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Los hombres son como vinagre balsámico

por Sábado, Abril 2, 2011

Tome un chef estrella joven y guapo y dos periodistas, un BlackBerry y una rubia, amantes de los tacones altos, MORDAZAS, de Buenos autos y, Obviamente, de la buena comida. Ponerlos alrededor de una mesa para comer salame extraordinaria, queso, empanadillas fritas y tigelle desde España a la chica Enrico di Trento, annaffiate tutto con un buon Lambrusco e il risultato è questo. Che anche dentro una pannacotta si possono trovare metafore di vita.

Le cose sono andate così. Il conviviale pranzo di lavoro arriva al momento del dolce. YO, che il menu lo conosco bene, propongo di fare una degustazione di pannacotta, proposta con tre accattivanti guarniture: aceto balsamico di Modena (quello vero per davvero) invecchiato 12 años, 25 anni e oltre i 30 años. Iniziamo ad assaggiare, constatando che il “dodicenne” era leggero proprio come un bambino e in men che non si dica scompariva anche al palato. Il “venticinquenne” già aveva più corpo e sostanza, ma era ancora immaturo. L’over 30, En su lugar, sapeva il fatto suo. «Proprio come gli uomini», dico io. La bionda, En su lugar, protesta: «In merito agli uomini, io preferisco il numero 25, De hecho, 26-28, età in cui ritengo ci sia il massimo del vigore». Así, lo chef belloccio e partenopeo nonché trentacinquenne sfoggia tutto il suo orgoglio e la sua mediterraneità, perorando la causa degli over 30: l’età ideale, a suo avviso, per poter soddisfare una donna, en todas las direcciones.

Lezione numero 1: la tavola è davvero lo specchio di noi stessi, da come una persona la interpreta e la gode si può capire perfettamente il suo modo di approcciare alla vita, il suo carattere, il suo stile. Entonces, signore, accettate l’invito a cena del vostro corteggiatore e osservatelo bene. Da dove vi invita e da quello e come mangia capirete tantissime cose (se volete approfondire, leggetevi il mio romanzo, Sexo y el vino, editado por Curcu&Genovese).

Lezione numero 2: ogni cosa ha uno e centomila significati. Come scriveva il grande poeta portoghese Fernando Pessoa: “Non basta aprire la finestra 
per vedere la campagna e il fiume./ 
Non basta non essere ciechi 
per vedere gli alberi e i fiori./ 
Bisogna non aver nessuna filosofia./
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee./ 
Vi è soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca./ 
C’é solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;/ 
e un sogno di cioche potrebbe esser visto/ 
se la finestra si aprisse,/ 
che mai è quello che si vede quando la finestra si apre”.

 

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