Eataly ouvre à Gênes et Farinetti salpa chantant Ciao Bella

par Mardi, Avril 26, 2011

De notre correspondant Luke Amodeo (Photo Luca Amodeo, Marialuisa chats)

GÊNES – Frances m'a demandé quelques lignes sur l'ouverture du magasin de Eataly à Gênes (au dernier étage de la palazzina Millo du Porto Antico) et départ pour voilier de New York dirigé par Giovanni Soldini et le navigateur “Marchand” Oscar Farinetti. Volontiers répondu à l'invitation, perché grazie a Geisha Gourmet ho potuto partecipare all’evento da vicino. Ma credo sia inutile copiaincollare i numerosi comunicati stampa in circolazione: li avete già letti o li leggerete sulla stampa cartacea e virtuale. Preferisco darvi alcune mie personali impressioni a caldo.

Amo Genova, la città della mia consorte: prima di tutto sono felice che l’emporio deglialti cibioccupi oggi spazi ampi e molto belli che, nel tempo passato, hanno visto fallire svariati tentativi di ristorazione. Conosco bene la proverbiale diffidenza dei genovesi e, se il buon giorno si vede dal mattino (una coda consistente e ininterrotta di persone fin dalle prime ore di apertura), Farinetti potrebbe aver azzeccato l’ennesimo colpo.

Qui poi Eataly gioca un asso supplementare: la posizione clamorosamente panoramica, che da sola meriterebbe una visita o, mieux, una sosta non affrettata.

In Liguria si mangia benissimo, per me lombardo è la cucina regionale del nord Italia più varia e gustosa: mi fa piacere osservare qui una speciale attenzione per i prodotti del territorio, che non sono solo pesto, focaccia e torta pasqualinaperaltro ben declinati nel buffet inaugurale

Quel che più ho apprezzato della giornata, Bien que, è stata l’eterogeneità dei presenti al taglio del nastro: Il y avait – e va da séquasi tutti i partecipanti alla regata (li trovate qui: http://www.7mosse.it/), con la grande Lella Costa e il tenebroso Baricco; c’erano il presidente della Regione Claudio Burlando e il sindaco (la sindaco? La sindaca? La sindachessa?) Marta Vincenzi e c’era il sempreverde Gino Paoli, vicino a un prelato “normal” e a un prete fuori da ogni schema come don Andrea Gallo. Et oui, dopo la benedizione di Pasquetta, il figlio di partigiano Oscar Farinetti in fazzoletto tricolore ci ricorda che il 25 Avril 1945 Genovasi liberò da solae con don Gallo intonaBella ciao”. Al singolare coro del laico miliardario e del religioso comunista non si uniscono tutti, ma tanti; qualcuno, pur essendo – Heureusement – ancora troppo giovane per aver vissuto la guerra, versa qualche lacrimone. Oui, io sono fra questi.

Nel pomeriggio la scena si sposta di qualche decina di metri, in calata Mandraccio. Vicino all’ormeggio della barca di “7 mosse per l’Italia” – che di battesimo di chiamaElmo’s Fire”, ricordiamoceloè allestito il palco per la conferenza stampa: in realtà è l’occasione per prolungare la festa prima dell’imbarco. Farinetti dichiara: “Senza la benedizione di don Gallo io non parto!”. Il Don trova sul libro la formula giusta dopo esilaranti tentativi: “Questa è per porti aeroporti e stazioninon va bene. Questa per i treninon va bene”.

Si ricantaBella ciao”, puis “Fischia il ventocon le chitarre e la fisa. Oscar (ormai tutti han preso confidenza) presenta l’equipaggio che dovrebbe raggiungere New York in quattro tappe il 2 Juin, festa della Repubblica, ma i venti in questa stagione non sono favorevoli.

Una sola domanda è concessa e sembra un assist per l’imprenditore: “Ma il rapporto qualità/prezzo dei prodotti che vendete?”. “Chiediti quale sia il rapporto qualità/prezzo di una giornata di parcheggio in aeroporto, che ti costa come minimo 25 euro, poi dimmi se non è meglio mangiare meno, ma meglio, spendendo il giusto”. Fine del dibattito.

Salta in barca Soldini, arrivano gli altri, ma Oscar resta a lungo sul palco a stappare e offrire Barolo praticamente a tutti. Qualche amico (?) Commentaires: “In America non ci arriva”. Finalmente sale anche il grande capo, sempre con il fazzoletto tricolore al collo, seguito da Daniel J. Winteler (presidente del gruppo Alpitour) e da Baricco.

La barca salpa alle 16 sur, con un mostruoso ritardo sui tempi preannunciati.

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