All Posts By Luca Amodeo

Di Gavi in Gavi… con Carlo Cracco!

by mercoledì, agosto 23, 2017

È giunta alla quinta edizione l’iniziativa Di Gavi in Gavi, promossa dal Consorzio Tutela del Gavi per celebrare, alla fine d’agosto, il nobile vino bianco del Piemonte prodotto con uve cortese in undici comuni della provincia di Alessandria. Saranno proprio undici ricette, una per comune, le protagoniste di una gara di abbinamenti con il Gavi DOCG che vedrà come giudice lo chef Carlo Cracco, in procinto di aprire il suo nuovo ristorante nel “salotto” milanese di galleria Vittorio Emanuele.

Il programma della manifestazione (scaricabile qui) si presenta molto ricco e vario, con un’anteprima nella serata di venerdì 25 agosto presso la vicina area archeologica dell’antica città romana di Libarna, illuminata dalle luci delle candele. Con ingresso libero, alle ore 18.30 Generoso Urciuoli e Marica Venturino disquisiranno di Archeoricette, alle 21 seguirà la conferenza-spettacolo Ercole alla conquista degli schermi: Steve Della Casa ed Efisio Mulas di Hollywood Party, nota trasmissione di Rai Radio 3, commenteranno i kolossal italiani dedicati all’antica Roma.

Sabato 26 agosto, dalle 19, appuntamento a Gavi con Ravioli sotto le stelle: la famosa ricetta del raviolo gaviese, custodita dall’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi, sarà interpretata dalla Pro loco e servita sulle tavole allestite tra le vie dell’antico borgo. La serata si concluderà alle 22 con il concerto di Paolo Bonfanti, grande chitarrista blues-rock, nella corte Zerbo.

Sarà quella di domenica 27 agosto la giornata clou: i più sportivi potranno iniziarla alle 9.30 con la Gavilonga, passeggiata di circa 6 km tra le colline, le vigne e le cantine di Monterotondo, uno dei comuni della DOCG (conviene prenotarsi con una mail a bino.renato@gmail.com). Dalle 15.30 fino alle 19.30 saranno eccezionalmente aperti al pubblico sei cortili privati del borgo di Gavi, per un memorabile pomeriggio di degustazione (ingresso a € 10,00, con calice e tasca portabicchiere) tra animazioni. feste e parate nelle vie del borgo.

Nelle corti i sommelier proporranno in assaggio le etichette del Grande Bianco Piemontese e i prodotti tipici del territorio della denominazione: la testa in cassetta, gli amaretti, la torta di riso, la focaccia, la farinata, i canestrelli e il cioccolato di Novi, i formaggi, gli immancabili ravioli e molto altro. A bilanciare tanto vino bianco sarà un “vicino di casa” rosso, invitato come ospite d’onore: l’Ovada DOCG, eccellente interpretazione del Dolcetto.

Dalle 16, in corte Zerbo, Lisa Casali condurrà due cooking show (€ 15,00, prenotazione obbligatoria al numero 0143 645068) animati da quattro giovani chef stellati del Piemonte: si tratta di Christian Milone (Zappatori, Pinerolo TO), Francesco Oberto (Da Francesco, Cherasco CN), Jumpei Kuroda (I Due Buoi, Alessandria) e Flavio Costa (21.9, Piobesi d’Alba CN), chiamati a utilizzare come ingredienti principali i prodotti delle DOP regionali gemellate con il Gavi.

Alle 16.30 arriverà a Gavi lo chef Cracco, visitatore d’eccezione e giudice della sfida fra le undici ricette: la premiazione avverrà alle 17.30, davanti alla chiesa di san Giacomo in via Mameli, sotto una pioggia di coriandoli d’oro.

Per chiudere in bellezza una domenica intensa, dalle ore 20.30 numerose cantine del Gavi saranno aperte in via straordinaria per accogliere eventi, visite e degustazioni: il programma dettagliato si trova qui.

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Vercesi del Castellazzo: l’Oltrepò naturale

by mercoledì, maggio 31, 2017

I miei venticinque lettori su Facebook sanno che, a metà aprile, partecipai a una verticale del Pinot nero Luogo dei Monti dell’azienda Vercesi del Castellazzo di Montù Beccaria, nel “mio” Oltrepò Pavese. L’esito della degustazione (sette campioni tra il 1989 e il 1998) fu così convincente da farmi promettere a Gian Maria Vercesi che sarei presto andato a trovarlo, per assaggiare il resto della sua produzione.

Detto, fatto! Sabato 27 maggio approfitto del bel tempo e delle Degustazioni di primavera proposte dalla cantina nei fine settimana (fino al 10 e 11 giugno), salgo a Montù, arrivo in cima al paese e oltre il cancello della proprietà mi trovo affacciato su questa meraviglia:

L’incanto del luogo già basterebbe a motivare la visita, ma Gian Maria – titolare dell’azienda con il fratello Marco – mi descrive con precisione i luoghi circostanti e, soprattutto, racconta la millenaria storia dell’edificio. Molte cantine sorgono sui resti di castelli o di conventi, di chiese o di collegi: questo, negli anni, è stato tutto quanto insieme, un luogo presumibilmente già fortificato alla fine del X secolo d.C., di sicuro castello entro il XII, distrutto all’inizio del Duecento e poi ricostruito, riedificato nel XVII per ospitare un convento barnabita, cui nel Settecento fu aggiunta pure una chiesa.
Nel “Castellazzo” di oggi è difficile rintracciare le sovrapposte fasi architettoniche; resta però intatta la suggestione dei secoli, anche negli ambienti interni:

Particolare del soffitto di una sala

Il contesto ben dispone all’assaggio delle bottiglie in bella mostra, con un gran salame locale, su due lunghi tavoli. Vini doppiamente attuali questi dei Vercesi: prodotti secondo il rigoroso disciplinare VinNatur, quindi rispettosi del suolo, dell’ambiente e della salute, in degustazione risultano tutti molto piacevoli, anche se il prudente (o modesto?) Gian Maria ci avvisa che si tratta di imbottigliamenti recentissimi.

Alcuni sono più immediati, al naso come al palato: parlo del Le Marghe, Pinot nero 2015 vinificato in bianco, vivace, gradevole, fresco e pulito; del Bonarda Luogo della Milla 2016, appena mosso, bellissimo colore rubino, olfatto austero e bocca piaciona; e del raro Vespolino 2016, dall’iper-autoctona ughetta di Canneto (detta vespolina), profumato e tannico, di buona persistenza – sebbene il produttore non ci senta l’attesa speziatura di pepe verde.

I tre campioni successivi pretendono una degustazione più attenta e meditata: il Pezzalunga 2014, tipico uvaggio d’Oltrepò, rivela una nota d’erbe aromatiche marcata e insolita, quasi balsamica (timo, poi lievi sentori d’eucalipto) e tannini importanti; il Clà, Barbera 2014, sorprende per la finezza e il Bonarda Fatila – portabandiera dell’azienda – nella versione 2011 cattura il naso con un’intensità fruttata, che avvolge poi la bocca con grande equilibrio.

Chiudo con l’unico vino già assaggiato: il Luogo dei Monti Pinot nero 1998, un ragazzino che solo nei lievi riflessi aranciati mostra la raggiunta maggior età, una bottiglia che – secondo me – non dovrebbe mancare nella cantina degli appassionati del vitigno borgognone.

Info:
Azienda agricola Vercesi del Castellazzo
Via Aureliano Beccaria 36
27040 Montù Beccaria (PV)
Telefoni: 335 5456320 (Gian Maria Vercesi) e 349 7588859 (Marco Vercesi)
E-mail: vercesicastellazzo@libero.it
Sito web: www.vercesidelcastellazzo.it
Pagina Facebook: Vercesi del Castellazzo

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GAVI FOR ARTS, 19-21 maggio

by giovedì, maggio 18, 2017

Il prossimo fine settimana si preannuncia denso di eventi enogastronomici: oltre a quelli che GeishaGourmet.com vi ha già segnalato, infatti, nel sud-est della provincia di Alessandria ben tre giornate saranno dedicate alle arti, alla cultura e al Gavi DOCG, il grande vino bianco del Piemonte.

Con il Premio Gavi La Buona Italia il Consorzio Tutela del Gavi racconta le realtà vitivinicole italiane che fanno bene al turismo del proprio territorio, unendo promozione, infrastrutture e servizi per far vivere l’enogastronomia, l’arte, la cultura e – ovviamente – il vino. C’è chi in Italia lo fa da anni, con passione e talento: si tratta di 300 fra enti, aziende, consorzi e associazioni, che sono riusciti a modificare la geopolitica di un territorio, riattivando flussi turistici significativi e redditizi. Tra queste realtà, il Consorzio e la giuria del Premio Gavi hanno individuato le venti finaliste che meglio hanno saputo interpretare e adottare la formula di eccellenza (Wine + Food + Arts) x Tourism che definisce la Buona Italia.

Che cos’è la Buona Italia? Eccellenza, inimitabilità, creatività, reciprocità e fiducia sono i fattori che la caratterizzano definendo la natura delle relazioni tra i soggetti – siano essi istituzioni, imprese o comunità locali – su cui si fonda l’identità stessa di ciascun territorio; arte e cultura rafforzano l’appeal dei luoghi e l’attrattività turistica, che si traduce in accoglienza. Questo è il ritratto dell’Italia descritto nel Rapporto nazionale (Wine + Food + Arts) x Tourism, redatto con la collaborazione dell’Università dell’Insubria, nella persona della prof. Roberta Pezzetti del dipartimento di Economia.

Il workshop di assegnazione del Premio Gavi, che consegnerà per la terza volta questo importante riconoscimento, si svolgerà al Forte di Gavi la mattina di venerdì 19 maggio a partire dalle 10, aprendo un ampio programma di incontri, convegni e degustazioni, un evento diffuso che mette in scena la sinergia tra vino, cibo, arte, cultura e accoglienza nei due luoghi più significativi del territorio: il Forte millenario, per l’appunto, e gli scavi di Libarna.

Il forte di Gavi

Sabato 20 maggio l’area archeologica di Libarna, antica città romana del II sec. a.C. presso Serravalle Scrivia, accoglierà Archeosapori: un percorso del gusto, che ha per trama l’archeologia del cibo e del vino e come protagonisti il Gavi DOCG con alcuni prodotti della tradizione che affondano le radici nell’antichità. Dopo l’incontro pubblico delle 16 – con un dibattito sul tema “Cultura, enogastronomia e shopping: risorse per il territorio” – nelle isole del gusto a partire dalle 17.30 si potranno assaggiare: la torta di Catone (cheese-cake di duemila anni fa), il bacio di Libarna, le gallette di farro, le focacce rustiche alla erbe aromatiche e, ancora, la farinata, formaggi come il montébore e le robiole, la composta di rose.

Domenica 21 maggio dalle 16 alle 20.30 il millenario Forte di Gavi ospiterà Alla Corte del Gavi, la degustazione (gratuita) dei Gavi DOCG 2016 e della nuova etichetta istituzionale appena selezionata dall’AIS di Acqui Terme, abbinati a due prodotti DOP del Piemonte: il Crudo di Cuneo e il formaggio Murazzano.
In contemporanea, nelle sale del primo piano del Forte sarà allestita la mostra I Tappi del Cuore, l’esposizione delle opere create dagli alunni di quinta elementare dei comuni del Gavi, che hanno riprodotto scorci e monumenti dei propri paesi riutilizzando il sughero dei tappi. L’iniziativa rientra nel progetto educativo sul riciclo del sughero lanciato lo scorso anno. Alle 18 avverrà la premiazione delle migliori opere con la partecipazione di Manuela Cornelii, consigliere nazionale AIS e responsabile del progetto BiancoRossoGreen.

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Olgiate Molgora (LC), 21 e 22 maggio: “Io Bevo Così”

by martedì, maggio 16, 2017

Giunta alla quarta edizione, si rinnova e si espande la rassegna Io Bevo Così, organizzata da Andrea Pesce e Andrea Sala presso la secentesca villa Sommi Picenardi di Olgiate Mòlgora (Lecco), all’interno di uno dei più bei parchi privati d’Italia.

Il 21 e il 22 maggio saranno protagoniste della manifestazione oltre 90 aziende vitivinicole – metà delle quali in Villa per la prima volta – che proporranno in degustazione più di 400 vini eticamente corretti, piena espressione del territorio di provenienza, selezionati con rigore: addetti ai lavori, sommelier e semplici appassionati potranno così avvicinarsi a un bere sano, genuino e consapevole, in una dimensione internazionale. Sarà inoltre possibile assaggiare vari distillati, birre e prodotti alimentari, anch’essi votati a una filosofia naturale e artigianale. Visto il positivo riscontro ottenuto l’anno scorso, verranno nuovamente proposti sei laboratori a numero chiuso sul mondo del vino e della distillazione, tenuti da produttori, esperti e degustatori professionisti.

Saranno attive postazioni di street food curate da Cristiano Gramegna e, nella serata di domenica 21, lo storico hotel Griso di Malgrate (Lecco) ospiterà una cena di gala realizzata da sei noti chef, tra cui Paolo Lopriore e Silvio Salmoiraghi.

Nella giornata di domenica, infine, verranno organizzate visite guidate al parco della Villa, tra il giardino esterno, all’inglese, e quello interno, all’italiana.

Info in breve

Date: domenica 21 e lunedì 22 maggio 2017
Luogo: villa Sommi Picenardi, via Sommi Picenardi 8, Olgiate Mòlgora (LC)
Orario: dalle ore 11 alle 18.30
Ingresso: € 15,00, calice e tasca portacalice inclusi
Come arrivare: in treno, linea suburbana S8 (Milano-Carnate-Lecco – orario) da Milano (stazioni di Porta Garibaldi e Greco Pirelli), Sesto San Giovanni, Monza fino alla stazione di Olgiate-Calco-Brivio, poi a piedi per 500 metri. In auto, superstrada 36 dello Spluga fino a Nibionno, poi strada 342 fino a Olgiate; oppure tangenziale Est (A51) fino all’uscita di Usmate-Velate, poi strada 342/diram. fino a Calco e strada 342 fino a Olgiate; ampia disponibilità di parcheggio nei pressi della Villa.

Sito web: www.iobevocosì.it
Twitter: @IoBevoCosi, hashtag ufficiale: #iobevocosì
Facebook: paginaevento

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8-10 aprile: Villa Favorita, XIV edizione

by giovedì, aprile 6, 2017

È in crescita costante la grande manifestazione organizzata nel Vicentino da VinNatur, l’associazione internazionale dei viticoltori naturali. Quest’anno i locali secenteschi di villa Da Porto Zordan (detta la Favorita) accoglieranno ben 170 vignaioli, venti in più rispetto al 2016, in arrivo da nove paesi: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia.

Dall’8 al 10 aprile consumatori e appassionati – ma anche importatori e distributori di tutto il mondo – potranno assaggiare a Sarego centinaia di vini prodotti con tecniche sostenibili e rispettose del suolo, dell’ambiente e della salute. Buyer, operatori e giornalisti accreditati avranno a disposizione anche un’apprezzatissima tasting room riservata.

Nelle parole di Angiolino Maule, presidente VinNatur, le novità di questa edizione: «Stiamo crescendo grazie alla ricerca, sia nella qualità dei vini che nella consapevolezza in vigna e in cantina. Il nuovo disciplinare e la sperimentazione che stiamo conducendo in vigneto ci permetteranno di fare ancora maggior chiarezza nel mondo dei vini naturali e dare nuove garanzie al consumatore».

Com’è ormai tradizione, tra la villa e il parco sarà possibile trovare anche produttori di eccellenze gastronomiche italiane e approfittare del valido servizio di ristorazione curato dallo chef Cosimo Bicchierri, del ristorante biologico Erbecedario di Badia Calavena (VR), sui colli della Lessinia.

L’immagine della locandina dell’edizione 2017, opera dell’artista veronese Giulia Porceddu Cilione, è stata selezionata tra le 60 partecipanti al concorso per giovani talenti Immagina la tua Villa Favorita.

Info in breve

Date: da sabato 8 a lunedì 10 aprile 2017
Luogo: villa la Favorita, via Favorita 6, Monticello di Fara, Sarego (VI)
Orario: dalle ore 10 alle 18
Biglietto (acquistabile solo all’ingresso): € 25,00, catalogo e calice da degustazione inclusi. I minori entrano gratuitamente, ma non possono degustare
Come arrivare: in treno (servizio regionale Verona-Venezia) fino alla stazione di Montebello Vicentino, poi navetta. In auto, uscita A 4 “Montebello”; parcheggi dedicati ai visitatori del salone

Sito web: www.vinnatur.org
Facebookfacebook.com/vinnatur
Twitter: @VinNatur

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Milano, 18-19 febbraio: il ritorno di Live Wine

by domenica, febbraio 5, 2017

Due anni fa su queste stesse pagine, a proposito del successo dei vini artigianali, parlavo «di una tendenza destinata a crescere stabilmente». Tra le molteplici espressioni di questo sviluppo va annoverato senza dubbio Live Wine, il Salone internazionale che celebra la terza edizione presso l’incantevole Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Saranno ospitate circa 150 cantine provenienti da tutta Italia e dall’estero, che presenteranno in assaggio prodotti accomunati dal rispetto della terra e dell’uva: la chimica di sintesi è bandita dalla vigna, in cantina non si usano additivi, i solfiti – se aggiunti – lo sono in dosi minime. Vini autentici, rappresentativi del territorio, dell’annata e del lavoro dell’uomo, che si potranno acquistare direttamente sul posto.

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Sarà possibile anche partecipare agli incontri e alle degustazioni a tema – a numero chiuso, prenotabili online – guidate da Samuel Cogliati, editore e divulgatore italo-francese responsabile degli approfondimenti del Salone fin dal suo esordio. Da non perdere, inoltre, le serate Live Wine Night: venerdì 17 e sabato 18 in enoteche, ristoranti e altri luoghi selezionati della città si potrà approfondire la conoscenza dei vini e delle zone di produzione, in compagnia dei vignaioli.

Anche questa edizione dell’evento è realizzata con il sostegno dell’Associazione Italiana Sommelier Lombardia e della storica fiera Vini di Vignaioli di Fornovo.

Info in breve

Date: sabato 18 e domenica 19 febbraio 2017
Luogo: Palazzo del Ghiaccio di Milano, via G. B. Piranesi 14
Orari: sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 10 alle 19
Biglietto di ingresso (calice e catalogo compresi): € 20,00, ridotto a € 16,00 (su presentazione della tessera) per i soci AIS e a € 15,00 per gli operatori. Fino al 5 febbraio è possibile acquistare online i biglietti sul sito della manifestazione, con uno sconto del 15% circa
Come arrivare: il Palazzo del Ghiaccio si trova a circa 300 metri dalla fermata “Milano Porta Vittoria” del Passante ferroviario (linee S1 Saronno-Lodi,  S2 Milano Rogoredo-Seveso, S5 Varese-Treviglio, S6 Novara-Treviglio, S13 Pavia-Milano Bovisa). Per gli orari: sito Trenord
A breve distanza si trovano anche le fermate dei mezzi urbani ATM di superficie: tram 27, bus 45 e 73 (che collega piazza San Babila/M1 con l’aeroporto di Linate), filobus 90/91 e 93. Per ogni informazione: sito ATM Milano
Gli automobilisti possono utilizzare la tangenziale Est A51, uscire allo svincolo n. 6 (direz. viale Forlanini/centro città) e parcheggiare nelle vicinanze al Quick No Problem Parking, con entrata da via Terenzio. La tariffa giornaliera è di € 9,00
Sito web: www.livewine.it
Facebook: facebook.com/livewine – Evento fb: facebook.com/events/233398507072359/
Twitter: @LiveWineMilano
Instagram: livewinemilano

 

 

 

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ARPEPE e il Nebbiolo delle Alpi 

by domenica, gennaio 22, 2017

PAVIA, un mese e mezzo fa – «Dopo le feste andiamo a trovare M., che lavora da ARPEPE a Sondrio? Abbiamo fatto l’università insieme.»
«Benissimo, mettiti d’accordo e fammi sapere.»

SONDRIO, 21 gennaio 2017 – Alla fine M. non si è visto, ma grazie a lui io e il vignaiolo Alessio Brandolini – che i lettori di GeishaGourmet.com già conoscono – siamo saliti a visitare l’azienda-simbolo della rinascita del vino valtellinese, quel “Nebbiolo delle Alpi” che sta riscuotendo successi planetari.

Un tempo erano forse ottomila gli ettari vitati nell’alta valle dell’Adda, lembi di terra strappati alla roccia con i muretti a secco e una fatica sovrumana. Oggi ne è rimasto poco più di un decimo, ma resta eroico lo sforzo per coltivare la vite su questi terrazzamenti candidati a entrare nel Patrimonio UNESCO: ci vogliono fino a 1500 ore/uomo di lavoro all’anno per ettaro, in un continuo saliscendi tra dirupi che ti fan passare la voglia già a guardarli dal fondovalle. Eppure, se alzi la testa e aguzzi la vista verso gli ultimi pali lassù, dove la montagna grigia e rossa confina con il blu del cielo, vedrai sempre qualcuno al lavoro nella vigna. Anche stamattina, anche a cinque gradi sotto zero:

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All’arrivo ci accoglie Isabella Pelizzatti Perego, che alla morte del padre Arturo nel 2004 ha preso le redini dell’azienda con i fratelli Emanuele e Guido. Gentile e precisissima, ci racconta in sintesi la storia secolare e contrastata dell’impresa di famiglia, nata nel 1860. Poi c’illustra gli elementi distintivi del paesaggio valtellinese: le rocce sono ricche di ferro, che affiora spesso rendendole “rosse” e conferisce al nebbiolo di queste parti (la chiavennasca) un’inconfondibile mineralità. I tredici ettari di vigna, tutti di proprietà, sono sparsi tra il Grumello – proprio sopra la cantina -, la parte migliore della Sassella e la zona dell’Inferno. Ne escono, in totale, non più di 90.000 bottiglie nelle annate migliori; zero, nel terribile 2008.

Entriamo nella cantina “del Buon Consiglio”, letteralmente tutt’uno con la montagna, come dimostra l’immagine che segue:

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I tini tronco-conici e le grandi botti ovali sono prevalentemente in legno di castagno. «Perché non in rovere?» chiede qualcuno. «Perché il mio bisnonno, mio nonno e mio padre hanno sempre fatto così» risponde Isabella. In questo legno i vini ARPEPE sostano lunghissimamente, fra i giorni di macerazione – che talvolta superano i cento! – e gli anni di affinamento: scelte scandite dal “giusto tempo di attesa”, che per i Pelizzatti Perego è ben superiore ai minimi previsti dal disciplinare della DOCG Valtellina Superiore (ventiquattro mesi che diventano tre anni per le riserve). E lo vedremo spostandoci nella modernissima e scenografica sala di degustazione:

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Iniziamo con un assaggio in anteprima del Rosso di Valtellina DOC 2015, che definire “base” è davvero riduttivo per un vino dal colore tenue e allegro che, appena versato, profuma di frutti di bosco a mezzo metro di distanza e ti allieta la bocca con tannini netti, ma già ingentiliti. «Un’annata bella per quantità e qualità», commenta Isabella.

Segue il primo dei tre Valtellina Superiore DOCG in batteria: si tratta del Grumello Rocca De Piro 2011. «Le bucce erano molto sottili, dovemmo limitarci a soli quattro giorni di macerazione. Due anni di botte grande e due di affinamento in bottiglia per un risultato di grande soddisfazione: un’annata che ha messo d’accordo tutti». Naso delicato, bocca morbida, dall’impronta femminile.

Restiamo nel Grumello, ma con un salto all’indietro di quattro anni e un cambio di vigna. L’uva del Buon Consiglio 2007 fu vendemmiata all’inizio di ottobre, in anticipo rispetto al consueto; 43 giorni di macerazione e quattro anni nel castagno ci consegnano la complessità di sentori inconsueti – come una nota di agrumi – in un bicchiere elegante, persistente, setoso e nitido, con un confortante finale di liquirizia.

Il 2007 è stato grande anche per il pluripremiato Sassella Rocce Rosse, emblema di ARPEPE, che chiude in bellezza la nostra degustazione con la memorabile potenza minerale, «terrosa e ferrosa, quasi ematica». E alle parole di chi l’ha prodotto non è il caso di aggiungere altro, se non una domanda: «Ma dove sarà finito M.?».

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“Cantine d’Italia 2017”: la guida e i premi

by mercoledì, novembre 30, 2016

MILANO, 30 novembre – Presso l’hotel Michelangelo è stata presentata questa sera l’edizione 2017 di Cantine d’Italia, la guida per il turista del vino edita e curata dall’associazione Go Wine.

In 530 pagine la pubblicazione (€ 15,00) racconta 700 cantine da visitare e ne premia 229 con le sempre più ambite “Impronte d’eccellenza”; ai vini non dà punteggi, ma ne suggerisce oltre 3.800; infine raccomanda 1.500 indirizzi dove mangiare e dormire – in cantina e non. Nelle schede appaiono due nuovi simboli, pensati per l’enoturista italiano che si muove, tipicamente, nei fine settimana: la “D” segnala le aziende aperte di domenica, almeno al mattino; “DA” indica quelle disponibili ad accogliere visitatori la domenica, ma solo previo appuntamento.

Quest’anno la guida è arricchita dalle introduzioni di Alessandro Masnaghetti, Margherita Oggero e Gianluigi Beccaria: una finestra sul vino – questo il titolo della sezione di apertura – spalancata da tre importanti personaggi del giornalismo e delle cultura. Sempre nella parte iniziale del volume sono raccolti i dialoghi in cantina, originali interviste a uomini e donne del vino, fra cui Fausto De Andreis, Francesca Planeta, Riccardo Ricci Curbastro, Gavino Sanna.

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Sette i premi speciali assegnati da Cantine d’Italia per il 2017:

  • Alto Confort per il relais aziendale al Relais Borgo Syrah presso i Tenimenti Luigi d’Alessandro (Cortona AR, Toscana);
  • Cantine Golose per la tavola aziendale al Ristorante Aion presso la cantina Moroder (Ancona, Marche);
  • Cantine Meravigliose per l’EnoArchitettura a Sella & Mosca (Alghero SS, Sardegna);
  • Go Wine Enocultura per l’iniziativa Gioielli in Fermento, curata da Eliana Negroni e ospitata dall’azienda Torre Fornello (Fornello di Ziano Piacentino PC, Emilia);
  • Autoctono si nasce al vino DOC Friuli Colli Orientali Schioppettino di Prepotto prodotto da Vigna Petrussa (Prepotto UD, Friuli);
  • Buono… non lo conoscevo! al vino DOP Tintilia del Molise Rosso Macchiarossa prodotto da Claudio Cipressi (San Felice del Molise CB, Molise);
  • Vini Storici d’Italia al vino IGT Salento Rosato Five Roses dell’azienda Leone de Castris (Salice Salentino LE, Puglia).
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