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Gone with the wine | Il vino secondo le donne | La mia nuova rubrica sul mensile A Tavola

by venerdì, aprile 12, 2013

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E’ partita a marzo e, mi dicono, sta riscuotendo un buon successo. Vi incollo qui il primo articolo del numero di marzo, appunto, mentre ad aprire parlo di Vino Santo e, per scoprirne di più, vi aspetto in edicola ;).

Non c’è cosa più errata – e da un punto di vista femminile anche detestabile – di definire certi vini “da donna” e altri “da uomo”. Ovviamente, quelli da donna sono vini dolci oppure bianchi molto fruttati, di pronta beva, leggeri e, per usare un termine tecnico, facili. Quelli da uomo, naturalmente, sono esattamente il contrario: si tratta di nettari complessi, talvolta ruvidi, molto carichi di tannini e di gradazione alcolica, magari barricati, preferibilmente non troppo giovani e sicuramente rossi. Niente di più sbagliato. I sondaggi parlano chiaro: come per gli uomini, il vino rosso tra le wine lover è al primo posto nell’indice di gradimento, ma quello che amano particolarmente sono le bollicine. Prosecco, penserete, associando questo stile di spumante che spopola in mezzo mondo a un essere femminile easy chic e beverino.  Vi sorprenderà forse, ma il 27,5% delle donne ama bere Champagne, contro il 15,6% degli uomini, e spumante (24% le donne contro il 16% degli uomini). A dirlo sono alcuni sondaggi, di cui uno condotto qualche anno fa da Vinitaly, che confermano anche altri aspetti interessanti. Se guardiamo gli stili di consumo, il 32% delle donne italiane si dichiara pronta a bere una bottiglia di vino con le amiche, perché per il gentil sesso Bacco è soprattutto un complemento della socializzazione e uno strumento di relazione interpersonale. Ma non finisce qui, perché c’è un’altra notevole differenza, a quanto pare, tra i consumatori di sesso maschile e quelli di sesso femminile: mentre gli uomini sono condizionati dall’abitudine e tendono a scegliere etichette già degustate oppure note, le donne sono molto più motivate dal desiderio di conoscere, hanno più voglia di sperimentare senza lasciarsi condizionare da etichette blasonate e mode, sono disposte a rischiare per scoprire una nuova emozione enologica e sono molto più coinvolte emotivamente nell’atto dell’acquisto. Quanto alla frequenza, metà delle super appassionate – circa mezzo milione di persone in Italia – bevono  almeno un bicchiere di vino tutti i giorni, sia che si trovino a casa sia che siano al ristorante, mentre il restante delle wine lover si divide tra chi lo beve quattro o cinque volte alla settimana e chi due o tre volte.

Potremo metterla giù anche così: che le donne scelgono il vino come sceglierebbero gli uomini, mentre  gli uomini lo fanno nel modo esattamente inverso in cui sceglierebbero una donna. Facciamo un paio di esempi, prendendo in considerazione ragazze over 30 (tra i 20  i 30 si scopre il vino così come l’amore e si decide di approfondire, dopo i 30 ne sai abbastanza per sapere cosa fa per te, si spera!): quelle che amano frequentare tipi più grandi di loro, dal modo di fare sicuro, magari un po’ sbruffone, certamente ben dotati a livello di parco macchine e parco immobiliare, bevono volentieri rossi carichi, maschi, dalla barba incolta o un po’ stropicciati dal tempo (come Amarone, Negroamaro, Cabernet Sauvignon) oppure Champagne preferibilmente Riserva; quelle che preferiscono uomini più giovani di loro, freschi e tonici, usualmente mettono nel bicchiere vini sobri, metodi charmat, rossi frizzanti e annate recenti. Nello slang del vino si chiamano “wine cougar”. Per gli uomini, invece, banalizzando e ironizzando un po’ si potrebbe dire che solitamente nel vino amano la complessità, mentre nelle donne vogliono leggerezza e non troppo impegno intellettuale, e che se nel nettare di Bacco cercano soprattutto vecchie annate, nella vita vogliono femmine più giovani di loro, talvolta anche di molto. E soprattutto, nel bicchiere si divertono a sciupare più “more” possibile, mentre nella vita le sposano e se la spassano – almeno così si dice – più volentieri con le bionde.

 

 

 

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