http://geishagourmet.com/2012/06/08/cina-pronta-ad-aggredire-il-mercato-con-il-vino-dagli-occhi-a-mandorla/

China: bereit, den Markt mit Wein mandeläugigen angreifen

von Freitag, Juni 8, 2012

Von hier aus in zehn Jahren wird die asiatische Riese’ Qualitätsweine zu produzieren, mit unserer made in Italien zu konkurrieren. Vom Markt für italienische Exporte, in nicht allzu ferner Zukunft, das asiatische Land werden’ Konkurrentin der Weine. Dieser Gefahr und’ meglio prendere atto subito e correre ai ripari. A dirlo è Assoenologil’organizzazione dei tecnici del settore vitivinicolo italianoal 67esimo congresso nazionale di categoria, in corso in questi giorni a bordo diCosta Atlantica”, in navigazione da Savona a Ibiza
Sempre di piula Cina fa parlare di se’. Un mercato da presidiare, ma da cui enecessario iniziare a guardarsi le spalle. “I cinesi si stanno attrezzando per aggredire i mercati di sbocco italiani”, ha dichiarato il direttore generale di Assoenoligi, Giuseppe Martelli, nel corso del suo intervento. “A dircelo sono i dati. La Cina, ricorda, und’ il Paese che impianta di piual mondo ed egiunta a produrre ben 30 milioni di ettolitri di vino all’anno, poco meno della metadella produzione complessiva italiana. Una produzione che non potratrovare solo sbocco sul mercato interno e che quindi dovratrovare nuove valvole di sfogo”.

Altro elemento da non sottovalutare sono gli ingenti investimenti in macchinari e tecnologia, ma anche in know how che il gigante asiatico sta compiendo. Il livello dei vini prodotti all’ombra della Grande muraglia, rassicurano gli esperti italiani, per ora non preoccupano.
Jedoch, spiega Martelli, “le joint venture che vengono fatte tra Cina e Paesi europei ci fanno pensare ad un incremento di qualitadecisamente interessante che, di qui a dieci anni, potrebbe individuare delle sfere di mercato che fanno gola anche agli europei”.

Inizialmente, secondo le previsioni di Assoenologi, i mercati di sbocco cinesi dovrebbero essere quelli asiatici, dove i consumatori intendono il vino in modo diverso da noi. Il vino cinese, conclude Martelli, potrebbe essere veicolato anche attraverso le migliaia di ristoranti cinesi presenti nel mondo. Per adesso il pericolo escongiurato, affermano gli enologi, ma enecessario ripensare il modo di aggredire i mercati stranieri. Nonostante il fatto che il vino italiano piaccia e resti quello piuvenduto nel mondo, come dimostrano i piurecenti dati sulle nostre esportazioni – die in 2011 hanno registrato un incremento del 12% in valore e del 9% in volume rispetto al 2010 – l’Italia non puopermettersi di dormire sugli allori.
http://www.agi.it/food/notizie

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