DOCG per i vini del Collio

por Martes, Junio 20, 2017

I vini del Collio, famosi in tutto il mondo e con una produzione che si attesta su 6,5 milioni di bottiglie vendute all’anno, avranno la massima tutela di qualità prevista in Italia.

Il Consorzio presieduto da Robert Princic ha infatti ufficialmente avviato con il Ministero per le politiche agricole, la procedura per il riconoscimento della Docg all’intero territorio costituito da 1.450 ettari coltivati a vite. La decisione è maturata con i produttori, con le istituzioni locali e regionali ed è stata illustrata a giornalisti italiani e stranieri in occasione del nuovo evento speciale “Enjoy Collio Experience”. Cinque giornate dedicate alle persone, al vino e al territorio, caratterizzate da un ricco programma iniziato il 14 giugno e conclusosi domenica 18. Forti di un territorio meraviglioso, dove alla bellezza della natura si uniscono le opere che gli uomini hanno creato nei secoli, dalle chiesette ai castelli, dai “vignali” ai frutteti ed oliveti, dai prodotti della cucina locale alla varietà delle lingue che si sentono parlare dagli abitanti di queste colline. A unicum che ha spinto a candidarsi a diventare Patrimonio Unesco un territorio delimitato da due corsi d’acqua dolcel’Isonzo e lo Judrioe che emerge per i suoi vini. Da queste premesse guardano alla DOCG, la denominazione di origine controllata e garantita, che con uno specifico disciplinare di produzione in fase di definizione e di approvazione, formalizzerà ciò che nei fatti ha già da anni le caratteristiche di una Docg, esaltandone la qualità percepita e conferendole maggior valore.

«Il riconoscimento a cui puntiamo ci rende ovviamente molto orgogliosi – afferma Robert Princic, presidente del Consorzio di Tutela – e credo di parlare a nome di tutto il Collio quando affermo che questo prossimo traguardo sarà una vittoria per tutto il territorio, la possibilità di legare a doppio filo la terra e i vini a cui dà vita».

La denominazione di origine controllata e garantita è la massima qualificazione attribuibile a un vino ed è un marchio di origine italiano che garantisce al consumatore l’area geografica di produzione. Oltre a rispettare tutti i parametri stabiliti dal disciplinare per i DOC, i vini DOCG sono soggetti a maggiori controlli a garanzia della massima qualità, visivamente riconoscibili con la fascetta (il contrassegno di Stato) sul collo delle bottiglie.

Motore di ogni attività del Consorzio di Tutela è senza dubbio lo stretto legame con le sue genti che lavorano la terra e tutelano giorno dopo giorno il territorio, la consapevolezza di arricchire, attraverso la cura delle vigne, il patrimonio ambientale e sostenere la tutela del paesaggio.

L’introduzione del disciplinare di produzione DOCG si inserisce così nella strategia di crescita dell’immagine e della peculiarità del prodotto contribuendo alla valorizzazione di tutto il patrimonio naturale del luogo. Di fatto la produzione Collio Doc ha da anni le caratteristiche della Docg, infatti già adesso le rese per ettaro sono basse, garantendo la massima qualità. Le varietà, oggi riconosciute dal disciplinare in vigore, saranno le stesse, Pero due sono le novità da non trascurare. La prima riguarda unCollio Gran Selezione”, uvaggio 100% autoctono al vertice della piramide qualitativa delle future etichette, che sarà a base di Friulano (Tocai), con in percentuale minore la Malvasia e/o la Ribolla gialla, e che avrà un periodo di invecchiamento di almeno 24 meses. In altre parole un Collio bianco top. L’altra new entry sarà il Pinot grigioSuperiore, soggetto ad una regolamentazione più restrittiva che prevederà una resa per ettaro inferiore e un periodo di vinificazione più lungo. Non dimentichiamo che a Gorizia già 170 anni fa si produceva Pinot grigio e se ne analizzò il mosto il giorno 3 Octubre 1847, col pesa-mosto Wagner da poco brevettato!

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