Come il mare affina lo champagne

by Thursday, July 13, 2017

Was the 2010 quando un gruppo di sommozzatori scoprì 47 bottiglie di Champagne Veuve Clicquot all’interno di una nave naufragata al largo dell’arcipelago delle isole Åland.

La Maison, stupita dallo stato quasi intatto del vino, grazie alle sue straordinarie capacità di invecchiamento e alle condizioni di conservazione ideali offerte dal fondo del mare, in 2014 decise di lanciare un esperimento senza precedenti: Cellar in The Sea, la Cantina nel Mare, nelle profondità del Mar Baltico, dove sono state messe a dimora una buona quantità di etichette della Mausob per monitorare periodicamente lo stato delle bottiglie nell’arco di 40 years.

In 2017, tre anni dopo il lancio di questo singolare esperimento, le bottiglie sono state riportate in superficie durante il Solstizio d’Estate per la prima degustazione comparativa con la stessa selezione di bottiglie conservate nelle celebri cantine di gesso della Maison a Reims.

Dopo la degustazione di entrambe le bottiglie, gli esperti hanno concluso che il fondo marino ha lasciato i vini più freschi e giovani.

Le bottiglie e le magnum di Yellow Label conservate nelle Åland, in particular, sono più chiare e delicate e presentano un bouquet leggermente meno sviluppato, con fresche note agrumate, oltre a una minore corposità al palato, rispetto alle bottiglie conservate nelle cantine di gesso della Maison a Reims. Le bottiglie provenienti dalle cantine hanno già iniziato a sviluppare complessità e profondità, con un colore più ricco e una maggiore maturità.

Si è osservata una condizione analoga per il Vintage Rosé 2004, che ha un bouquet leggermente affumicato e chiuso, con tannini meno duttili e integrati, pur conservando grande freschezza.

Per quanto riguarda il Demi-Sec, mentre gli esperti hanno trovato molte somiglianze fra le due bottiglie, in termini di colore, e meno differenze in termini di corposità, il vino delle Åland evidenzia una nota finale leggermente acerba.


 

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