All Posts By Geisha Gourmet

Pellegrini Spa: 13 milioni di fatturato e novità per il 2018

by lunedì, febbraio 19, 2018

Pellegrini SpA, distributore italiano di vini e distillati di qualità, nel 2017 ha confermato il suo trend positivo e segna un +13% rispetto all’anno precedente: «L’azienda – afferma Pietro Pellegrini, Presidente di Pellegrini Spa (nella foto in basso) – continua a crescere, sia in termini di fatturato, che nel 2017 ha toccato quota 13 milioni di euro, sia in termini di catalogo che si arricchisce con continui nuovi ingressi. Parliamo di 115 produttori provenienti dall’Italia e dall’estero, per un totale di circa 1 milione e 250 mila bottiglie vendute dai nostri 150 agenti nell’anno appena passato».

L’anno è iniziato con rinnovamenti in azienda: sono stati completati i lavori di realizzazione di un nuovo e moderno spazio che ospiterà la sala degustazioni e master class, con 12 “isole sensoriali” prodotte dall’azienda Padoan Sistemi di S.Paolo di Piave (TV), dotate singolarmente di tastiera per l’accensione di luce rossa e luce bianca e di controllo del lavandino. Lo spazio, dotato anche di monitor, è stato realizzato per poter ospitare lezioni teorico-pratiche, incontri di formazione e approfondimento con gli agenti e i produttori del catalogo Pellegrini.

Oltre a questo, tante le novità in catalogo, tutte da scoprire, come Musto Carmelitano dalla Basilicata, una piccola azienda a conduzione famigliare che produce i suoi vini con metodi artigianali e certificati biologici, e Greywacke dalla Nuova Zelanda, tra i massimi produttori di Sauvignon Blanc nella zona di Marlborough.

0

Vino Nobile di Montepulciano: il 78% va all’estero. Annata 2017 da 5 stelle

by giovedì, febbraio 15, 2018

Cinque stelle: è il rating che il consiglio di amministrazione, sentita la commissione tecnica, ha dato alla vendemmia 2017 del Vino Nobile di Montepulciano.

La cerimonia di assegnazione si è svolta questa mattina in occasione della giornata conclusiva dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano che nella Fortezza prima, nelle aziende in seguito, ha ospitato oltre 150 giornalisti provenienti da tutto il mondo per conoscere le ultime annate in commercio, ma anche la realtà in cui operano i produttori di Vino Nobile. «Al di là della qualità eccellente dell’ultima vendemmia il dato che emerge da questa ultima Anteprima è che uniti si vince – ha commentato il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Piero Di Betto – in un momento così particolarmente vivace per la nostra denominazione, i tanti progetti che come Consorzio stiamo portando avanti dimostrano come lavorando sotto il marchio e con obiettivi condivisi si possano raggiungere traguardi che singolarmente hanno un valore meno rilevante a livello globale».

Cinquecento milioni di euro circa. E’ questa la cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione. Nello specifico in oltre 200 milioni di euro è stimato il valore patrimoniale delle aziende agricole che producono Vino Nobile, 150 milioni circa il valore patrimoniale dei vigneti (in media un ettaro vitato costa sui 150 mila euro) e 65 milioni di euro è valore medio annuo della produzione vitivinicola, senza contare che circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2.000 ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. Di questi 1.250 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre circa 400 gli ettari iscritti a Rosso di Montepulciano Doc. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 76 associati al Consorzio dei produttori). Oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2017 sono state immessi nel mercato circa 7 milioni di bottiglie di Vino Nobile e circa 2,8 milioni di Rosso di Montepulciano Doc (in crescita del 10 per cento rispetto al precedente anno).

Il mercato. Conformemente alla tendenza degli ultimi anni, anche il 2017 si conferma anno dell’export con una quota destinata all’estero pari al 78% di prodotto, mentre il restante 22% viene commercializzato in Italia. Per quanto riguarda il mercato nazionale le principali vendite sono registrate in Toscana per il 48%, dato al quale si aggiunge il 17 per cento delle vendite al Centro. Al Nord è stato venduto il 14% del totale, mentre continua la sua crescita (nel 2017 del 2%) toccando quota 20 per cento la vendita diretta in azienda. Per quanto riguarda l’estero si assiste a una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra Ue. La Germania si conferma il primo mercato del Nobile con il 44,5 per cento della quota esportazioni. Il secondo Paese di riferimento è quello degli Stati Uniti che segnano ancora una crescita rispetto al precedente anno arrivando nel 2017 arrivando a rappresentare il 21,5 per cento dell’export del Nobile. Successo anche per i mercati asiatici ed extra Ue con oltre il 7 per cento delle esportazioni. Il Vino Nobile è apprezzato anche in Svizzera dove raggiunge il 16 per cento.

0

San Valentino 2018 tutti al ristorante. Il miglior menu? Quello di Enrico Croatti

by martedì, febbraio 13, 2018

San Valentino al ristorante. Si trascorrerà così, secondo l’Ufficio Studi della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, la serata del 14 febbraio: gli ultimi dati infatti registrano un aumento delle coppie che sceglieranno di trascorrere fuoricasa la serata più romantica dell’anno.

Saranno infatti circa 5,3 milioni gli italiani che festeggeranno San Valentino ai tavoli di un ristorante, trattoria o pizzeria, il 2% in più rispetto allo scorso anno per una spesa complessiva che si aggira intorno ai 222 milioni di euro (il 7% in più rispetto al 2017).

infografica2018fipe san valentino

Il 52% dei ristoratori prevede di creare menu ad hoc per l’occasione, con un prezzo medio di 42 euro a persona. Il 55,4% del campione di ristoratori intervistato da Fipe dice inoltre che studierà piatti evocativi sia nei nomi sia negli ingredienti: tra le proposte più gettonate lo “spritz dell’amore”, il “risotto Cupido”, il “cuore croccante di cioccolato e meringa”, il frutto della passione come ingrediente decorativo o alla base di varie portate.

Per Geisha Gourmet, però, il premio a miglior menu di San Valentino dell’anno va a Enrico Croatti (nella foto qui sotto) del Dolomieu di Madonna di Campiglio, 1 Stella Michelin. Sulla carta, è tutto un programma, estramemente intrigante. E conoscendo la cucina di Croatti, immagino che anche nella sostanza non deluderà.


2

San Valentino, gioco d’amore al Museo del Vino di Torgiano

by lunedì, febbraio 12, 2018

L’amore, il banchetto, il vino e il Medioevo. Per San Valentino il Museo del Vino di Torgiano (MUVIT), riscopre il “bevi se puoi”, gioco medievale che ha attraversato i secoli fatto di coppe a inganno delle quali va svelato il “trucco”, in cui il nettare di Bacco fuoriesce solo da misteriosi condotti.

Era il gioco degli innamorati e, il 14 febbraio, il museo della Fondazione Lungarotti lo ripropone con il “Drink if you can tour”, un percorso alla scoperta di questi oggetti e di altre opere che svelano il significato profondo del vino, come simbolo culturale legato all’amore e alla convivialità. Per le coppie, biglietto ridotto e la possibilità di farsi fotografare mentre sperimentano il gioco con la riproduzione di una “bevi se puoi” medievale.. Le foto saranno inviate via mail ai partecipanti e postate sulla pagina Facebook dei Musei Lungarotti. Dulcis in fundo, un calice di L’U presso l’Osteria del Museo.

MUVIT – Museo del Vino di Torgiano: recensito dal New York Times come “il migliore in Italia” per la qualità delle sue collezioni artistiche, il Museo del Vino di Torgiano (1974) rappresenta una meta irrinunciabile per conoscere e approfondire la storia e la civiltà del vino. In esposizione permanente, a Palazzo Graziani Baglioni, le sue raccolte archeologiche, storiche ed artistiche (oltre 3000 reperti) testimoniano gli usi e significati culturali del vino e raccontano, in un affascinante percorso la storia, l’evoluzione tecnica e l’immaginario che ruota intorno al vino nel corso di 5000 anni.

Nel corso della giornata del 14 febbraio sarà possibile visitare anche la cantina Lungarotti di Torgiano con brindisi finale e proverbio d’amore in omaggio.

“Drink if you can tour”, Museo del Vino di Torgiano (MUVIT) – 14 febbraio 2017
Ingresso ridotto per le coppie con calice di L’U presso l’Osteria del Museo: euro 5,00/pax
Corso V. Emanuele, 31 – Torgiano (PG)
Per info e prenotazioni: 075 9880200 – prenotazionimusei@lungarotti.it

Cantina Lungarotti Torgiano – 14 febbraio
Visita alla cantina (gratuita) su prenotazione; calice di vino (euro 2,00/pax)
Viale G. Lungarotti, 2 – Torgiano (PG)
Per info e prenotazioni: 075.9886649; enoteca@lungarotti.it; welcome@lungarotti.it;

2

B&B Day, il 10 marzo si dorme gratis in agriturismo

by lunedì, febbraio 12, 2018

Dimore di charme, antiche ville, casali in campagna, accoglienti strutture familiari nei centri storici delle città d’arte o nei borghi più belli della penisola: tutti pronti all’accoglienza per il B&B Day, l’appuntamento fisso ideato nel 2007 e da allora organizzato ogni anno a marzo da www.Bed-and-Breakfast.it.

Solitamente l’evento si svolge nel primo fine settimana del mese: l’edizione 2018 è posticipata al secondo weekend di marzo per non interferire con le elezioni politiche e regionali di domenica 4.
I B&B affiliati al portale che aderiscono all’iniziativa offrono il soggiorno di sabato 10 marzo in omaggio ai viaggiatori che prenotino a pagamento anche il giorno precedente (venerdì 9) oppure il successivo (domenica 11): una vacanza a metà prezzo, insomma. Chi volesse trascorrere in bed&breakfast tre notti anziché due – da venerdì 9 fino a domenica 11 inclusa – avrà comunque il sabato gratuito.
Il sito www.BBDay.it raccoglie tutti gli alloggi vacanzieri disponibili per questa 12esima edizione della giornata nazionale del B&B. È possibile effettuare ricerche per città, regione, tema di viaggio (campagna, lago, mare, montagna, ecc.) e restringere i risultati alle sole strutture extra-alberghiere che abbiano specifiche caratteristiche: in caso ci si muova con amici a quattro zampe si può per esempio circoscrivere la ricerca ai soli B&B pet friendly. Scelto il B&B, il costo per la notte del 10 marzo sarà decurtato in automatico al momento della prenotazione.
Il B&B Day è una festa: si celebra l’ormai affermata formula ricettiva calorosa, intima, rilassata, responsabile e sostenibile che gli host e gli ospiti dei bed and breakfast abbracciano. Ed è un’occasione da non perdere per sperimentare l’ospitalità familiare o conoscere più approfonditamente l’universo B&B – a condizioni ancora più economiche del consueto – e scoprire al contempo pezzi d’Italia.
Nel weekend del 10 marzo, inoltre, saranno in corso molti grandi eventi: la retrospettiva su Frida Kahlo al Mudec di Milano, i capolavori di Picasso al Palazzo Ducale di Genova, l’esposizione dedicata a Monet al Vittoriano di Roma, la mostra Tesori nascosti. Da Giotto a de Chirico al Castello Ursino di Catania, solo per citarne alcuni. Quale migliore occasione del BBDay per una visita a città e musei?

LINK DI RIFERIMENTO
B&B Day: www.bbday.it
Pagina Facebook B&B Day: www.facebook.com/beb.day

2

Amarone Kissing. Da 30 a 300 euro, gli Amarone da bere almeno una volta nella vita

by venerdì, febbraio 9, 2018

Masi, Bertani, Tommasi, Allegrini, Giuseppe Quintarelli, Romano Dal Forno, Zenato, Gerardo Cesari, ma non solo.

Se questi sono i nomi più noti e blasonati dell’Amarone della Valpolicella, ce n’è anche qualche altro che merita di essere stappato, perché vi regalerà un sorso capace di sorprendervi. Come un primo bacio.

Se mi seguite da un po’, sapete bene cosa ne penso dell’Amarone. L’avevo già scritto l’anno scorso qui, ma ve lo ripeto. Se penso a un vino da “conseguenze” – sí, proprio quelle, meravigliose, conseguenze – penso proprio all’Amarone. Non puoi fare Amarone o essere un appassionato di questo vino e non condividerne l’anima di fuoco, la temerarietà, il calore. 

Ogni sorso è un bacio, quando si tratta di Amarone. Un bacio proibito? Talvolta. Un bacio raro? Sempre. Quello che non può essere, quando si parla di questo vino, è la freddezza, la rigidità e quel saper controllare la passione che azzera il fascino e cancella ogni magia.

Quello che voglio dire è che se mi chiedete come scegliere un Amarone, per me è presto detto: se un Amarone non ti bacia, non è il tuo Amarone.

Gli Amarone da bere almeno una volta nella vita, quelli con cui capire come dovrebbe baciarvi un Amarone, sono a mio avviso questi (i prezzi indicati sono i più bassi trovati online):

  • Masi, Amarone della Valpolicella Classico Costasera 31€
  • Giuseppe Quintarelli, Amarone della Valpolicella Classico Riserva 110€
  • Romano Dal Forno, Amarone della Valpolicella Vigneto Monte Lodoletta 285€
  • Allegrini, Amarone della Valpolicella Classico 55€
  • Bertani, Amarone della Valpolicella Classico 65€
  • Tommasi, Amarone della Valpolicella Classico 35€
  • Zenato, Amarone della Valpolicella Classico Riserva Sergio Zenato 75€
  • Gerardo Cesari, Amarone della Valpolicella Classico Riserva Bosan 49€

Poi, potrete assaggiare anche questi, eccellenze meno note ma altrettanto interessanti:

  • Cantina Trabucchi D’Illasi Cent’anni Riserva (uno dei miei preferiti in assoluto) 90€
  • Secondo Marco Amarone della Valpolicella Classico 52€
  • Massimago Amarone della Valpilicella Classico 45€
  • Corte Archi IS 50€
  • Azienda Agricola Le Salette Pergole Vece 70€
  • Speri Viticoltori Vigneto Monte Sant’Urbano 40€
  • Zymé La Mattonara 230€

E ora non vi resta che fare un sorso di Valpolicella con il primo episodio di Wine Passport Tv Series. Cin cin!

2

Festa delle Donne del Vino: il 3 marzo eventi in tutta Italia per i 30 anni dell’associazione

by giovedì, febbraio 8, 2018

Le Donne del Vino compiono 30 anni.

Nata nel 1988 su iniziativa di Elisabetta Tognana, l’associazione di cui anch’io ho l’onore di fare parte  e che oggi è la più grande associazione mondiale di donne del comparto enologico, ha sempre perseguito lo scopo di promuovere la cultura del vino e il ruolo delle donne nella società e nel comparto enologico. Oggi conta 770 associate: produttrici, enotecarie, ristoratrici, sommelier, giornaliste e esperte. È presente in tutte le regioni italiane e ha anche socie all’estero.

Giovanna Prandini, io e la nostra presidente Donatella Cinelli Colombini

La Festa delle Donne del Vino che avrà il suo clou sabato 3 marzo con eventi diffusi in tutta Italia. Degustazioni al cinema, video racconti, inviti in azienda. Una festa in versione film che accende i riflettori sui personaggi femminili che creano, vendono, promuovono le grandi bottiglie italiane.

Con il tema “Donne vino e cinema” l’iniziativa anticipa la festa della donna e «mira ad accendere i riflettori sul comparto enologico rivolgendosi in prima battura proprio all’universo femminile», spiega la presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini. La scommessa è quella di cambiare i luoghi e i modi per raccontare il vino ponendo le donne come protagoniste, una scommessa su cui sto puntando da quando ho iniziato a scrivere di vino e di cibo, una scommessa che ha fatto nascere questo blog e ha trovato il suo manifesto prima in Sex and the Wine (mio romanzo del 2010) e oggi in Tutta colpa di un Ruinart Rosé. Scommessa che sto portando avanti anche con la prima web series sul vino italiano girata in inglese che con la prima stagione ha messo a segno 2 milioni di visualizzazioni in 5 episodi (guardali qui)

Sono in programma degustazioni di bottiglie d’autore nelle sale cinematografiche mettendo “più sapore nel piacere del film” e regalando un momento unico agli spettatori del cinema.

Verranno autoprodotti video che raccontano la vita delle Donne del vino con ironia, autenticità ma anche tanto orgoglio. Una sorta di racconto a più voci, spesso cucito da registi e video maker, dove le protagoniste si mostrano in momenti della loro vita quotidiana. La diffusione on line e durante gli eventi fa conoscere personaggi e storie femminili pieni di valori e saperi, un universo in gran parte poco conosciuto, ma molto entusiasmante.

La parte più “tradizionale” del programma riguarda le visite nelle imprese delle Donne del Vino: cantine, enoteche, ristoranti, agenzie di PR, redazioni, centri di consulenza enologica. Visite accompagnate da assaggi e mini lezioni sul vino. Fra gli invitati un posto privilegiato va alle associazioni femminili con cui le Donne del vino puntano a consolidare i rapporti oltre, ovviamente, a diffondere la cultura del buon bere.

La Festa delle Donne del Vino costituisce il primo esempio di un comparto produttivo che apre le porte in modo coordinato e diffuso nell’intera nazione per far conoscere il proprio lato femminile. «A poco tempo dalla notizia del World Economic Forum che mette l’Italia all’82° posto nel mondo per il gender gap, le Donne del Vino con il loro dinamismo e i loro progetti danno una ventata di ottimismo all’intero universo femminile italiano» ha detto l’assessora Anna Paola Concia.

DATI SULLA PRESENZA FEMMINILE NELLE IMPRESE ITALIANE E NELLE IMPRESE DEL VINO

Secondo i dati Unioncamere del 2015 il 21% delle imprese italiane sono dirette da donne e un terzo di esse sono agroalimentari o turistiche. Il 35% della forza lavoro agricola è femminile.

Le donne dirigono il 28% delle cantine con vigneto e il 12% delle cantine industriali, il 24% delle imprese che commercializzano vino al dettaglio e il 12,5% di quelle all’ingrosso (dati Cribis- Crif).

www.ledonnedelvino.com, info@ledonnedelvino.com

2

Ruinart Rosé, lo champagne più audace gioca con la pizza gourmet

by giovedì, febbraio 8, 2018

Ruinart Rosé e pizza gourmet.

A partire da marzo gli amanti di questa abbinata potranno degustare questo nuovo programma di food pairing nei locali del Ruinart Network, circuito preferenziale di ristoranti e locali che proporranno pizze gourmet per alcuni e finger food gourmet per altri, in perfetto abbinamento alla versione Rosé della più antica Maison de Champagne. L’elenco dei locali lo trovate qui.

L’evento di lancio di questa nuova proposta firmata Ruinart si è svolto ieri al Gattopardo, storico locale della movida milanese, dove la Maison ha scelto di invitare i suoi ospiti – la stampa top enogatronomica e lifestyle – a vivere un viaggio gustativo e sensoriale nell’affascinante mondo dell’esotico e dell’audacia.

Dare to be different è stato il tema della serata e ha chiesto a tre famosi pizzaioli d’Italia di creare due pizze a testa abbinandole a Ruinart Rosé seguendo due temi: il primo, Dare to be exotic, quindi inventando una proposta di pizza gourmet esotica, e la seconda sul tema Dare t be yourself, per esprimere nella seconda creazione l’audacia di essere se stessi.

I tre pizzaioli scelti per questa intrigante competizione sono stati Renato Bosco, Simone Lombardi e Ciro Oliva. L’impasto di Bosco a mio avviso è stato da podio: la sua Aria di Pane, proposta ieri sera, del resto è il piatto simbolo (assieme alla Scarpetta di Franco Pepe) dell’edizione 2018 del congresso Identità Golose. Hanno convinto meno i suoi condimenti esotici e audaci. Divino il ragù di Oliva nella sua pizza audace O’RRau, che però secondo i più andava a coprire un po’ troppo il sapore dell’impasto. Ventricina, coriandolo, cipollotto, ananas al forno e fior di latte è stata invece la proposta esostica di Lombardi capace di mettere tutti d’accordo e premiata come migliore della serata, condotta dal giornalista sportivo Pierluigi Pardo. Del resto, il salume tipico di Abruzzo e Molise ha un sapore talmente intrigante da conquistare con facilità e anche l’abbinamento con le note di frutti rossi di Ruinart Rosé è risultato perfetto, come ha confermato anhe Caroline Fiot, giovane wine maker della Maison Ruinart.

Photo credits Claudia Calegari (quelle brutte sono le mie invece 😉 )

                        


COME è FATTO RUINART ROSE’

Assemblaggio elaborato su una base di Chardonnay e di Pinot Noir con la maggior parte dei vitigni classificati tra i Premier Cru, con una quota dal 20 al 25% di vini di riserva delle due annate precedenti.
45% di Chardonnay della Côte des Blancs e della Montagne de Reims.
55% di Pinot Noir della Montagne de Reims e della vallée de la Marne, di cui il 18-19% vinificato in rosso.
Vinificazione:
• Vendemmia manuale
• Fermentazione alcolica in tini di acciaio inox termoregolati • Per il vino rosso, macerazione breve ed estrazione leggera • Fermentazione malolattica
• Dosaggio: 9 g/l
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Il colore è di un rosa granato delicato dai riflessi leggermente aranciati. L’effervescenza è vivace e leggera, con un perlage persistente.
Al naso si presenta fresco e delicato con profumi di frutti esotici (guava, litchi) e di piccoli frutti rossi (lampone, ciliegia, fragolina di bosco). Le note di rosa e di melagrano completano il suo profilo aromatico complesso e intenso.
All’esame gustativo l’attacco è deciso con una dolce effervescenza. Gli aromi di frutti rossi appena colti si esprimono pienamente. In questo equilibrio si coniugano una rotondità golosa e una piacevole freschezza, che si esprime con un tocco elegante e vivace di menta e di pompelmo rosa.

 

E se siete degli amanti di Ruinart Rosé allora non potete non aver letto il mio ultimo romanzo

Tutta colpa di un Ruinart Rosé 🙂

Curiosi? Lo comprate qui.

2