http://geishagourmet.com/2010/04/14/il-mio-primo-feltrinelli/

Mi primer Feltrinelli

por Miércoles, Abril 14, 2010

No puedo escribir mi primer libro publicado con Gribaudo – Feltrinelli, porque la satisfacción del cliente es realmente genial. “Paul Hood. Cocina mediterránea”, 23 Euro, Está en todas las librerías de Italia.

Aquí hay una pieza del prólogo:

Paul Hood, como cualquier precie Napolitano, tiene el mar adentro. Probablemente es por esta razón, tra tutti i luoghi lontani dal mare, ha scelto di lavorare a Madonna di Campiglio, sulle Dolomiti, montagne che, cinquanta milioni di anni fa, altro non erano che atolli, immersi nell’oceano di Tetide. Il Sassolungo, il Sella, la Marmolada, il Civetta e le Pale di San Martino come le isolette delle Maldive, riuscite a immaginarvelo? Eppure è proprio così: al posto delle Dolomiti, patrimonio mondiale naturale dell’umanità Unesco, un tempo c’era un mare tropicale fatto di acque calde e calme e di un’infinità di specie marine. In seguito, i movimenti geologici e il ritiro delle acque fecero emergere i resti maestosi di una grande barriera corallina: fu così che nacquero le Dolomiti come le conosciamo adesso.

Es por eso, hoy, portare il mare sulle Dolomiti può essere vissuto come una contraddizione, oppure come un ritorno alle origini. Ed è proprio questa seconda opzione quella scelta da Paolo Cappuccio, que, dopo anni passati ai fornelli di prestigiosi ristoranti italiani e francesi, en 2005 è approdato al Bio Hotel Hermitage di Madonna di Campiglio: infischiandosi dei cliché che dicono che in montagna vanno proposti polenta e spezzatino, ha iniziato a stilare menu a base di pesce di mare. Sacrilegio? Non si direbbe, visto che la guida Michelin, en 2009, ha deciso di premiarlo con l’ambita stella. Y luego, c’è sempre il ritorno alle origini. Ciertos, può fare un pò effetto vedere i canederli proposti con l’astice piuttosto che con la tradizionale luganega, ma la cucina è un gioco infinito e a Cappuccio piace giocare, usare a suo piacimento le tradizioni, stupire. En pocas palabras, un vero “sciupafemmine” declinato in senso culinario.

0

Aún no hay comentarios.

Qué te parece?

Su dirección de email no será publicada. Los campos obligatorios están marcados *