Come si scrive una ricetta (in tempi di crisi e vaghezze)

E’ il 13 gennaio 1975 quando sull’autorevole New Yorker appare questa ricetta: “In una grande ciotola mescola 60 centesimi [di dollaro] di uova, 45 centesimi di panna, 16 centesimi di origano e 10 centesimi di senape. Immergi nella miscela dollari 7,50 di cotolette di maiale e impanale in 65 centesimi di pan grattato. Riscalda 90 centesimi di olio di arachidi in una padella pesante e friggi lentamente le cotolette su 94 centesimi di gas”. Voleva essere una barzelletta, oggi è sicuramente una necessità stare a guardare quanto costa cucinare, ma la verità è questa: che mangiamo sempre più di quello che consumiamo. Quindi la cosa migliore che oggi possiamo fare è mangiare meno ma stando più attenti alla qualità, alla stagionalità e  al territorio. «Oh, scontato», direte voi. Scontato mica tanto, perché alla fine, quando arriviamo alle otto di sera al supermercato e abbiamo mezzora di tempo per fare la spesa, spesso non facciamo caso a cose importanti come quelle dette prima. Scontato mica tanto se mia madre – alla quale faccio una testa quadrata tutti i giorni, che ha 75 anni, nessun nipote a cui fare da baby sitter, un marito devoto al Calcio Sky 24/24h e un impegno fisso al giorno (Beautiful) – alla fine al supermercato compra solo tutte le marche che vede in tv oppure un culatello di provenienza sconosciuta, che però glielo vende il salumiere (sempre del supermercato) che conosce da 30 anni. Lei che potrebbe andare al mercato a comprare la verdura fresca tutti i giorni, che potrebbe non avere in frigo cose che le vanno a male perché potenzialmente avrebbe il tempo di andare 5 volte al giorno a fare la spesa (mica come noi giovani lavoratrici!), no: la pigrizia, unita all’idea che in gastronomia le cose costino di più e anche che le cose buone costino di più (ma fate un conto vaschetta di salume X/ costo al kg del più buon salume artigianale sempre X che ci sia, poi ne riparliamo), e il gioco è fatto.

Io invece penso sempre che la vita sia troppo breve per bere e mangiare cose mediocri o cattive. O anche solo per non avere il tempo di farsi una bella tagliatella al sugo fatto con i pomodori del contadino. Specialmente a Natale.

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Commenti

  1. Parole sante, ricette (Di vita) sante. Concordo. Le mie giornate sono piene e intense, qualche volta avventurose, …mi sono sposata da poco – e, per mia fortuna, ho sposato un appassionato di cucina – …nonostante i minuti contati, non salto mai la colazione e il pranzo, giammai la cena, curo al massimo la qualità dei cibi. Ho un amico che mi compra la vedura a km 0, il mio migliore amico vende pesce, ho un contatto che fa l’olio delizioso in Liguria, un altro che me lo manda dalla Puglia, ho un supermercato di fiducia dove mi concedo l’acquisto di chicche gastronomiche a un prezzo più che ragionevole… se mangi bene, stai meglio. se stai meglio, vivi bene (e, teoricamente, non spendi in farmacia!) …Buon pranzo! Ehi, quando ci vediamo per l’aperitivo? Cartizze, of course!

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