Clos du Mesnil 2004 e Clos d’Ambonnay 2002, le nuove annate delle due star di Krug

Profondo, da ascoltare, complesso. Sono questi gli aggettivi che trovo più calzanti per descrivere il Clos du Mesnil 2004 che ho avuto la fortuna di assaggiare in anteprima lunedì 10 settembre a Milano, in compagnia di Olivier Krug. Un’esperienza straordinaria, visto che ho avuto la possibilità di degustare anche altri due gioielli prodotti da Krug nella stessa annata: il Krug 2004 e Krug Grande Cuveé 160ème Édition.

A colpire, soprattutto Krug 2004,  con il suo straordinario bouquet di zenzero, agrumi canditi e mela cotogna, seguito da note più ricche che evocano torta meringata al limone e susine. Al palato, poi, è di una freschezza pericolosa (perchè invita al sorso senza mai stancare… e finisce in fretta!): si rivela uno Champagne molto equilibrato, con note leggere di brioche e miele che cedono il passo a sentori di agrumi freschi, tra cui arance, limoni e mandarini, esaltati da un finale molto elegante.

Krug Grande Cuveé 160ème Édition, composto durante la vendemmia del 2004 con vini di 12 annate diverse, è invece un’intera orchestra capace di suonare la sinfonia più completa che uno Champagne possa eseguire.

Krug Clos du Mesnil 2004 – proveniente da un piccolo vigneto di Chardonnay di appena 1,84 ettari, protetto da mura sin dal 1698, situato nel cuore del villaggio di Le Mesnil-sur-Oger – è disponibile in una confezione in edizione limitata, composta da tre creazioni di Krug dell’anno 2004, ossia quelle che ho avuto occasione di degustare io e di cui vi ho parlato poco fa.

Ma le sorprese, durante la giornata con Oliver Krug, non sono finite qui. Ospite a sorpresa del pranzo frimato dallo chef stellato Terry Giacomello dell’Inkiostro di Parma, ospitato nella location del Potafiori di Milano, è stato nientemeno che Krug Clos d’Ambonnay 2002, lo punta di diamente della Maison e uno degli Chapagne più prestigiosi al mondo. La stoffa di questa etichetta è sempre eccezionale. Il Clos d’Ambonnay è un vigneto di 0,68 ettari protetto da mura e situato nel cuore di Ambonnay, uno dei villaggi più illustri della Champagne per l’uva Pinot Noir. L’annata 2002 appena rilasciata è la quinta prodotta (la prima è stata creata con la vendemmia del 1995): alla vista si propone con un colore dorato vivace e luminoso che rievoca il grano maturo, e già dal naso cattura l’attenzione conaromi di zenzero, scorza d’arancia candita e accenni di nocciola. Al palato, poi, seduce totalmente: pieno, intanso ed elegante, con predominanza di aromi di agrumi, lascia un  finale molto lungo, indimenticabile…

Anche Clos d’Ambonnay 2002 è disponibile in una confezione in edizione limitata, composta da tre creazioni di Krug dall’anno 2002, in un percorso di scoperta che offre tre diverse espressioni musicali del vino: Krug Clos d’Ambonnay 2002, l’intensità di un unico vigneto di Pinot Noir protetto da mura , rappresenta quindi un solista virtuoso, mentre Krug 2002 è l’insieme dei musicisti che eseguono la musica dell’annata; infine, Krug Grande Cuvée158ème Édition, composto durante la vendemmia del 2002 con vini di 10 annate diverse.

Qui di seguito un po’ di foto dell’anteprima stampa del 10 settembre 2018, scattate da Gianluca Poli.

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