Gik, il vino blu, secondo chi lo ha assaggiato

por Miércoles, Agosto 24, 2016

Se avete seguito le ultima news enologiche d’agosto avrete visto ribattere da svariati siti la notizia di Gik, vino spagnolo che vuole sconvolgere il mercato e attrarre consumatori per il suo colore, blu.

Un mix non meglio specificato di uve bianche e rosse, tra cui varietà come Airén, Syrah e Garnacha.

Nessuna macerazione delle vinacce, nessun invecchiamento in botte. Al vino, in seguito alla fermentazione, vengono però aggiunti due coloranti organici: le antocianine, che sono contenute nella buccia dell’uva e hanno un colore che può variare dal rosso al blu, e soprattutto l’indaco, che conferisce l’originale sfumatura di azzurro intenso alla bevanda.

Un mix non meglio specificato di uve bianche e rosse, tra cui varietà come Airén, Syrah e Garnacha, nessuna macerazione delle vinacce, nessun invecchiamento in botte e una colorPuffodato dall’aggiinta al vino, in seguito alla fermentazione, di due coloranti organici: le antocianine, che sono contenute nella buccia dell’uva e hanno un colore che può variare dal rosso al blu, e soprattutto l’indaco, che conferisce l’originale sfumatura di azzurro intenso alla bevanda. I produttori dichiarano inoltre 11,5 % ABV, gusto amabile e temperatura di servizio consigliata 8 grados.  Si compra online AQUÍ Para 10 euro a bottiglia.

Trovandomi in questo momento in Spagna, ho provato a cercarlo ma non l’ho trovato. Quello che ho trovato però è qualcuno che lo ha assaggiato, il titolare di un’enoteca di Formentera da cui mi rifornisco quando sono qui: lui Gik lo ha assaggiato lo scorso Natale e lo ha trovato molto artificiale. «Se chiudi gli occhi e non sai che stai assaggiando un vino, diresti che è un cocktail alcolico. Inoltre contiene moltissimi solfiti. Quello che posso dire è che a Ibiza, dove la gente ama le cose strane e fuori dagli schemi, questo vino non ha preso piede, e se non funziona a Ibiza…».

In attesa di procurarmi anche io Gik per potervi dare una nota in prima persona, direi che già questa è un’indicazione interessante per un prodotto di cui, come sempre a mio avviso, non basta parlare, bisogna anche provare.

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