembrare. Si vous retracez l'histoire, En fait, si scopre che il cibo per le donne è sempre stato una rappresentazione di sé, un facteur de communication et de la même protestation. Nous, les femmes, peut-être plus que vous êtes tous ce que vous mangez.

Et puis en feuilletant les livres d'histoire et de sociologie, nous découvrons qu'il y avait au moyen-âge Sainte anorexique, nient’altro che donne che utilizzavano il cibo – forse sarebbe meglio dire l’astinenza dal cibo – per protestare contro, par exemple, un mariage forcé: plutôt que de succomber aux souhaits de la famille, Ces femmes ont été privées de nourriture, laissant mourir lentement. Ou il y a ces femmes qui, pour se rapprocher de Dieu et de Jésus dans le chemin du Calvaire de la Croix, martoriavano votre corps par le jeûne Impossible, afin que leur physique a commencé à porter les marques des souffrances du Christ.

Poi c’erano le donne additate di utilizzare il cibo per uccidere i propri nemici, ou pour prendre au piège de leurs proies pour les hommes. Et cela ne permettait évidemment à être brûlé sur le bûcher.

Être mince, pour les femmes, è sempre stato un canone di bellezza estrema e, en quelques siècles, faire la distinction entre l'aristocratie et le peuple: les femmes aristocratiques devaient être mince, avec beaux seins, long cou, jambes et des bras minces, peau diaphane; femmes du peuple, Au lieu de cela, la plupart étaient mieux a été transformé, parce que l'énergie de travail nécessaire et donc les enfants.

Via col vento penso sia un film che abbiamo visto tutti con più o meno attenzione. E i più attenti forse ricordano i consigli della mitica Mamy: a una Rossella contenta di andare a un ballo perché così avrebbe potuto mangiare tante cose buone lei replica di inghiottire immediatamente un uovo sodo intero, pour vous sentir rassasié et ne pas manger n'importe quoi à la fête, parce que les dames qui veulent trouver un mari devraient donner l'idée de ne pas manger beaucoup, En effet, manger "comme un oiseau". Voici, Ce fut l'un des modes qui ont enduré pendant des siècles: Parmi les caractéristiques d'une bonne épouse soi-disant il devait y n'avoir aucun grand besoin de nourriture, afin de ne pas peser sur le budget des ménages. L'exact opposé de qui était la tradition rurale de: lì se non eri bella incarne e soprattutto se non sapevi fare una polenta perfetta non ti sposava nessuno…

Un autre mythe perpétué par l'un des symbole féminin pour l'imaginaire féminin, la principessa Sissi, è il vitino da vespa: mia mamma che ha 75 anni ancora guarda con rimpianto una cintura di quando aveva vent’anni, simbolo del suo vitino da vespa: la circonferenza è di appena 55 cm… Penso che sia la misura del mio girocoscia…

 

Non vi ho parlato di vino, également une excellente nutrition, perché alle donne è sempre stato vietato: les Romains tués vous si vous avez découvert avec les clefs de la cave à la main, e fino agli anni Settanta – o forse anche un po’ dopo – non eri una brava ragazza se ti facevi vedere bere un bicchiere di vino in pubblico.

 

En bref, certaines femmes, hommes très, ils ont toujours, pendant des siècles et des siècles, bouleversé la puissance mondiale des femmes. Per questo la nuova generazione di donne che descrivo nel mio romanzo Sex and the wine rappresenta l’ennesima via d’espressione, attraverso il cibo e il vino, di noi donne. Solo che le cinque protagoniste del romanzo fanno del mangiare e soprattutto del bere vino un simbolo di emancipazione da quella società maschile che per secoli ha privato le donne di questi piaceri. Cleo, Zoe, Giulia, Alice ed Alessandra godono dell’enogastronomia, la vivre comme ils vivent hommes: avec la même curiosité, avec le même désir de se laisser séduire (Bien que d'un risotto ou d'Amarone), avec les paroles mêmes de la fidélité et l'infidélité, per essere libere di sperimentare cose nuove e fare il giro del mondo stando sedute a tavola. Molte donne, come le protagoniste del mio romanzo, già sono così, molte altre lo possono diventare: basta scegliere questo nuovo modo di essere, che passa attraverso un piacere della tavola attento alla qualità dei prodotti, moderato nelle quantità ma sempre alla ricerca dell’eccellenza e della genuinità, attento alla sostenibilità e con un imperativo: godersela e sorridere. Una mia lettrice, un jour, mi ha scritto un’email che voglio condividere con voi concludendo così il mio intervento. Credo riassuma due dei concetti della nostra tavola rotonda, siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo:

Lavoro nella moda da anni, ma mi sono sempre sentita un leone in gabbia… Poi ho letto il tuo libro, il blogE la mia trasformazione ha preso finalmente corpoti ringrazio di avermi fatto ri-apprezzare cose che avevo completamente dimenticato..sensi e spirito sapori e profumi.. con te ho appreso cosa sia il piacere di assaporare senza stare con il terrore di prendere un etto o con l’ansia di non essere perfetta.. iniziare a nutrirmi a mangiare per godere non per vivere…. non dover essere quello che vogliono gli altri ma quello che SONO”.

 

 

 

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