http://geishagourmet.com/2011/03/21/speak-it-easy-altro-che-consumatori-che-non-conoscono-il-vino/

Speak it easy. But consumers who don't know wine

by Monday, March 21, 2011

Vinitaly, as usual, heat engines with a series of polls to get ben to his annual loads. The last press release announces that the Italian consumers are unaware of the wine… Personally, Instead, I think they are afraid: in primis, certain, from the alcohol test, But even from a “sanctification” del vino messo su un piedistallo e reso quasi venerabileCon la conseguenza che oggi in molti temono di ordinare una bottiglia o un bicchiere perché non si sentono all’altezza. Per questo ritengo che la comunicazione del vino debba virare in senso più femminile, immediato, simple… Ho le idee ben chiare a proposito, sono pronta a mettervele nel bicchiereIniziate con Sex and the wine...

Ma vediamo cosa dice Vinitaly. “Vi preoccupate tanto di come avvicinare i consumatori degli altri Paesi al vino, ma avete dimenticato che il cambio generazionale a casa richiede lo stesso sforzo”. Per Veronika Crecelius, giornalista tedesca corrispondente in Italia della rivista Weinwirtschaft il mercato italiano è stato “semplicemente trascurato”.

Meno diretti forse, ma sulla stessa linea di pensiero gli altri protagonisti della quarta serie di interviste a istituzioni di categoria, manufacturer, communicators, operatori della distribuzione, ads/experts of custom made by Vinitaly (7-11 April 2011). The debate over declining domestic consumption proposed by the most important international exhibition dedicated to wine involves this week, oltre a Veronika Crecelius, Riccardo Ricci Curbastro presidente di Federdoc, Antonio Capaldo presidente della Feudi di San Gregorio, Giancarlo Vettorello direttore del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene e Marco Selmo responsabile liquidi del gruppo Carrefour.

The comparison, published on the site www.vinitaly.com is open to comments and concerns three questions.

Can the country first manufacturer live export only, con i rischi rappresentati dalle fluttuazioni monetarie e dalle agguerrite politiche di marketing e distribuzione dei competitori dei cosiddetti Nuovi Mondi?

The Italian market gap is economic, or is it a cultural miscommunication?

Because otherwise the export trend is growing?

“Il vino italiano di qualità gode di corsie preferenziali sui mercati esteridice Ricci Curbastro –, ma il mercato italiano non va trascurato, perché la crescita dell’export non compensa affatto le perdite dei consumi interni”. For this, a fronte di una società che sta cambiando, servono programmi di comunicazione sulla corretta assunzione del vino e di promozione del legame con il territorio e le tradizioni culturali e culinarie.

“Occorre riscoprire l’attività di degustazione come propedeutica alla vendita – dice Capaldo -, come si fa in tantissimi mercati considerati a torto meno evoluti, perché se il cliente non degusta non acquista”, mentre per Vettorello “molto possono fare la ristorazione e la distribuzione, anche emarginando i troppi vini generici che vediamo sulle tavole”.

Individuate le strategie, non manca la nota dolente, rappresentata dalla mancanza di coordinamento della filiera. Responsabilità anche, but not only, della frammentazione del sistema vitivinicolo italiano, rappresentato, secondo Selmo, da una “miriade di piccole aziende a volte tra loro concorrenti, che non riescono a dare un messaggio univoco che migliori l’immagine del vino agli occhi del consumatore”.

 

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