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Blasen Rosé haben die roten noch verdrängt? Alle OVSE Daten eines Genres, dass in Italien es ist 61 Millionen Euro

von Donnerstag, November 15, 2012

Giampiero Comolli, Direktor des OVSE, Es ist sicher. «Nicht nur Mode. Bereits der Produktionsdaten, Konsum und Märkte, von O.V.S. gesammelt und. in 2008 bestätigt die Tendenz des Wachstums von volumes. Verbraucher-Analysten gerechtfertigt dieser Anstieg (in 2008 auf dem Inlandsmarkt als jede andere Art von Schaumwein) come “ la soluzione” a rendere un vino con le bollicine più assimilabile ad un vino rosso e ideale per un consumo con piatti differenti. aber es ist nicht so. C’è anche una componente – da non trascurare – cosidetta “ della padrona di casa”, ovvero della importante scelta femminile per gli spumanti rosati. Quindi nel consumatore e nella opinione diffusa, lo spumante “Rosè” assommava le caratteristiche emozionali delle bollicine e la più importante corposità di aromi e gusti che un vino rosso offre su diversi piatti. L’indagine dei consumi dimostrava (esclusi gli esperti e degustatori professionali) che lo spumante rosato ha il più basso livello di “ riconoscibilità” fra il metodo classico e il metodo charmat. Heute , quei riscontri e quei dati sul mercato nazionale, si arricchiscono di una ulteriore riflessione: la crescita di tutti i vini rosati ha coinciso con un calo dei consumi dei vini rossi, escluso quelli spumanti, frizzanti e passiti».

In 2011 O.V.S.E. ha svolto una indagine fra 1200 consumatori finali, suddivisi in modo paritetico fra donne-maschi, fra giovanissimi (18-25) e anziani (Außerdem 65), fra giovani (26-36) e adulti (37-65) con formazione e mestieri differenti. Emerge chiaramente la limitata importanza rivestita, per lo spumante “rosè”, dal metodo produttivo e dal metodo di elaborazione, dal o dai vitigni a bacca rossa utilizzati e dall’origine del territorio. Nella scelta della etichetta sono favorite le denominazioni più note e “ spumantistiche” .Il consumatore finale ( interpellato anche durante gli acquisti fra i banchi dei supermercati) identifica a grandi linee la “fonte” dei vini spumanti rosati (in ordine del numero di risposte): Lambrusco, Bonarda, Oltrepò Pavese, Sangiovese, Tuscany, Salento e infine il Pinot Nero. Dalla recente indagine O.V.S.E. emerge che i vini spumanti “rosè” rispondono a quattro requisiti di base: An) novità e dimostrazione di conoscenza da parte di chi propone a ospiti; (b)) prediletto dalle consumatrici femminili per alcuni motivi pratici e di simbolo; (c)) assomma gusti di prodotti differenti ed è intrigante perché ambiguo; (d)) semplificazione e grande ampiezza degli abbinamenti a tavola ( è la tipologia insieme al Prosecco più destagionalizzata e de-abbinata in assoluto). Per la categoria di spumanti ottenuti con il metodo italiano (considerato uno spumante giovane, einfache, moderno, meno complesso e corposo) la tipologia rosato consente di aumentare gli elementi di ricchezza e complessità. Per la categoria metodo tradizionale , diventa lo spumante classico che più si avvicina alla caratteristica di un vino rosso, ma con più ampia adattabilità e semplificazione a tavola e fuori pasto, con piatti e cucina diversa, anche internazionale.

EXPORT
La etichetta di un vino rosato o di un vino spumante “rosè” rappresenta, per molte cantine, una referenza di vendita in più; accompagna l’impresa e entra in competizione con concorrenti anche blasonati; permette di entrare in certi canali di vendita più sofisticati e difficili, o in Paesi in cui da anni la tipologia “ rosè” ha acquisito spazi e favore del consumatore. Inoltre favorisce l’export anche di altri prodotti aziendali che possono essere di corollario.

IL CONSUMO E PRODUZIONE DI VINI SPUMANTI ROSA IN ITALIA

Von 2004 Al 2008 la produzione e il consumo di vini spumanti “rosè” in Italia è quintuplicato e la domanda di mercato ha superato ancora l’offerta per moltissime etichette facendo crescere l’interesse produttivo, l’immissione sul mercato di nuovi prodotti. Sul mercato interno, in quegli anni, sia il metodo italiano(°) che il metodo tradizionale(*), spuntano un prezzo superiore di vendita a parità di marchio, di cantina, di denominazione. Questo ha determinato un aumento anche esponenziale di alcuni prodotti, di alcune tipologia, forse anche a scapito della qualità e soprattutto dalla costanza del colore e del gusto: elementi fondamentali nella scelta e nella gradienza del consumatore che quindi può determinare una varianza e una devianza dalla media statistica e quindi aumentare, anche nel breve periodo, la infedeltà e il calo del consumo. Dalla annata produttiva e di mercato 2010, O.V.S.E. ha iniziato a registrare alcuni contraccolpi sul mercato interno, mentre all’estero la crescita, seppur più ridotta che nei 5 anni precedenti, ha mantenuto un leggero trend positivo. Questo soprattutto per i vini ottenuti con il metodo italiano ( 9,5 auf 10) e per sei etichette di aziende italiane storiche con il metodo tradizionale provenienti da Lombardia, Trentino, Emilia, Salento. Il buon andamento dei consumi di bollicine Rosa nell’arco di un medio periodo ( 2004-2011) è la dimostrazione che tutti i vini spumanti hanno avuto una forte spinta di consumo, puntando anche su tipologie che non hanno mai attratto il consumatore italiano, tradizionalmente orientato su vino bianco o rosso tranquillo. In parallelo si è registrato un incremento anche dei vini rossi con le bollicine: Brachetto d’Acqui Docg , Brachetto Doc Piemonte, Lambrusco Doc, Negramaro Doc . La tipologia Rosa assomma le caratteristiche emozionali delle bollicine e la corposità o ricchezza di aromi e gusti che un vino rosso offre. Per qualcuno è la soluzione del vino “unico” a tavola di fronte a piatti diversi. L’indagine di O.V.S.E. in 2010 fatta da Ovse rileva che la scelta è sempre più soggettiva ( für die 58%) indipendentemente dall’abbinamento, dal consiglio e dalla occasione. Si conferma inoltre, ad anni di distanza dalla precedente indagine, che è poco importante il metodo produttivo, il vitigno, l’origine, la denominazione. Nella GDO nazionale molta importanza (1 bottiglia su 2) è data dal marchio d’impresa, vanno di più le bollicine Rosa metodo italiano di grandi marchi Piemontesi, Emiliani e Pugliesi; per il metodo tradizionale Ferrari Spumante, in 2010, è leader. In ogni caso i volumi maggiori (circa l’80%) sono ad appannaggio del metodo italiano. Nella Horeca italiana, über 2 bottiglie su 3 consumate sono di vini rosati metodo italiano.

ANNO 2011
L’anno 2011 conferma le analisi, sondaggi e indagini del 2010. Il mercato nazionale è molto statico, i mercati esteri sono a più velocità e più variabile a secondo dell’area e dei Paesi: buono l’andamento in Inghilterra e in Giappone, discreto in Usa e Sud America, leggero calo in Italia del nord, soprattutto area Nord-Est. Su una stima di 16,5 milioni di italiani che nel 2011 hanno consumato almeno 1 bottiglia di vini spumanti, über 2,1 milioni bevono occasionalmente anche un “Rosè”, genannten 1 milione di consumatori sono più fedeli o le privilegiano (media di 4,5 bottiglie/anno). Il consumatore italiano si concentra sul colore, sul marchio d’azienda noto e solo su qualche tipologia specifica. Considera che tutti i vitigni a bacca rossa possono essere idonei a produrre un vino spumante “rosè” (non conosce la vinificazione in rosato ). Dalla recente indagine emerge che il consumatore ha due certezze quasi assolute: non esiste la tipologia “rosè” per il Prosecco Valdobbiadene Conegliano Docg; quasi nessuno sa che non si può mescolare un vino bianco e un vino rosso per ottenere un vino “rosè”. Il consumatore è meno fedele ai vini spumanti “rosè” che non alle bollicine bianche. Auch in der 2011, le risposte del consumatore si basano sugli stessi fattori di scelta già riscontrati: – gratifica anche il padrone di casa o chi lo propone agli ospiti e semplifica la scelta del vino a tavola; – prediletto dalle consumatrici femminili per alcuni motivi pratici e simbolici; – assomma gusti di prodotti differenti ed è intrigante perché ambiguo; – ha grande ampiezza di abbinamenti a tavola. Nei bar la richiesta di bollicine “rosè” è in incremento (+ 5% in Bezug auf die 2010) per la composizione di cocktail e aperitivi, soprattutto negli esercizi del centro-sud Italia.

DATI PRODUZIONE NAZIONALE E CONSUMO

1. Vini Rosè metodo tradizionale:
produzione nazionale totale: 1.390mila bottiglie 0,75 l, di Franciacorta Docg, Trento Doc, Altalanga, Oltrepo Pavese e circa il 30% di Vsq Rosè
* Franciacorta = nr 210mila
* Trento = nr 420mila
* Oltrepo Pavese = nr 460mila
* altri non docg e doc = nr 300mila
– Export: 120mila bott da 0,75 l, für die 40% di Trento e il 40% di Vsq
mercati principali: England, USA, Giappone e Svizzera.
fatturato origine: € 11 Millionen.

2. Vini Spumanti Rosa metodo italiano:
produzione nazionale totale: 15,9 Millionen von Flaschen
* Piemonte = nr 4,0 mil * Lombardia = nr 1,5 mil
* Veneto = nr 3,0 mil
* Emilia Romagna = nr 3,0 mil
* Trentino = nr 0,5 mil
* Altre Regioni = nr 3,9 mil
– Export: 5,6 milioni di bott 0,75 l di cui il 55% di Vsq-Vs Rosè
mercati principali: Deutschland, Russland, Polen, Griechenland, Sudamerica, USA, England.
fatturato origine: € 50 Millionen

IMPORTAZIONE SUL MERCATO ITALIANO
Le importazioni sul mercato nazionale sono limitate agli Champagnes (24 marchi fra più noti e di alto pregio), un sudamericano, quattro Cava e altri 2 metode champenoise francesi). Über 1,2 milione di bottiglie, di cui l’85% di Champagnes. Fatturato origine: € 14 Millionen.

DETTAGLI INDAGINE 2011 SUL CONSUMATORE FINALE
An) 2 auf 10, giovani fra i 18 und die 36 Jahre, mettono al primo posto delle scelte a tavola lo spumante “rosè”; solo nel 10% dei casi la scelta cade su un metodo tradizionale. Fra i 37 und die 65 anni solo 1 risposta ogni 21 pone al primo posto il vino spumante “rosè” e fra gli oltre 65enni 1 sola risposta su 39 indica il vino rosato al primo posto del consumo sempre a tavola. Questi dati calano nelle occasioni fuori casa, soprattutto come aperitivo.
(B)) Fra le donne il rapporto quasi raddoppia: per esempio un solo caso ogni 44 riguarda la fascia femminile fra 37-65 Jahre; solo nella fascia di maggiore età il gusto femminile è più favorevole per il “rosè”.
(C)) Il consumatore “informato e non occasionale” è il primo acquirente dello spumante “rosè”. La scelta dipende anche dal fatto che il principale acquirente del vino fra le mura domestiche è donna (oltre il 60% degli acquisti di vino nel canale moderno è compiuto da donne al di sopra dei 44 Jahre).
D) Lo spumante “rosè” è risultato – seppur con alcuni errori di conoscenza sui territori e sui vitigni base – in assoluto il vino piùdesideratoda tutti. Lo spumante “rosè” è visto dalle donne di casa, come l’ideale a tutto pasto e per ogni abbinamento.. .

PROBLEMATICHE EMERSE

Il consumatore non capisce perché costa di più del bianco; non sa come viene prodotto; non individua un territorio nazionale specifico e un vitigno specifico; lo preferisce leggermente aromatico; giudica l’intensità e il gradimento del colore un fattore fondamentale per l’acquisto e per il consumo; preferisce la bottiglia bianca per identificarlo più velocemente; non fa differenza fra metodi produzione

VINI SPUMANTI “ROSE’ ” PIU’ CITATI DAL CONSUMATORE FINALE:
Franciacorta – Fratelli Berlucchi – Lombardia
Franciacorta – Bellavista – Lombardia
Gavi docg d’Antan – La Scolca Soldati – Piemonte
Gancia – Gancia – Piemonte
Rosa Regale Brachetto d’Acqui docg – Banfi – Piemonte
Carpenè – Carpene Malvolti – Veneto
Trento Doc – Ferrari – Trentino
Cruasè Oltrepo Pavese – il Bosco – Lombardia
Rosè La Versa – La Versa – Lombardia

Gruppo Collaborazione OVSE:
Rete Linkedin Updates Group Consulting (394 Testimonial in 48 mercati esteri e Italia).
Si ringrazia: Insee, Oemv, TTB-Usa, Tns Infrotest Ge, Justdrinks, Winesas, Allt-Om-Vin, Inao, Echos, Istat, Ice, Eurostat, AcNielsen, Databank, Iwsr/GDR, uffici Dogane,Oeno

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