http://geishagourmet.com/2011/10/19/e-ora-arrivano-i-ristoranti-pop-up-ovvero-i-temporary-restaurant/

E ora arrivano i ristoranti “pop-up” (ovvero i temporary restaurant)

by mercoledì, ottobre 19, 2011
north wall elevation

pop up restaurant

Devo dire che ci penso e ci ripenso all’idea dei guerrilla restaurant, ovvero ristoranti segreti, in case private, il cui indirizzo è passato di mano in mano, in silenzio, e sa tanto di setta segreta dei buongustai. Ad aprirli sono chef ma anche persone comuni, appassionate di cucina. Prima o poi lo farò anch’io… Ma oggi leggo questa notizia che trovo assolutamente al passo con i tempi oltre che molto divertente e, forse, intelligente.

Lo chef newyorchese John Fraser lo scorso gennaio ha apertoWhat Happen When, un ristorante a breve termine installato in un negozio di New York accanto a Petrosino Square, a Soho, chiuso poi alla fine di giugno in anticipo di qualche mese rispetto ai tempi previsti (autunno) per problemi di licenza degli alcolici. Fraser, celebre soprattutto per il suo ristorante Dovetail dell’Upper East Side, ha considerato questo modello come una sperimentazione, un’occasione di togliersi le stelle Michelin di dosso per un po’ e creare senza vincoli. Leggo su Domusweb.it che nei pochi mesi in cui il ristorante è stato aperto al pubblico lo chef ha mantenuto alto il livello della sperimentazione tenendo bassi i costi. Ha aperto un mutuo a breve termine molto al di sotto del tasso di mercato e, invece di andare alla ricerca di investitori di lusso, ha usato il sito web di raccolta di finanziamenti Kickstarter per raccogliere il capitale iniziale attraverso piccoli contributi.

Non solo. Ogni mese Fraser e l’architetto d’interni Elle Kunnos de Voss creavano un “movimento”: un menu a prezzo fisso e un’ambientazione collegata a un particolare paesaggio sonoro. In sei mesi la coppia ha creato quattro trasformazioni tematiche e mezza, con un bilancio stringatissimo.

Sto aspettando da NYC notizie in merito a come fosse questo ristorante e se avesse spopolato… L’idea, comunque, mi pare davvero da provare a sperimentare anche in Italia. Voi che dite?

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