In Florence there is talk of new common agricultural policy

by Thursday, February 7, 2013

Avogadro poster

I receive and gladly public.

La prestigiosa sede dell’Accademia dei Georgofili ha ospitato il Convegno promosso da Fondazione Arare in collaboration with Gruppo Intesa Sanpaolo Agriventure sull’attualissimo tema della “NUOVA POLITICA AGRICOLA COMUNE 2014-2020”.

The Conference was an important seminar of reflection and analysis on the impact of the reform of the common agricultural policy for the period 2014-2020, già in fase di avanzata definizione.

Illustri esperti del settore, hanno offerto importanti spunti ma anche stimoli da cogliere di fronte al cambiamento oramai vicino, soprattutto in relazione alle conseguenze che la nuova Politica Agraria Comune avrà sulle scelte strategiche delle imprese agricole italiane.

 

In particular Franco Sadeghi, President of the Accademia dei Georgofili, introduced with an emphasis on possible future scenarios of the new CAP: “If the cut in funding would be more than acceptable, the European Parliament could reopen the examination of some important chapters. The most politically discussed greening could be fully canceled. Common sense and balance may help reduce both cuts that excessive agro-environmental measures inside so far. Unfortunately, still not taken proper account of the need to strengthen the productive agricultural activities, While the world needs more food and no one can afford to lose more land and agricultural production. La PAC dovrà prevedere al più presto strumenti che aiutino le imprese a stare sui mercati, sempre più difficili, volatili e rischiosi.

 

Gli interventi di Antonio Gambetta Vianna, Comm. Agricoltura Regione Toscana, Denis Pantini, Resp. Area Agric. e Industria Alim. Nomisma, Vincenzo Lenucci, Resp. Area Econ. e Centro Studi Confagricoltura, Giuseppe Blasi, Capo Dip. Pol. Internazionali MIPAAF. hanno analizzando in maniera specifica, ognuno secondo il suo campo di pertinenza, i punti salienti della proposta di riforma, evidenziando sia le probabili opzioni positive sia i punti critici per il sistema agricolo italiano.Ha allargato il tema affrontandolo dal punto di vista politico e strategico, Gianni Bonini, Delegato Italiano al CIHEAM, sottolineando come la nuova PAC cambierà l’assetto fra Europa e il sistema agricoltura e come tutto ciò influenzerà i rapporti fra Europa e i Paesi del Mediterraneo.

 

L’Avvocato Vito Bianco, direttore della Fondazione Arare ha sottolineato come “Il convegno abbia corrisposto pienamente alle aspettative e agli obiettivi che voleva conseguire. Sulla riforma pesa l’incognita delle decisioni che saranno assunte tra pochi giorni dai Capi di Stato e di Governo relativamente alle prospettive finanziarie e, then, al budget disponibile per l’agricoltura dei 27 Stati membri nel periodo di programmazione prima citato. In tale direzione dovrà muoversi con particolare determinazione il Governo italiano, ricordando che il nostro Paese è contribuente netto nei confronti della UE e che il progetto di riforma, allo stato attuale, si traduce in una ulteriore penalizzazione per i nostri agricoltori. E’ stato approfondito il percorso di profonda revisione delle attività agricole in Italia; mentre il futuro richiede sempre più una governance autorevole, snella ed unificante, la riforma della PAC comporterà nuovi complessi adempimenti a carico dei Paesi e degli addetti. In addition, mentre i più accreditati organismi internazionali (FAO in primis) raccomandano una urgente incentivazione alla produttività per fronteggiare la crescente domanda alimentare mondiale e per limitare le speculazioni sulle commodities, la Commissione europea propone di sottrarre ingenti superfici alla produzione primaria. Si cerca di far prevalere, in other words, una visione “romantica” dell’agricoltura, comprimendone una valenza economica che in Europa e in Italia vuol dire sicurezza alimentare e milioni di posti di lavoro.”

 

Federico Vecchioni, Presidente di Agriventure, ha evidenziato i cambiamenti che la nuova riforma avrà sulla filiera produttiva nelle conclusioni. “Le imprese agricole italiane – ha spiegatodovranno integrarsi e aggregarsi per aumentare la loro dimensione competitiva. Il nuovo governo dovrà applicare questa Pac nelle regioni italiane: nuovi piani di sviluppo rurale, nuove risorse da intercettare, non aiuti ma integrazioni a una filiera che dovrà diventare più moderna e competitiva”.

Le diverse filiere produttive italiane, dal grano al vino, dall’olio alla zootecnia, non potranno che tenere conto di come questa nuova politica sarà sempre più orientata ai mercati, ma anche al cosiddetto ‘greening’, quella parte verde dell’agricoltura che dobbiamo declinare con attenzione, perché le nostre imprese devono essere messe nella condizione di aggredire i nuovi mercati. Quindi efficientare la filiera significa abbattere i costi di produzione e avere più strumenti per competere”.

“La Nuova riforma Politica Agraria Comune – ha conclusonon può essere considerata solo un tema tecnico ma bensì un dossier di grande rilevanza politica e strategica” e inoltre “Ricerca e Innovazione in Agricoltura sono necessarie, ed è importante che l’agricoltura abbia l’opportunità di fare ricerca”.

 

Altissima la partecipazione di imprenditori al convegno che si è rivelato un importante momento di riflessione concreto e attuale, con la volontà di dare risposte agli operatori del settore, analizzando l’impatto reale che la riforma avrà in tempi molto vicini.

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1 Response
  • Giuliano
    February 8, 2013

    Ma perché dappertutto si discute di PAC mentre qui in Trentino non si muove una foglia? Eppure con questa PAC prima o dopo dovremo fare i conti anche noi, solo che così facendo il tutto ci piomberà addosso all’improvviso e sarà troppo tardi per dire ma….?

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