http://geishagourmet.com/2013/09/25/nel-2012-10mila-ristoranti-in-meno-in-italia-terzo-mercato-europeo-per-i-consumi-fuori-casa-e-nel-primo-semestre-2013-non-va-meglio-saldo-negativo-di-altre-5mila-realta-che-hanno-chiuso-i-battenti/

In 2012 10Tausend weniger Restaurants in Italien, Dritter europäischer Markt für den Verzehr außerhalb des Hauses. Und in der ersten Hälfte 2013 nicht besser: negativen Saldo von 5.000 andere Realität, die seine Türen geschlossen hat

von Mittwoch, September 25, 2013

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Die Zahlen sprechen für sich. Nach den Berechnungen der Fipe-Forschungsabteilung, Haushaltsausgaben für Restaurants in Italien ist 73 Milliarden euro (Jahr 2012), gleich 35% die gesamte Lebensmittelindustrie-Ausgaben. Dopo Spagna e Gran Bretagna l’Italia è il Paese europeo con la maggiore incidenza dei consumi alimentari fuori casa sul totale della spesa alimentare (35% a fronte di una media europea del 32%). In termini di spesa pro-capite gli italiani spendono in ristorazione circa 1.200 euro l’anno, die 32% più dei francesi e il 53% più dei tedeschi. Kurz gesagt, siamo il terzo mercato europeo.

Ricco e articolato è il panorama imprenditoriale con più di 100mila ristoranti e 157 mila bar. Ma l’offerta di ristorazione non si esaurisce qui. Ci sono 10mila ristoranti in agriturismo, 27mila esercizi take away, migliaia di ristoranti in luoghi non convenzionali ed altrettanti presenti come attività secondaria in imprese che svolgono l’attività principale in altri ambiti commerciali. Tanti punti di ristorazione, ma anche tante aziende che falliscono nel tentativo di farsi strada in un contesto così frammentato. Il settore si caratterizza da sempre per un elevato turn over imprenditoriale.

Nel solo 2012 le imprese che hanno avviato l’attività sono state oltre 16.000 con un numero di cessazioni di 25.678 unità, facendo registrare un saldo negativo di 9.345 Unternehmen.

La “grande crisi”, a dispetto di avventate dichiarazioni sui ristoranti pieni, non ha risparmiato il settore che nel solo 2012 ha perso consumi per 1,6 Milliarden euro. E nel 2013, in linea con il persistere della congiuntura negativa della domanda, il risultato atteso è di un’ulteriore contrazione per oltre un punto percentuale. L’impatto sul sentiment delle imprese è pesante. In 2012 il clima di fiducia dei ristoranti è tornato sui livelli più bassi del 2008, mentre il lieve recupero registrato nella prima parte dell’anno in corso non appare in grado di invertire il ciclo negativo iniziato nel secondo semestre del 2011. Una congiuntura che continua a riflettersi negativamente sul turn over delle imprese anche in questa prima parte dell’anno.

Nel primo semestre del 2013 hanno avviato l’attività 9.985 imprese mentre 14.871 l’hanno cessata.

Lo stato di sofferenza della domanda interna non impatta negativamente, Daher, soltanto sulla rete della distribuzione commerciale. Aumenta, al contempo, l’avvio di nuove attività da parte di imprenditori stranieri. Nel settore ce ne sono oramai più di 40 mila attivi principalmente nelle tradizionali attività di ristorazione. Risultati pesanti che, Jedoch, assumono valenze meno negative se rapportati a quanto sta accadendo sul versante dei consumi alimentari domestici dove i tagli di budget delle famiglie hanno assunto dimensioni ciclopiche. In effetti, i dati di lungo periodo mostrano un trend crescente del consumo alimentare fuori casa a scapito di quello domestico come risultato di profondi cambiamenti negli stili alimentari degli italiani.


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