Von Vinavil, wilden sex, der Sommelier über die seltsamsten Wein-Aromen

von Montag, März 24, 2014

Der erste war, Unnötig zu sagen, Luigi Veronelli, Auslösen von Chaos für die Idee, die der Wein "wurde nicht nur Wein" und die absolute Freiheit der Sprache, die Sie verwenden können, um es zu beschreiben. Der zweite war Gourmet-Geisha. Und jetzt bittet Vinitaly einigen renommierten Sommelier zu sagen die neugierige Ahnung und über den Tellerrand als je zuvor in ihren Verkostungen getroffen haben. Puder oder wilden sex, Coccoina und Alpenveilchen gebrochenen Stengel, Benzin oder Kampfer, aber auch Panini Sticker, gebackenes Porree/Lauch, bauchige und Johannisbrot birmanischen Blume, bis ein Wein, der erinnert David Bowie.

Dies sind nur einige der neugierigsten Duftnoten in ein Glas Wein aus den berühmtesten Sommeliers und Kritiker von Italien – von Luca Gardini, Luca Martini wahrgenommen, von Adua Villa Paul Kiosk, von Eleonora Guerini (Gambero Rosso) Gigi Brozzoni (Seminario Veronelli), von Fabio Giavedoni (Langsam Wein) zu Enzo Oversteek (L ' Espresso), Franco Ricci (Bibenda) Luca Maroni (Annuario dei Migliori Vini Italiani) bis Wein Communicator Ian D'Agata – und "beichtete" Vinitaly, die wichtigste internationale Ausstellung für Wein und Spirituosen, Veronafiere geplant Von 6 Al 9 April (www.Vinitaly.com).

Wir beginnen mit Luca Gardini. DIEdie neugierigsten Ahnung durch den Sommelier-Weltmeister in gewarnt 2010, ist Pulver, in eine Verkostung von alten Jahrgängen des Barolo: «In einem alten Jahrgang des Barolo Serralunga – Spiega – Ich hörte diese staubig und leicht aromatischen Note, das erinnerte mich an Puder».

Manchmal warnt "der Duft von wilden sex», gesteht Paul Kiosk, Kostenlose begeisterter Schnupperkurse und Assessor des Grand Jury Européen: «Ich hörte es in einen Champagner, ein Schwarzriesling in Reinheit. Manchmal höre ich den Kleber PVA Klebstoff, oft höre ich Coccoina, un insieme di latte di cocco e di mandorla, altre volte ancora, il gambo di ciclamino spezzato, al naso, che rende l’idea di un’acidità spiccata».

Tra i sentori in assoluto più curiosi, le figurine Panini in un vino campano, ricorda Eleonora Guerini, curatrice della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso: «Un odore molto particolare, non la colla generica, è proprio l’odore delle figurine Panini, qualcosa che ha a che fare con la colla, ma in quel modo unico».

«Una delle cose peggiori che ho sentito è un odore di porro cotto, di minestrone – dice Gigi Brozzoni, alla guida del Seminario Permanente Luigi Veronelli – in un vino rosso, non giovanissimo, ma neanche troppo vecchio da giustificarlo. Piacevoli, Stattdessen, gli aromi di iris, di giacinto, di fiori bulbosi, molto dolci e carezzevoli. Ma una delle cose amo di più nei vini, è quando sento un po’ di tabacco o di cuoio: mi sento a casa, tranquillo, rassicurato».

D’altra parte, se un vino ha un difetto, i suoi aromi possono essere davvero sgradevoli.

«Ma la cosa che ti sorprende di più – sostiene Luca Martini, sommelier Ais-Associazione italiana sommelier, miglior sommelier al mondo in carica per la “World Wide Sommelier Association” – sono i sentori di pregio che si ritrovano nella vita quotidiana, come l’idrocarburo in un Riesling, mi affascina molto, un sentore quasi di petrolio, di benzina, che identifica la territorialità».

Ci sono poi impressioni che ti fanno andare indietro con la memoria, «come quel sentore che ho percepito una volta in un Verdicchio» racconta Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine: «Mi ricordava l’odore che sentivo da ragazzino tra i giocatori di una squadra di calcio in cui militava mio zio, un odore fortissimo che mi piaceva tantissimo e non ho mai capito che cosa fosse. L’ho sentito in questo vino, e poi ho capito che era odore di canfora, utilizzando un prodotto per scaldare i muscoli».

E se per il direttore delle Guide de L’Espresso Enzo Oversteek è «il perfido sapore di troppi vini cosiddetti naturali», Franco Ricci, alla guida di Bibenda e della nuova Fondazione Italiana Sommelier, ricorda quella volta che ha sentito un fortissimo sentore di eucalipto, poi ha girato la testa ed il vigneto era accanto proprio ad un enorme bosco di eucalipto: «Questo episodio – Spiega – mi ha fatto riflettere su quanto la terra influisca nel sentore dell’uva, sul territorio che è la vera ricchezza del nostro patrimonio vitivinicolo».

Con il vino, den Rest, ci vuole un approccio serio, ma senza farlo diventare noioso: un sentore strano e veramente tipico, percepito dal wine communicator Ian D’Agata (curatore di Vinitaly International Academy, iniziativa educativa rivolta agli operatori del settore all’estero) in un vino bianco di Puglia è una nota intensissima di curry: «Sembrava di aver mangiato un piatto speziato, sembrava pollo al curry».

Il sentore «più pazzesco», avvertito da Luca Maroni, critico e autore dell’Annuario dei migliori Vini Italiani, è il richiamo all’ananas in un vino bianco italiano, l’Idem 1998 di Feudi di San Gregorio: «Scrissi proprio: siamo su un altro pianeta, il pianeta del frutto ananasso. Perché in quel momento era un vino anni luce davanti agli altri».

«Sono sempre andata contro la filosofia dei sentori che mettono in imbarazzo e allontano le persone che ti stanno seguendo – dice la regina delle sommelier e volto noto del piccolo schermo Adua Villa –; ci possono essere, ma sono veramente per grandi intenditori. Una volta ho sentito un collega parlare di sentore di carruba birmana: mi sono permessa di prendere il telefono. Obwohl – confessa –, sono strana da un altro punto di vista perché mi piace giocare molto sui sillogismi tra musica e vino: David Bowie, eclettico, trasformista, e la sua musica mi fanno ricordare certi vini eclettici, che si trasformano nel bicchiere».

Glossario delle “Confessioni sensoriali” di critici & Sommelier (non aspettatevi chissà cosa di piccante 😉 )

Cipria: nota polverosa e leggermente aromatica

Sesso sfrenato: lasciato all’immaginazione

Vinavil: una sensazione di chimico e di plastica

Coccoina: un insieme di latte di cocco e di mandorla

Gambo di ciclamino spezzato: rende l’idea di un’acidità spiccata

Figurine Panini: ha a che fare con la colla, ma in quel modo lì unico

Porro cotto: odore di minestrone

Fiore bulboso: aroma dolce e carezzevole

Tabacco & cuoio: ci si sente a casa, tranquilli, rassicurati

Benzina: un aroma di idrocarburo e petrolio

Canfora: un odore che ricorda il passato

Perfido: sapore di alcuni vini cosiddetti “naturali”

Bosco di eucalipto: la terra che interviene nel sentore dell’uva

Curry: come mangiare un pollo al curry

Ananasso: “siamo su un altro pianeta

Carruba birmana: chiedetelo ad un collega

Vino David Bowie: eclettico, si trasforma nel bicchiere

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