In the Alpine resort of Italy most starry you can even get to eat a flower vase

by Monday, December 16, 2013

Madonna di Campiglio is, with the release of the Michelin Guide 2014, the most starry of Alpine resort Italy. In fact there are three restaurants that have the coveted Star a late equaliser: the last in order of time to be received is the Dolomieu DV's Chalet, led by Enrico Croatti old romagnolo. Last year it was the turn of Vinicio Tenni of Capercaillie, Tavern of the hotel Bertelli, the Dean of the Group since it is going to turn sixty candles, Twenty of them spent in the hotel where today can boast of the recognition of the world's most desired Red. To bring for the first time the star in Madonna di Campiglio has been the Stube Hermitage, Bio hotel Hermitage: was the 2009 and in the kitchen there was the Paul Hood, napoletano in the heart and in the pot, While today there is Nicola Laera, Nordic and pragmatic temperament, for nine years in St. Norbert Niederkofler. Hubertus of san Cassiano.

Le esperienze da fare in questo paradiso ad alta quota per gourmet disposti a scalare i graniti dolomitici pur di scoprire nuove ferrate gourmand, devono iniziare al Gallo Cedrone: la cucina di Tenni è solida e saggia, rassicurante; l’ambiente è strepitoso come la carta dei vini con 800 etichette e, da questa stagione invernale, con la collezione completa di Dom Perignon, visto che il locale è diventato il 13mo depositario italiano della famosa Maison francese. Nella sigar Room, then, potrete accedere all’incredibile collezione di sigari e distillati del patron Marco Masè.

Seconda tappa, la Stube hermitage, dove il 31enne Laera sfoggia virtuosismi preziosi, tra zuppe di champagne, risotti alle erbe di montagna impreziosite con astice bretone, e uno straordinario gelato al wasabi creato dal pasticcere Fabrizio Apruzzese.

Terza tappa, per seguire un percorso che ci condurrà sempre più in alto sulle vette della creatività, il Dolomieu. Lo chef Enrico Croatti ha 31 years, è di Rimini, e forse è colpa del mare che fa guardare lontano se ha l’animo che lo ha sempre portato ad amare i viaggi (nel piatto e nella vita): a Los Angeles da Gino Angelini, a Lione da Paul Boucuse e dal suo allievo Davy Tissot; a san Sebastian da Pedro Subiana del ristorante Akellare. Il suo animo di tempeste e ritorni nel 2014 lo porterà ancora più lontano verso est, per scoprire i segreti di una cultura sempre più amata. Genio e caparbietà, unite a una buona dose di sensualità, a umiltà e tradizione fanno uscire dalle sue mani piatti generosi di gusto e di emozioni, come il diversamente gulasch, esteticamente minimal, ricchissimo di sapori e significati. Ma la fantasia di Enrico corre veloce, e arriva a farti mangiare un vaso di fiori. La terra di fegatini, il concime di cioccolato, un fiore edulo come una freccia di cupido pronto a farti innamorare e a regalarti la voglia di abbandonarti tra le braccia di qualsiasi brivido culinario che il generoso Enrico voglia proporti. Preparatevi a un bungee jumping di tradizione e intelligente innovazione, fatta con educazione e rispetto, ma mossa dallo sciabordare della passione.

GALLO CEDRONE20131216-152808.jpg

20131216-152828.jpg

20131216-152845.jpg

20131216-152903.jpg

20131216-152920.jpg

20131216-153055.jpg

20131216-153200.jpg

20131216-153343.jpg

STUBE HERMITAGE20131216-153410.jpg

20131216-153428.jpg

20131216-153436.jpg

20131216-153451.jpg

20131216-153506.jpg

20131216-153514.jpg

20131216-153535.jpg

20131216-153549.jpg

DOLOMIEU20131216-153609.jpg

20131216-153620.jpg

20131216-153646.jpg

20131216-153704.jpg

20131216-153726.jpg

20131216-153734.jpg

20131216-153742.jpg

20131216-153801.jpg

20131216-153812.jpg

20131216-153825.jpg

20131216-153900.jpg

20131216-153910.jpg

0

No Comments Yet.

What do you think?

Your email address will not be published. Required fields are marked *