http://geishagourmet.com/2011/05/16/alberto-di-monaco-si-sposa-con-perrier-jouet-moet-chandon-con-la-cina/

Alberto of Monaco marries with Perrier-Jouët. Moët Chandon with China.

by Monday, May 16, 2011

His Serene Highness Prince Alberto II of Monaco chose Perrier-Jouët as official champagne for her marriage to Charlene Wittstock, that will take place on the 1 and the 2 July. A tribute to the historical relationship between the Principality and the Maison whose Cuvée Belle Époque has served for ten years at the rose Ball Monaco directory.

After the ceremony, which will take place in the beautiful courtyard of Palazzo del Principe, some of the most prestigious Cuvées of Maison to accompany the receptions, including the official dinner. A custom Cuvee will also be served in honour of this historic event.

Lionel Breton, President & CEO of Martell Mumm Perrier-Jouët, said: «La Maison Perrier-Jouët was born from love story between its founders Pierre Nicolas Perrier and Adele Jouët 200 years ago. In this special year that marks the 200th anniversary of the Maison, siamo orgogliosi e felici di accompagnare le celebrazioni per il matrimonio di Sua Altezza Serenissima Principe Alberto II di Monaco e Charlene Wittstock con le nostre prestigiose Cuvées».

Since its founding in 1811, Perrier-Jouët è sempre stato associato a Reali e Principi. In 1861, S.A.R. Regina Victoria ha voluto Perrier-Jouët come champagne ufficiale della Corte di Inghilterra. E’ stata poi seguita dalla Corte Svedese e da Leopoldo I del Belgio. Anche Napoleone II e l’Imperatrice di Russia, Maria di Hesse-Darmstadt, scelsero gli champagne della Maison.

In Short, questo è solo l’ultimo grande tributo alla Maison, la cui eredità viene da una tradizione di soli 7 chef de cave in 200 anni di storia e il cui simbolo è l’iconica cuvée Belle Epoque.

Ma le bollicine francesi non conquistano solo il Principato di Monaco. Che la Cina sia la nuova frontiera per il mondo del vino lo dicono i numeri: il consumo annuo è raddoppiato tra il 2005 and the 2009, salendo a 867 milioni di litri, quasi un miliardo di bottiglie, e si prevede che il gigante asiatico entro il 2013 sarà il settimo mercato al mondo per consumi. E che i francesi siano stati i veri pionieri di un mercato in cui 20 anni fa era difficile credere, lo raccontano le cronache: la scommessa di Moët Chandon, che produrrà vino bianco frizzante in partnership con una società pubblica cinese, nella remota regione asiatica di Ningxia Hui, 900 km ad ovest di Pechino, arriva 2 anni dopo Château LafiteRothschild, that from 2009, in partnership con Citic, la prima società pubblica cinese di investimenti, è impegnato in un progetto su un territorio di oltre 24 hectares. Ci sono poi capitali che fanno il tragitto inverso, ed è così che 5 Châteaux di Bordeaux, between the 2008 and the 2011 sono passati in mano cinese: da Laulan Ducos, a Latour-Laguens, da Richelieu a Chenu Lafitte, fino a De Viaud.

 

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